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RADIATION ROMEOS – Il ritorno del Guerriero

L’uscita di questo disco a nome Radiation Romeos (qui, la nostra recensione) coincide con l’insperato ritorno sulle scene della voce d’acciaio di Parramore “Perry” McCarty, il singer di San Diego conosciuto principalmente per la parte ottantiana della sua carriera nelle vesti di frontman degli sfortunati Steve Stevens’s Atomic Playboys e soprattutto dei Warrior, gruppo appartenente a quella schiera di bands americane, leggi Malice, Icon, Rough Cutt, Kick Axe e tanti altri, che ha ingiustamente pagato con l’indifferenza del grande pubblico la mancanza di un singolo che potesse trascinarne il nome in classifica e tramandarlo ai posteri, vedi Wasp con ‘I Wanna Be Somebody’, Quite Riot con ‘Bang Your Head’ o Ratt con ‘Round And Round’ per esempio. Con questa intervista Mr. Perry ci offre la rara occasione di approfondire argomenti quasi completamente oscurati dal tempo, o del tutto nascosti anche ai più attenti seguaci del metallo che fu. La prima cosa che ci colpisce però è l’atteggiamento spumeggiante del nostro, un’esuberanza degna di un ventenne agli esordi…
“Rapidamente, giusto un immenso “thank you” a Frontiers Records e Michael Voss per avermi dato questa possibilità di cantare quello che avevo nel cuore!! Detto questo, come state grandi fans italiani?! Sono così felice di condividere con voi quello che penso sul nuovo album dei Radiation Romeos e su tutto il resto. Credetemi, sono qua per voi!”

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Che sorpresa sentirti tanto entusiasta. Ci spieghi la genesi dei tuoi nuovi Radiation Romeos?
“Ho ricevuto un messaggio su Facebook da un ragazzo che non conoscevo. Mi domandava se ero Parramore McCarty, l’ex cantante degli Atomic Playboys, gli ho risposto “Sono io fratello” e mi ha chiesto se volessi fare un disco prodotto da lui.”

Michael Voss?
“Esatto, ma visto che non sapevo chi fosse ho cercato il suo nome su internet. L’ho visto mentre cantava e suonava la chitarra dal vivo con Michael Schenker, stavano rokkando duro su ‘Rock You Like A Hurricane’! Come un fulmine l’ho ricontattato per chiedergli “Amico mio, quando si comincia?”.”

Che tipo è Michael?
“Un autentico professionista in ogni ambito musicale! Ha della grandi capacità sia come produttore che come ingegnere del suono, può cantare fantasticamante e suonare la chitarra in modo incredibile, veramente un talento alla Mutt Lange. Inoltre è divertente, arguto, una persona con cui è facile lavorare…Stop, sto diventando geloso, ha ha!”

Il vostro chitarrista Dag Heyne mi è sembrato davvero bravo, non mi stupirei se in futuro fosse coinvolto in un qualche progetto targato Frontiers…
“Dag è un chitarrista meraviglioso e calza a pennello per questa band. L’ho incontrato quando dalla mia San Diego ho fatto una breve visita in Germania. Possiede una mente molto brillante e veloce, è calmo e tranquillo, una persona amabile. Lasciami anche aggiungere che tutti i ragazzi del gruppo hanno un grosso senso dell’umorismo, il che è un obbligo per chi vuole fare della grande musica originale.”

Venendo all’album sarò sincero: la parte composta dalle canzoni più melodiche mi ha convinto di più rispetto a quella tendente al metal.
“Hey, sono felice che la tua opinione rispecchi le mie preferenze. Credo che ai fans possa interessare il fatto di essere stato un ascoltatore di pop rock nei primi tempi, quando mi stavo formando uno stile personale. La voce e l’attitudine alla Warrior sono un’evoluzione avvenuta molto dopo, quando mi sono trasferito a Los Angeles ed abbiamo fondato i Fury, che sviluppandosi verso uno stile più pesante sono poi diventati i Warrior. In ogni caso mi piace molto cantare e comporre in entrambi i modi, sono in grado di esprimermi in qualsiasi stile: dai toni e dalla metrica di James Brown ai Creedence Clearwater Revival, l’importante per me è dare sfogo alla voce.”

