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Q5 – ‘New World Order’

 

Questo inaspettato ritorno dei Q5 è un manifesto all’età dell’innocenza del metallo, quando Priest, Saxon e Maiden erano universalmente riconosciuti come i rappresentanti del mondo Hard & Heavy. ‘When The Mirror Cracks’, fino a ieri ultimo disco di questi outsiders della scena ottantiana, risale esattamente a 30 anni fa, ma per trovare le radici del nuovo ‘New World Order’ dobbiamo andare diretti all’esordio ‘Steel The Light’ datato 1984. Tracciate una linea retta tra i Saxon d’annata, quelli fino a ‘Power & The Glory’ per intenderci, ed il debutto del quintetto di Seattle ed avrete il percorso sul quale si sviluppa questo ‘New World Order’, i cui pezzi sono figli (legittimi) di quelli più rappresentativi di ‘Steel The Light’: la nuova ed ottima title-track, una cavalcata mid-tempo con delle linee di chitarra ispiratissime, discende direttamente della title-track di allora infatti, mentre ‘One Night In Hellas’ e ‘Just One Kiss’ sono le nuove ‘Lonely Lady’, con quel metallo scattante e melodico che li avvicina a certi Praying Mantis o al Gary Moore più hard di inizio anni 80, anche per l’odierno timbro di Johnatan K, graffiante come allora ma comprensibilmente meno esteso. Tra la restante e copiosa dose di Metal/Hard Rock classico c’è spazio pure per ‘Mach Opus 206’, una novità in casa Q5 in quanto trattasi di uno strumentale all’antica, che ricalca le orme di ‘Losfer Words’ (Iron Maiden) utilizzando il rifferama sabbathiano di ‘Children Of The Grave’. Il punto forte del platter sono comunque le chitarre N.W.O.B.H.M.-style dell’accoppiata Rick Pierce-Dennis Turner: siamo sicuri che tra l’ondata di giovani bands che oggi inseguono queste sonorità, qualcuno ucciderebbe per sfornare con tale naturalezza una collezione di riffs così perfettamente old-school da farci venire per un attimo dei dubbi sulle parole rilasciate dal batterista Jeff McCormack a proposito del songwriting di ‘New World Order’ nella sorprendente intervista appena pubblicata qui su Loud and Proud. Due pezzi in meno sui 14 totali avrebbero probabilmente giovato alla continuità del platter, è opinabile per esempio la scelta di usare una semi-cover di ‘Denim And Leather’ come brano d’apertura (‘We Came Here To Rock’), ma è anche comprensibile che dopo 3 decenni la voglia di tornare possa aver creato qualche problema d’abbondanza al momento di scegliere le tracce da sigillare su disco.

Tracklist:
01. We Came Here To Rock
02. One Night In Hellas
03. The Right Way
04. New World Order
05. Tear Up The Night
06. Halfway To Hell
07. A Prisoner Of Mind
08. Unrequited (A Woman Of Darkness)
09. Just One Kiss
10. Fear Is The Killer
11. Land Of The Setting Sun
12. A Warrior’s Song
13. March Opus 206
14. Get Next To You (bonus track)

Line-up:
Johnatan K Scott – voce
Rick Pierce – chitarra
Dennis Turner – chitarra
Evan Sheeley – basso
Jeff McCormack – batteria

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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