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QUIET RIOT – Can’t Get Enough

Che Frankie Banali sia un personaggio che non ci fai mai annoiare, è un dato di fatto. Che intorno a questo nuovo album dei Quiet Riot (qui la nostra recensione) ci sia stata una soap degna di ‘Beautiful’, è un altro fattore conclamato. E allora come farci sfuggire l’occasione di scambiare due chiacchiere con il batterista di uno dei gruppi con la storia più rocambolesca del rock and roll? Siamo andati a curiosare in casa Quiet Riot e abbiamo parlato non solo di ‘Road Rage’, ma anche dei tanti colpi di scena che hanno accompagnato questa release. Enjoy!
Ciao Frankie e benvenuto a Loud And Proud! Dopo tanta attesa finalmente siamo riusciti ad ascoltare ‘Road Rage’ e devo dire che siamo stati ricompensati da un album veramente esplosivo! Mi racconteresti che cos’è successo in questi mesi di attività frenetica, culminati nell’annuncio dell’arrivo di James Durbin alla voce?
“Ciao Fabiana! La storia di ‘Road Rage’ inizia a metà del 2016. Ero alla ricerca di un cantante per registrare i nuovi pezzi del disco e la mia prima scelta era proprio James Durbin. Ma in quel momento aveva appena firmato un contratto per lavorare a Las Vegas per un lungo periodo di tempo, quindi non era disponibile. Allora sono andato su un cantante che aveva appena lasciato il suo gruppo, ma ho subito scoperto che la ragione per cui era andato via era che non voleva più andare in tour e naturalmente, io avevo bisogno di qualcuno che registrasse in studio, ma che poi fosse disponibile a partire in tour con i Quiet Riot. E allora la scelta è caduta su un altro cantante (Seann Nicols, ndF) che io non conoscevo, ma che mi era stato raccomandato da altre persone, ma non ha proprio funzionato. Io avevo in mente James fin dall’inizio, era la mia prima scelta ed è stata un’impresa febbrile vederlo arrivare e scrivere lyrics nuove di zecca per lui, nuove melodie vocali, in così poco tempo. Ma una volta che ho composto tutta la musica, con il mio writing partner Neil Citron e il contributo essenziale del nostro chitarrista Alex Grossi e del nostro bassista Chuck Wright, allora tutto era pronto per le nuove tracce vocali.”

QuietRiotpromo2017 photo by HENRY LIPATOV

È curioso pensare che James non era nemmeno nato quando ‘Metal Health’ era già in cima alla classifica di Billboard, ma sembra nato per interpretare pezzi come ‘Freak Flag’ e ‘Still Wild’. Penso che questo significhi che la tua scelta era davvero vincente fin dall’inizio, c’è tutto il gusto del Sunset Strip in ‘Road Rage’! Che ne pensi?
“Qualche anno fa ho visto James in TV, al programma ‘American Idol’ e ho pensato che fosse un vocalist fantastico. Ho anche pensato che avrebbe davvero fatto grandi cose nel pazzo mondo del Rock & Roll, se solo avesse voluto, ma mai avrei pensato che sarebbe finito nel pazzo mondo dei Quiet Riot. Sai che in qualche modo mi ricorda il mio caro amico Kevin DuBrow? James ha la stessa energia che sprigionava Kevin quando l’ho incontrato la prima volta e ho iniziato a pensare che lo avrei voluto davvero nei Quiet Riot. James ha anche un range vocale incredibile che non solo si sente subito sul nuovo album, ma gli permette anche di cantate tutti i nostri vecchi classici. E che gran performer è sul palco!”

