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Q5 – A spasso nel tempo

A coloro che possono vantare una certa esperienza nel Metal a volte sarà capitato di incappare in una nuova uscita discografica che alla prova dell’ascolto si è poi rivelata nient’altro che una scusa per permettere alla band di turno di attirare un po’ l’attenzione con lo scopo di rimettersi a suonare dal vivo. Ascoltando invece ‘New World Order’ – nuova fatica degli americani Q5, tornati in studio dopo ben 30 anni dall’ultimo disco ed oggi supportati dall’intrepida Frontiers Records – è facile capire come nel loro caso valga il contrario. La convinzione che il loro batterista Jeff McCormack ha espresso nel fornirci i dettagli di ogni singola informazione riguardante passato e presente del pianeta Q5, è ferma e sincera… così come i particolari dell’enorme pianeta personale e musicale di questo attentissimo musicista che – come è successo al sottoscritto – lascerà molto sorpreso (in positivo) chi si appresta a farne la conoscenza.

“(Jeff McCormack) La prima cosa che abbiamo stabilito prima di tornare è che non sarebbe stato un progetto a termine, come di una band che riappare improvvisamente sulla scena, ruba un po’ di riconoscimenti qua e là e ritorna sui monti in isolamento. Siamo una vera BAND fin dal principio, scriviamo canzoni come una BAND, guardiamo avanti e pianifichiamo tutto come una BAND!”

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Recepito. Ci introduci dunque questo nuovo album?
“La maggior parte dei brani ha uno stile fortemente old-school. I fan di vecchia data approveranno, mentre quelli più giovani dovrebbero apprezzare la produzione più moderna, o almeno spero. Musicalmente parlando, penso che questo lavoro abbia un qualcosina per chiunque: Hard Rock, Heavy Metal, pezzi veloci, pezzi lenti… un po’ di tutto!”

Se la title-track di ‘New World Order’ fosse uscita nel 1984/85, ai tempi di ‘Steel The Light’ tanto per intenderci, sarebbe stata sicuramente un classico. Dove la tenevate rinchiusa?
“Ti ringrazio. In realtà tutte le canzoni sono state scritte l’anno scorso nella nostra sala prove. Ognuno di noi ha contribuito al processo di songwriting con abbozzi di riff, sezioni di canzone o brani potenzialmente già completi. Tutti abbiamo contribuito, amalgamando un po’ alla volta le varie idee finché tutti ne siamo stati completamente soddisfatti. Se anche ci fossero delle canzoni che giacevano nel cassetto dei vecchi Q5, posso assicurarti che ‘New World Order’ è composto solo da idee scaturite dalla nuova formazione. Come spiegavo prima, volevamo che questo album fosse di una band autentica, ed infatti tutti quanti siamo stati coinvolti nell’intero processo.”

C’è un brano, ‘Unrequited’, in cui mi pare di sentire echi provenienti degli U.F.O. dei gloriosi anni Schenkeriani…
“Ottimo udito! Rick Pierce, il nostro brillante chitarrista che ha scritto la maggior parte della musica di ‘Unrequited’, è assolutamente un fan di Michael Schenker, così come di Ritchie Blackmore e di tanti altri. In realtà siamo tutti loro fan, non è dunque una sorpresa se certe influenze emergono. Casualmente ma non troppo, tra le nuove canzoni questa è una delle mie preferite da suonare dal vivo!”

E di ‘Warrior’s Song’ invece cosa puoi dirci? Chi sono secondo Jeff McCormack i veri guerrieri oggigiorno, ammesso che ce ne siano?
“Penso che ogni persona in grado di esercitare un impatto positivo sul mondo sia un eroe, davvero. Là fuori oggi c’è un posto tremendamente caotico, così mi sento ispirato da quella gente o da quelle organizzazioni che cercano di migliorare le cose, facendo quello che possono indipendentemente dalle circostanze in cui operano. Anche le persone che investono tempo con i loro figli e compagni/e sono eroi per me. Ho un sacco di amici da cui sono stato ispirato per il modo con cui crescevano i loro bambini o col quale consolidavano le loro relazioni, in un mondo dove è facilissimo perdersi in distrazioni, o peggio, gettare la spugna. Aggiungo solo che pur non essendo certamente un sostenitore della guerra, ho trascorso dei grandi momenti con alcune persone dell’esercito, ed è facile per me reputare eroi anche loro.”

