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RADIATION ROMEOS – ‘Radiation Romeos’

Parramore McCarty è un cantante da sempre dotato di una grande voce metal, ma la sua carriera rimane tra le più misteriose ed in un qualche modo discontinue della scena ottantiana di Los Angeles. Dall’esordio con i Warrior nel 1985 con il cult-classic ‘Fighting For The Earth’ si passa all’89 per la super accoppiata con Steve Stevens a nome Atomic Playboys. Segue un salto diretto al 1998 per un inaspettato ritorno dei Warrior con il discreto ‘Ancient Future’, dopo di che il quasi-nulla, se non fosse per quell’ottima apparizione, di cui siamo testimoni, al Bang Your Head 2009 alla guida del “guerriero”. Troppo poco? Già, ma per fortuna la gara intrapresa con primatisti del calibro di Boston o Crimson Glory su chi colleziona il minor numero di apparizioni possibile, non ha impedito al singer californiano di accettare con entusiasmo la proposta di Michael Voss, l’emissario di casa Frontiers prescelto per convincerlo a tornare ufficialmente sulle scene, e per erigere l’architettura di questo lavoro chiamato ‘Radiation Romeos’, come la band stessa, che già dal primo ascolto scioglie il dubbio più importante: la voce di Parramore è sempre lì, potente, alta e versatile come in passato. L’inizio è una piacevole sorpesa, l’omonima title-track e ‘Ocean Drive’ sono tra le cose migliori del disco, con quest’ultima che esalterà non poco chi ancora non si capacita della (brutta) piega presa dai Bon Jovi nel corso degli anni. A dare loro man forte arrivano la ballad ‘Like An Arrow’, presumibilmente scritta sulla spiaggia di L.A. durante un tramonto, ed il rock di ‘Til The End Of Time’. Questo troncone di hard americano molto melodico è affiancato da un lotto di brani le cui intenzioni sono quelle di riesumare le sonorità più metalliche targate Warrior, ma i tanti buoni spunti non riescono a concretizzarsi in canzoni realmente in grado di guardare negli occhi quelle del gruppo di Joe Floyd. A tal proposito citiamo ‘Bad Bad Company’, che insegue inutilmente ‘Balls To The Walls’ degli Accept, ‘Mystic Mountain’ o la discreta ‘Monstertraxx’, sulle quali è comunque un grande piacere risentire il tipico timbro di McCarty liberarersi in quei vocalizzi che lo hanno contrassegnato nei decenni passati. Fra questo contrasto di sonorità si fanno largo due tra i frammenti più luminosi del disco: il metal melodico di ‘Castaways’ potrebbe uscire dalla penna di Magnus Karlsson, mentre ‘Promised Land’ ci regala uno dei tributi più belli ed autentici ai Rainbow periodo Dio che ci sia capitato di sentire. In definitiva non si può che provare ammirazione per questo ritorno e per chi ha avuto il coraggio di trascinare fuori dall’oblio un personaggio che in carriera avrebbe meritato di raccogliere molto di più. Allo stesso tempo speriamo che l’entusiasmo non tardi a riportare i Radiation Romeos in studio per dare un seguito a questo progetto, muniti di una convinzione ancora maggiore, e focalizzandosi al meglio sugli obiettivi musicali da raggiungere.

Tracklist:
01. Radiation Romeos
02. Ocean Drive
03. Bad Bad Company
04. Mystic Mountain
05. Like An Arrow
06. Promised Land
07. Castaways
08. Ghost Town
09. Til The End Of Time
10. On The Tight Rope
11. Monstertraxx

Line-up:
Parramore McCarty – voce
Dag Heyne – chitarre
Jogi Spittka – basso
Gereon Homann – batteria

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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