Loud AlbumsOver the Top

QUIET RIOT – ‘Road Rage’

I Quiet Riot e i cambi di line-up, la storia infinita che ci accompagna dal 1978, da quando un imberbe Randy Rhoads lasciò il gruppo per unirsi al progetto solista di Ozzy Osbourne, con le tragiche conseguenze che tutti conosciamo. Uno scioglimento e una reunion nel 1982, l’uscita di uno degli album più sorprendenti degli anni ’80, quel ‘Metal Health’ che fece la storia, schizzò in cima alle classifiche e che mai il gruppo statunitense riuscì ad eguagliare. Seguono tre decenni di terremoti e scosse di assestamento all’interno della band, poi ancora una tragedia ad amplificare una storia sfortunata, la morte del cantante Kevin DuBrow, che sembra mettere definitivamente la parola fine alla vicenda Quiet Riot. E invece, Frankie Banali mantiene un piccolo tizzone ancora ardente sotto la cenere, lo alimenta, lo ravviva e torna ad illuminare il presente: nuovo cantante e nuovo album nel 2017. E qui, alzi la mano chi non ha mentalmente gettato la spugna alla notizia di un nuovo stravolgimento di formazione, con il licenziamento del cantante Seann Nicols dopo solo cinque shows, sostituito dal finalista del programma American Idol, James Durbin. Scusate, devo abbassare la mano per continuare a scrivere. Quando uscì ‘Metal Health’, James Durbin non era ancora nato, ha una faccina pulita e chi vi scrive lo aveva bollato come l’ultima disperata mossa commerciale di un gruppo che non trova pace e stabilità. Ed ecco che Durbin e questo tanto sospirato nuovo album ‘Road Rage’, sono pronti a prendere a schiaffi tutti quelli che come la sottoscritta, hanno bollato con troppa facilità il tutto. James Durbin è una bomba e anche se nel 1983 non c’era, ha ritrovato lo spirito e la strafottenza con cui i Quiet Riot tirarono fuori la cover di ‘Cum on Feel the Noize’. Questo disco parte con una grande verità ‘Can’t Get Enough’: arena rock, da ascoltare, riascoltare, canticchiare sotto la doccia, in macchina, appiccicato alla lingua come un dannato chewing gum. E i gusti sono tanti: ‘Getaway’ sa di Aerosmith, ‘Roll This Joint’ di Tesla, ‘Still Wild’ sa di tutto il Sunset Strip. Un album così efficace, diretto e sfacciato, non ce lo saremmo davvero aspettato da questo gruppo che ha realmente toccato le vette più alte e i fondi più bassi, ma che sembra tornata davvero col botto. Questo disco ha il sapore degli Eighties più colorati e selvaggi, è aspro e frizzante, non smette un attimo di stuzzicare i sensi e di reclamare attenzione. È il disco che sarebbe dovuto uscire tanti anni fa, per rimettere i Quiet Riot in carreggiata, ma se è vero quel che si dice, non è mai troppo tardi.

Tracklist:
01. Can’t Get Enough
02. Getaway
03. Roll This Joint
04. Freak Flag
05. Wasted
06. Still Wild
07. Make A Way
08. Renegades
09. The Road
10. Shame
11. Knock Em Down

Line-up:
James Durbin – voce
Alex Grossi – chitarra
Chuck Wright – basso
Frankie Banali – batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

Post precedente

CRIMFALL - I dettagli del nuovo album 'Amain', nuovo brano online

Post successivo

ITCHY – ‘All We Know’