Ed hai già un’idea di come potrà suonare un eventuale secondo disco?
“Al momento non so cosa succederà. Probabilmente quello che i fans apprezzeranno di questo esordio giocherà un ruolo in ciò che i Radiation Romeos potranno fare. E spero vivamente di averne la possibilità!”

Bene, iniziamo a scavare un po’ nel tuo passato metallico: un giudizio sul debutto dei Warrior ‘Fighting For The Earth’ 32 anni dopo.
“Eh, so che è rimasto discretamente famoso nell’ambito classic metal, una specie di album di culto. Tutti i fans dei Warrior lo dicono. Come primo disco penso fosse solido, fu una sorta di auto produzione e l’unica cosa che rimpiango è di non aver avuto a disposizione un super produttore, nel complesso avrebbe potuto suonare meglio.”

Chi fu a scoprirvi?
“Yeah, qua devo raccontarvi una storia che sicuramente non tutti conoscono: i Warrior realizzarono un demo di 3 canzoni, e tra queste ‘Fighting For The Earth’ fu selezionata da KMET Radio e KLOS Radio per i loro talent shows di Los Angeles. Nel giro di una settimana gli ascoltatori la richiesero così spesso che entrambe le emittenti finirono per mettere in heavy rotation tutto il demo, mentre ‘Fighting For The Earth’ raggiungeva il primo posto nelle richieste davanti a gente come Judas Priest e Scorpions. Era veramente una situzione irreale. Dopo un’altra settimana tutte le major ci avevano contattato per offrirci un contratto. Alla fine optammo per la Virgin Records di Richard Branson, con il quale finimmo pure a giocare a golf insieme nonchè a cena a casa sua…Tutto troppo figo!”

Quindi fu ancora più dura quando il sogno-Warrior svanì…
“Provai soltanto delusione. Ho fatto sport tutta la vita, gareggiando pure nella motocross professionistica, e da questo ho imparato come guardare avanti dopo una brutta sconfitta. Mi scrollai di dosso la cosa piuttosto velocemente, con la faccia rivolta alla prua della nave a prendere aria fresca piuttosto che verso i gas di scarico che avrei visto guardandomi indietro…La mia convinzione è questa: i Warrior ci misero troppo tempo a completare il disco. Mentre Ratt e Motley Crue impiegarono 3 mesi per i loro, a noi ci volle un anno intero, e quando l’album arrivò nei negozi, nella scena heavy metal era già avvenuto una sorta di rinculo, un cambiamento per il quale ciò che prima era uno smash hit ora era diventato proibito su qualsiasi radio. O perlomeno in America fu così.”

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Hai avuto modo di lavorare con Roy Z, l’ex braccio destro di Bruce Dickinson, durante la preparazione di ‘Ancient Future’, il vostro secondo lavoro uscito nel 1998?
“Oh yeah, siamo stati io, Roy e Joe Floyd a comporre e realizzare il tutto. Roy Z è un super-super chitarrista, con una tonnellata di energia ed un grande suono! Lavorare con lui è stato nient’altro che un grosso divertimento.”

E sei ancora in contatto con Joe Floyd?
“Sì, continuiamo a sentirci di tanto in tanto. Ultimamente è stato impegnato con la messa in vendita della sua invenzione, che da quanto ne so è una chitarra con gli altoparlanti incorporati. Ho sentito che ha avuto un grosso successo al Namm di Los Angeles nell’edizione di quest’anno (una delle fiere di equipaggiamenti e strumentazione musicale più importanti al mondo, ce ne parlarono anche i Q5 sempre su questo sito a proposito delle invenzioni del loro ex leader Floyd Rose, ndr).”