Quando e dove hai trovato il coraggio di riprendere il discorso Quiet Riot dopo la tragica perdita di Kevin?
“Una volta che realizzi che Kevin è stato il mio migliore amico per quasi trent’anni, allora capisci quanto siano stati difficili quei momenti per me, appena saputo della sua morte e subito dopo. Per tre anni non sono riuscito a fare niente di serio, nella musica. È stato solo quando ho parlato con la madre di Kevin che ho capito non solo quanto mi mancasse lui, ma quanto mi mancassero anche i Quiet Riot. Ho speso in questo gruppo tutta la mia vita professionale. La madre di Kevin mi ha detto che i Quiet Riot non erano solo Kevin, ma erano Kevin e Frankie. Subito dopo c’è stato un grande show a Las Vegas in memoria di Kevin e mi era stato chiesto di dire qualche parola e di suonare un pezzo, ‘Metal Health’, durante lo spettacolo. Ecco, dopo aver vissuto quella serata, ho capito che era il momento di rimettere in moto i Quiet Riot, ma ho realizzato subito che sarebbe stato difficile, anche se mi sentivo pronto per tutte le sfide e il duro lavoro che avrebbe significato ricostruire la band. Non c’è mai niente di facile quando fai qualcosa per cui vale davvero la pena lottare.”

Certo che tu non hai mai avuto paura di lottare e di uscire dagli schemi, piazzando un album di sfacciato e grezzo rock and roll in cima alle classifiche. Secondo me è questo di cui abbiamo bisogno, non solo nella musica, ma nella vita di tutti i giorni. Non pensi che servirebbe un po’ di genuinità, tornare un po’ selvaggi, credere che la musica può ancora cambiare qualcosa?
“Io sono sicuro che nella vita bisogna cercare di prendere tutte le occasioni possibili e combattere sempre per quello in cui si crede. Bisogna sempre andare avanti, non importa come. Rimanere fedeli a sé stessi è un modo per ricordarsi sempre da dove si viene e dove vuoi andare veramente. Io ho cercato di essere sempre così e ho cercato di riversarlo anche nei pezzi di ‘Road Rage’. Avrai notato che alcune sono molto vicine alle prime cose suonate dai Quiet Riot. Ed è perché abbiamo pensato da dove siamo venuti. Altri pezzi sono molto diversi dai dischi più vecchi della band. E questo è perché abbiamo dato uno sguardo a ciò che abbiamo fatto fino a questo momento, ma siamo andati avanti. I primi album hanno segnato il tipico sound dei Quiet Riot, ma ci deve sempre essere una crescita e ci saranno sempre canzoni che si allontanano da quel sound, questo per me è ‘Road Rage’ ed è esattamente come vivo la mia vita.”

‘Road rage’ è una bomba, c’è tutta questa energia e anche tanto divertimento! Dobbiamo aspettarci degli show esplosivi per il prossimo tour…
“Abbiamo già iniziato a suonare in giro il primo singolo ‘Freak Flag’ e ci sembra che la risposta sia incredibile, sia da parte dei vecchi fans che da quelli nuovi. Ecco, credo che questa canzone abbia lo spirito del periodo di ‘Metal Health’ e per questo si inserisce perfettamente nel live set. Sicuramente inseriremo anche ‘Wasted’ nella scaletta, perché è un altro pezzo che ricorda il passato dei Quiet Riot, ma riesce ad esserne molto distante nello stesso tempo. E poi sicuramente vorrei suonare ‘Can’t Get Enough’ il prima possibile, è davvero puro stile Quiet Riot!”

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Vuoi aggiungere qualcosa, magari rivolgendoti a tutti quelli che vi definiscono totalmente imprevedibili? Siete tornati per restare?
“Ahaha i Quiet Riot sono totalmente imprevedibili! Proprio come il Rock & Rol! E come la vita! Ma più di ogni altra cosa, io sono imprevedibile perché credo nei Quiet Riot. Credo nei membri di questo gruppo, e ancora di più, credo nei fans di questo gruppo e i nostri fans si meritano il meglio che io possa dargli. E se questo vuol dire che dovrò sempre essere così imprevedibile, allora lo sarò. I Quiet Riot ci sono, stanno bene e la nostra ‘Freak Flag’ sventola davvero alta in questo 2017, grazie all’uscita di ‘Road Rage’!”

Discografia:
Quiet Riot (1977)
Quiet Riot II (1978)
Metal Health (1983)
Condition Critical (1984)
QR III (1986)
QR (1988)
Terrified (1993)
Down To The Bone (1995)
Alive And Well (1999)
Guilty Pleasures (2001)
Rehab (2006)
Quiet Riot 10 (2014)
Road Rage (2017)

Line-up:
James Durbin – voce
Alex Grossi – chitarra
Chuck Wright – basso
Frankie Banali – batteria

 

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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