Tornando all’aspetto musicale, qua a Loud and Proud abbiamo avuto la rara opportunità di vedere i Q5 in concerto allo Sweden Rock Festival nel 2014, per l’occasione con Frankie Rongo seduto dietro le pelli. Com’è avvenuta la tua entrata per il ritorno ufficiale su disco?
“Quello show in Svezia fu inteso come una performance a se stante, un impegno speciale volto a salutare i fan. Vista la portata della risposta, la decisione del cuore della band, intendo Rick Pierce, Jonathan K ed Evan Sheeley, fu che per i Q5 ci voleva un ritorno ufficiale. Per il mio reclutamento le cose andarono così: tornati negli States dalla trasferta scandinava, il chitarrista Rick Van Zandt riprese i suoi impegni con i Metal Church, mentre Frankie Rongo dovette far ritorno alla sua brillante carriera da allenatore di body building. Fu quest’ultimo a chiedermi per conto della band se avessi voluto diventare il batterista ufficiale dei Q5. Ho accettato immediatamente, sono sempre stato un loro fan dagli esordi e alla fine ho preso questa decisione folle!”

Com’è proseguita la composizione della nuova line-up?
“Avevamo reclutato l’ex chitarrista dei Fifth Angel Kendall Bechtel per le parti di Floyd Rose, e con lui siamo stati a suonare ad Atene e a Nicosia. Sfortunatamente Kendall era più interessato a lavorare sulla sua musica e lasciò appena dopo essere tornati dalla Grecia. Abbiamo iniziato immediatamente le audizioni e attraverso un mio grande amico che abita a Los Angeles ci è giunto all’orecchio il nome di Dennis Turner. Dal primo momento in cui Dennis è arrivato in sala ed ha inserito il jack della chitarra, abbiamo capito che era il ragazzo giusto per noi. E’ davvero brillante, un grande complemento per lo stile di Rick Pierce!”

Ok Jeff, è il momento di iniziare un viaggio a ritroso nel passato. Per prima cosa: quando e come sei venuto in contatto con la band per la prima volta?
“La prima volta che ho avuto un contatto con qualcuno dei Q5 è stato nel 1990, mentre camminando in un supermercato di Seattle mi è capitato di trovarmi di fronte proprio Rick Pierce. Ero già un loro seguace e sapevo che si erano sciolti, così lo approcciai e mi presentai come il suo nuovo batterista, ero piuttosto spavaldo allora!”

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Ci fu un seguito?
“Sì. Di sicuro Rick pensò che fossi matto, ma mi garantì gentilmente un’audizione per un nuovo progetto chiamato Nightshade che lui e Jonathan K stavano mettendo in piedi. Già l’anno dopo registravo con loro l’esordio ‘Dead Of Night’, uscito nel Febbraio ’91. Suonammo anche diversi concerti ma in seguito dovetti lasciare per alcuni problemi familiari.”

Secondo te qual è la differenza principale tra Nightshade e Q5 musicalmente parlando?
“I Nightshade mi sono sempre sembrati una versione più heavy dei Q5. Come marchio di fabbrica ci sono sempre i vocalizzi di Johnatan K, ma accompagnati da un approccio più dark nei testi. Altrettanto si può dire della chitarra di Rick Pierce, anch’essa più oscura e che spinge più sul lato Metal che su quello Hard Rock.”

Hai fatto in tempo ad incrociare la tua strada con quella di Floyd Rose, l’ex leader della band negli anni 80?
“Floyd non era coinvolto nel nuovo progetto. Dopo lo scioglimento dei Q5 focalizzò le sue energie sul Locking Tremolo, il celebre effetto per chitarra elettrica da lui stesso inventato, un business che ha avuto un successo incredibile. Ad ogni modo ho incontrato Floyd numerose volte e non posso che dirne grandi cose. Per esempio ho da poco avuto l’opportunità di passare del tempo con lui al NAMM Show (la fiera-mercato americana dei prodotti e delle tecnologie musicali, ndr), ed è stato così gentile da mostrarmi tutti i suoi nuovi e fantastici prodotti. Ti dico, tutti i ragazzi, compreso il drummer originale Gary Thompson, sono rimasti amici lungo questi anni e continuano ad esserlo tutt’oggi. E ci tenevo a dire che sia Floyd che Gary hanno dato la loro approvazione entusiastica al nuovo corso dei Q5!”