Anche tu ti sarai tenuto musicalmente occupato con qualcosa immagino.
“Sì, negli ultimi 10 anni ho realizzato 3 dischi per conto mio. Praticamente nessuno sa della loro esistenza, ma se qualcuno è curioso ve li elenco: per primo i Perry 101 con l’album ‘California Rain’, secondi i Metal Freqs con ‘Medieval Word, un disco decisamente Warrior-style con Roy Z e Joe Floyd alle chitarre, ed infine l’autointitolato album dei Monster Traxx, dove uso la voce in modalità Bon Scott su brani inediti tutti scritti da me. Abbiamo anche un sito: www.monstertraxxband.com.”

Bene, mentre la caccia è ufficialmente aperta dirigiamoci verso gli Atomic Playboys: come si arrivò a questa partnership tra te e Steve Stevens?
“Dopo i Warrior ho realizzato un demo con i Rough Cutt. Suonava alla grande, per finirlo ci aiutò Ronnie James Dio! Ero così felice del fatto che apprezzasse la mia voce, ma non riuscimmo ad ottenere un contratto. Fu lì che Wendy Dio, sua moglie, spedì alla Warner Bros questo demo insieme ad un altro dove cantavo ‘Magic Carpet Ride’ degli Steppenwolf. Steve Stevens ne venne in possesso e mi prenotò subito un volo per New York per un’audizione sottoforma di esibizione dal vivo con una band. La notte stessa del gig ottenni l’ingaggio.”

Ma c’è una band di cui sogni di essere il singer, o nella quale hai provato ad entrare?
“Il mio unico sogno è di cantare nei grandi AC/DC! Nessun dubbio. Sarei disposto ad uccidere!”

E’ per questo che hai formato i Monster Traxx?
“Sì, semplicemente avvertivo la mancanza di sentire nuovi pezzi degli AC/DC non cantati da Bon Scott! All’inizio ero partito concentrandomi più sulla chitarra elettrica che sullo scrivere canzoni, ma poi sul disco ho sfidato me stesso a comporre, cantare, suonare la chitarra ritmica ed il basso. Per la chitarra solista invece ho preso il mio amico Ariel Levine. Sai, Bon è nella mia top-5 di sempre, quello che mi fa impazzire di lui è il “personaggio” che c’è nella sua voce. Anche se comunque il mio cantante preferito rimane John Fogerty dei Creedence Clearwater Revival, andatevi a risentire la sua voce su ‘Born On The Bayou’…Wow, è così spessa, ricca, rocciosa…che potenza d’un uomo!”

Riallacciandoci al tuo passato remoto al fianco del futuro chitarrista dei Ratt Robbin Crosby, immagina se fosse toccato a te guidare i “topi” di L.A.: te la saresti sentita di gareggiare con tipi alla Vince Neil in quanto a life-style esagerato, donne conquistate ed altre cosette proibite?
“Oh hell yeah…A quei tempi sarebbe stato un vero testa a testa! Specialmente nella categoria donne…ha ha!”

Ti manca Robbin?
“Sì…Non vedo l’ora di rincontrarti fratello, e di farci insieme la nostra birra fredda con cibo messicano per l’eternità. Mi manca il tuo senso dell’umorismo, e mi manca quanto credevi in me.”

Ok Parramore, unendoci a te nel ricordo dell’indimenticato Robbin, qua a Loudandproud.it ci auguriamo che i Radiation Romeos possano regalarci presto un secondo capitolo, ed a te di vivere uno scorcio di carriera ricco di soddisfazioni, come la tua grande voce avrebbe sempre meritato.
“Ti ringrazio nel modo più sincero per i tuoi complimenti, non vedo l’ora di fare qualcosa di nuovo! Un saluto a tutti.”

Discografia:
Radiation Romeos – Radiation Romeos (2017)

Line-up:
Parramore McCarty – voce
Dag Heyne – chitarre
Jogi Spittka – basso
Gereon Homann – batteria

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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