Loud Reports

QUEENSRYCHE – Il report del concerto @ Phenomenon, Fontaneto d’Agogna (No) – 29.06.2017

Dieci pezzi dieci. E cinquantacinque minuti di musica. Non proprio quello che ci si aspetterebbe da una band come i Queensryche. Eppure è esattamente quello che hanno ricevuto i fan della band arrivati in numero non trascurabile al Phenomenon in questa fresca serata di fine giugno. I ‘Ryche dovevano esibirsi il giorno dopo a Barcellona, il viaggio in nightliner non è esattamente corto, la partenza è stata anticipata alla sera stessa, immediatamente dopo lo show. E tutti i tempi hanno dovuto essere compressi al massimo. Ma, e smarchiamo subito tutti gli aspetti negativi della serata, in una condizione del genere è necessario avere tre opener tre? Oppure non è possibile iniziare tutti mezzora prima in modo da garantirsi un po’ di spazio in più alla fine? Domande ovviamente senza risposta, come pure non intendiamo dare a qualcuno in particolare la colpa di quello che è successo stasera, semplicemente constatare il fatto che nessuno alla fine è rimasto soddisfatto, né la band, abbastanza imbarazzata al momento di chiudere, né i fan visibilmente contrariati. E nemmeno lo staff del locale, rimasto abbastanza perplesso…
Doppiamente peccato, perché dal punto di vista musicale le cose avevano preso un’ottima piega. Gli opener avevano fatto il loro buon lavoro: davanti a pochissimo pubblico i Ravenscry avevano proposto il loro interessante mix di gothic ed heavy metal, mettendo in luce le stesse buone idee che arricchivano il loro ‘The Invisible’; i Setanera avevano raddoppiato, aggiungendo sonorità più orientate verso il rock, mix ideale di Evanescence e Lacuna Coil; dopo due valide female singer, i Methodica hanno avuto l’onere di portare il primo maschietto dietro al microfono, oltre che di offrire a un pubblico via via più numeroso il loro prog metal ricco di influenze Dream Theater. Musicalmente al top, hanno fatto un’ottima figura, concedendosi anche l’azzardata cover di ‘Black Hole Sun’ dei Soundgarden…
Un pubblico ormai piuttosto numeroso ha accolto con calore le note di ‘Guardian’, unica traccia recente della setlist, che i Queensryche hanno scelto come opener di questo tour. E questo mette molto in chiaro l’approccio attuale della band di Seattle, oggi con Casey Grillo dei Kamelot alla batteria, causa motivi personali di Scott Rockenfield. Con ‘Operation:Mindcrime’ inizia il viaggio nel passato offertoci dalla band, guidato da un Todd LaTorre in grande spolvero. Il piccolo singer è davvero in stato di grazia, non sbaglia una nota e soprattutto dona a ogni pezzo il giusto calore, senza concentrarsi troppo sulla perfezione. ‘Empire’ si rivela un altro highlight emotivo, arricchita dall’ottimo guitarwork di Michael Wilton e Parker Lundgren. ‘Jet City Woman’ viene resa in modo elegante, prima di una doppietta di valore assoluto: ‘Take Hold Of The Flame’ (su cui salgono i Methodica per le backing vocals) e soprattutto l’antica ‘Queen Of The Reich’, che resta sempre uno dei pezzi forti della band. Le sonorità eleganti e a tratti soffuse di ‘Screaming In Digital’ vanno a tributare anche l’allora controverso ‘Rage For Order’, prima che la band ci conduca verso un inopinato finale anticipato, con la splendida ‘Revolution Calling’, con i suoi rimi incalzanti e linee melodiche immediate cantate a gran voce dai presenti, seguita da ‘Eyes Of A Stranger’ e dall’annuncio che la band sarebbe dovuta partire presto. Perplessità, applausi e qualche fischio mentre i roadie iniziano a sbaraccare tutto. Come detto prima, peccato. Lo show che i Queensryche ci stavano offrendo era davvero di gran livello, come del resto la band di Seattle ci ha abituato nel tempo. Ci saranno occasioni per recuperare, ma oggi i motivi per recriminare non mancano…

Testo e foto di Sandro Buti


 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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