L’ultimo disco dei Q5 prima della trasformazione in Nightshade fu ‘When The Mirror Cracks’ nel 1986. Non trovi curioso che le opinioni contrastanti di allora abbiano lasciato posto ai giudizi molto positivi di oggi, che possiamo trovare su diversi articoli specializzati e libri dedicati all’Aor/Melodic Rock?
“Personalmente ‘When The Mirror Cracks’ mi piace, io apprezzo tutti i generi. Pur essendo decisamente diverso da ‘Steel The Light’ trovo che sotto tutte quelle tastiere il cuore dei Q5 pulsi allo stesso modo. Suoniamo qualche canzone da questo album nel nostro attuale live-set, anche se in modo rinvigorito e senza tastiere, e la reazione è sempre fantastica! Musicalmente ‘When The Mirror Cracks’ ha tutta un’altra direzione rispetto a ‘Steel The Light’, ma a livello di performance e di composizione sono alla pari. E la presenza del disco in un libro italiano che elencava i 100 migliori album AOR di tutti i tempi, è una tra le cause del contratto firmato con Frontiers Records! (Si tratta del libro scritto a 4 mani da Cristiano Canali e Gennaro Dileo uscito per la Tsunami nel 2013 intitolato appunto ‘I 100 Migliori Dischi AOR’, ndr).”

Questo è un semi-scoop Jeff! Vediamo se è possibile estrarti qualche altra chicca, ci provo indicandoti i nomi di 3 gruppi provenienti dalla tua città di cui sei libero di dire quello che preferisci e inizierei dagli Alice In Chains.
“Ok. Nei tardi anni ’80 ero l’assistant manager di una sala prove di Seattle, dove circa 60 band provavano 24 ore al giorno, e la versione originale (e glam!) degli Alice In Chains si riuniva proprio là. Io conoscevo tutti nel giro e convinsi un ragazzo chiamato Jerry Cantrell, che allora si limitava a trascorrere un po’ di tempo con i membri della band, a iniziare un progetto con me. Ci offrimmo di condividere la sala prove con gli Alice, così ci trovammo spesso a jammare con il loro tastierista e di tanto in tanto con Layne Stanley. Io suggerii il nome di un bassista locale chiamato Mike Starr, e il resto…è storia! Per quanto mi riguarda, prima che Starr entrasse nella band io ero già uscito perché non ero più interessato alla loro musica.”

Chissà se senza di te….. Ok, secondo gruppo: Heir Apparent.
“Siamo sempre negli anni ’80 e io facevo da roadie agli Heir Apparent per i loro concerti locali. Ero terribile come roadie ma loro continuavano a chiamarmi… Sapevano comunque che ero un batterista perché con qualcuna delle mie band capitò di dividere il palco con loro. Venendo ai giorni nostri, o quasi, nel 2006 fu chiesto a Terry Gorle di portare a suonare gli Heir Apparent in Germania e Grecia per una serie di esibizioni. La formazione era composta da lui, unico membro originale, Bobby Ferkovich al basso (Presto Ballet, Pamela Moore), Peter Orullian alla voce, Op Sakiya alle tastiere e me. Tornati da questi concerti europei ognuno riprese le proprie strade.”

Terzo ed ultimo: Fifth Angel.
“Ah, i Fifth Angel… Sono stato un loro fan sin dall’ascolto del loro demo, quello che portò all’album d’esordio, oltre ad essere un grande fan di Ken Mary. Ricordo che ero in Germania con gli Heir Apparent quando il promoter mi chiese se secondo me i Fifth Angel sarebbero stati interessati a suonare a quel festival l’anno successivo. Contattai tutti i membri meno James Byrd, ma i loro rifiuti furono unanimi. Qualche anno dopo gli fu ripresentata l’offerta e il mio amico Kendall Bechtel mi chiese di fare un’audizione per loro. La vinsi, presero in prestito Peter Orullian degli Heir Appaent per rimpiazzare Ted Pilot, e nel 2010 suonammo in Germania con gli altri membri originali Ed Archer e John Macko. Quella fu la reunion dei Fifth Angel, ma sfortunatamente il progetto si arenò in modo piuttosto veloce dopo il ritorno a casa.”

