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PLACE VENDOME – ‘Close To The Sun’

Eliminiamo ogni possibile incomprensione: se ci trovassimo in campo calcistico, per me Michael Kiske rappresenterebbe l’ipotetica fusione tra mostri sacri quali Pelè, Maradona, Platini, Messi e Cristiano Ronaldo. Il tutto, ovviamente, in salsa rossonera! Per questa ragione, in passato, non mi è mai stato possibile essere super partes e ho recensito quasi ogni album del Re di Amburgo (chi ha citato i Supa Red?) come se fossero un miracolo della musica moderna. La sensazione di ascoltare ‘Close To The Sun’, quarto capitolo della produzione dei Place Vendome, e di esaltarmi non solo per la solita, immensa e inimitabile prestazione di Michael Kiske, ma anche per il ‘prodotto canzone’ è stato qualcosa di grande perché per questa volta avrei potuto finalmente essere più obiettivo nelle mie valutazioni. Con buona pace dei tanti amici che adorano la versione melodic Rock di Kiske, ‘Close To The Sun’ è l’album più potente della band dagli esordi. Nessuna intenzione di mettersi in concorrenza con Unisonic, Gamma Ray o Helloween, visto che le distanze – specialmente con le ultime due band – continuano a essere siderali in termini stilistici. Più semplicemente Dennis Ward si è tirato su le maniche in sede di produzione e i songwriter coinvolti nella scrittura dell’album hanno pigiato un po’ il piede sull’acceleratore scrivendo dei brani che percorrono binari più aggressivi rispetto a quanto avvenuto nel passato. Aggiungiamoci il tocco melodico fuori dal comune di personaggi come Ale Del Vecchio e Magnus Karlsson e del vero nuovo talento della scena melodica scandinava Michael Palace. Me il brano che forse rappresenta nel modo migliore quest’album è ‘Welcome To The Edge’ scritto da Jani Liimatainen, uno che di melodie potenti se ne intende fin dai tempi dei Sonata Arctica. Un album che viaggia a velocità superiori rispetto ai precedenti e con un rombo del motore nettamente più potente rispetto al passato. Senza rinunciare alla classica etichetta rock melodico / AOR, ‘Close To The Sun’ aggiunge un tocco di energia che dona ai brani quella potenza che forse nel passato era il punto debole dei Place Vendome, almeno per chi amava le performance del Kiske più energico. La fortissima eterogeneità garantita dal coinvolgimento di molti diversi songwriter stritolata dall’ennesima prestazione stellare di Michael Kiske rende ‘Close To The Sun’ un album riuscito e credibile, al punto di poter diventare un capostipite di una nuova corrente che potrebbe essere chiamata AOM, Album Oriented Metal. Insomma, l’ennesimo successo. Ma si sapeva fin dall’inzio.

 

Tracklist:
01. Close To The Sun
02. Welcome To The Edge
03. Hereafter
04. Strong
05. Across The Times
06. Riding The Ghost
07. Light Before The Dark
08. Falling Star
09. Breathing
10. Yesterday Is Gone
11. Helen
12. Distant Skies

Line-up:
Michael Kiske – voce
Dennis Ward – basso, chitarra
Uwe Reitenauer – chitarra
Günter Werno – tastiere
Dirk Bruinenberg – batteria

Editor's Rating

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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