Mi sto rendendo conto che se avessimo il tempo di approfondire tutto, anziché un’intervista scriveremmo un libro… Andiamo avanti: sei in grado di descriverci la relazione con la musica che tu e gli altri membri della band avete avuto negli anni off, quelli in cui sia Q5 che Nightshade erano finiti in letargo?
“Siamo stati tutti molto attivi in realtà. Io ho suonato su oltre 80 album di ogni stile musicale, inclusa la colonna sonora di ‘Showtime’. Ho fatto tour sia a livello nazionale che internazionale, tenuto clinic e workshop in un’infinità di posti e situazioni diverse. Inoltre continuo a essere un insegnante privato di batteria, e per finire ho fatto uscire un disco a nome Screams Of Angels nel quale oltre al mio strumento suono le tastiere e canto tutte le parti vocali.”

E gli altri ragazzi?
“Johnathan K e Rick Pierce si sono tenuti impegnati con i Nightshade e con altri progetti. Rick collabora occasionalmente con il suo ex compagno nei TKO Brad Sinsel, ed ha suonato qualche volta con Mike McCready dei Pearl Jam al suo annuale concerto di beneficenza qui a Seattle. Oltre a ciò, è stato per un periodo nella band solista di Ronnie Munroe, l’ex cantante dei Metal Church. Evan Sheeley, il nostro bassista, è molto conosciuto in giro per Seattle, e capita frequentemente di vederlo suonare con svariati gruppi. Ha realizzato tantissime registrazioni in studio, incluse alcune con Rick e Brad Sinsel per i TKO. Insomma, siamo stati davvero impegnati tutti quanti!”

Non c’è che dire. Rimanendo in tema Seattle, quali sono i tuoi gruppi preferiti di questa città associata dalla maggioranza solo al movimento grunge?
“In ordine: Heart, Queensryche, Fifth Angel, Sanctuary, ed ovviamente Q5!”

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E a parte Seattle, il Jeff McCormack versione fan che cosa apprezza di più a livello di band o artisti?
“Attualmente ammiro molto Amaranthe e Devin Townsend Project. In generale sono un grande fan di Iron Maiden, Saxon, Judas Priest, Accept, U.D.O., Helloween, Sabaton, Kamelot…troppi per nominarli tutti! Comunque la musica mi piace tutta, amo jazz, funk, blues… Assorbo ogni cosa, e sì, sono un fan delle Babymetal!”

Ops…Parliamo di batteristi che è meglio?
“Ah ah…Sono ossessionato da John Bonham e Ken Mary, ex Fifth Angel ma anche ex Alice Cooper e House Of Lords. Negli anni ho comunque preso in prestito un sacco di cose da Vinnie Appice, Cozy Powell e Ian Paice.”

Siamo in chiusura, grazie davvero per la quantità e la precisione delle informazioni che ci hai regalato. Sarebbe bello sentirti raccontare aneddoti su aneddoti circa gli Alice In Chains, il contratto con la Frontiers, la fine che ha fatto Ted Pilot, gli anni del grunge vissuti da nativo di Seattle, ma purtroppo il tempo è scaduto. Per finire mi sembra però giusto chiederti se i rinati Q5 rimarranno solamente una band per concerti occasionali o se avete pianificato qualcosa di più stabile…
“Grazie a voi, ci sarà sicuramente un’altra occasione! Riguardo i Q5 ti assicuro che siamo assolutamente tornati! Vogliamo suonare il più spesso possibile, aspettatevi di vederci presto on the road. Abbiamo un sacco di fan in tutto il mondo e vogliamo incontrare ognuno di loro. Ci sentiamo una live-band e siamo ansiosi di mostrare a tutti la forza e l’energia che abbiamo perché sarà una mitragliata per chiunque! Per il futuro prossimo ci sono tante cose su cui stiamo lavorando, ma finché non saranno confermate, posso anticiparvi solo che saremo in Germania al festival Keep It True nell’Aprile del 2017.”

Discografia:

Steel the Light (1984)
When the Mirror Cracks (1986)
New World Order (2016) 

Line-up:

Johnatan K Scott – voce
Rick Pierce – chitarra
Dennis Turner – chitarra
Evan Sheeley – basso
Jeff McCormack – batteria

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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