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PARADOX – ‘Pangea’

Fine anni Ottanta. I Tankard annunciano una data a Segusino, alta provincia di Treviso. Ci mettiamo in viaggio sulla fiducia – ai tempi non c’era Internet e la possibilità di controllare in anticipo le informazioni relative a una data erano molto più limitate. Tre ore di strada per scoprire che i Tankard non suoneranno, e che il ruolo di headliner toccherà ai Paradox, previsti inizialmente come support band. Poco male per certi versi, visto che lo show della band tedesca si rivelerà di grande sostanza, con tanto di invasione finale di palco e con il buon Charly Steinhauer – che ai tempi assomigliava tremendamente a Napo Orso Capo – a finire il concerto praticamente nudo… Timewarp, sono passati venticinque anni da allora, i Paradox esistono ancora nonostante grossi problemi di salute avuti da Charly negli ultimi tempi… ‘Pangea’ è il loro disco numero sette e introduce una line-up completamente nuova, ma non per forza sconosciuta: alla chitarra solista un Gus Drax passato anche per i Suicidal Angels, al basso Tilen Hudrap dei Vicious Rumors, alla batteria l’altro greco Kostas Milonas. Ma quello che conta davvero, ‘Pangea’ conferma lo stato di buona salute della band, sulla scia dell’ultimo ‘Tales Of The Weird’, che già era stato accolto con favore da critica e fan. I punti di riferimento sono gli stessi di allora – non dimentichiamo che ai tempi i Paradox erano considerati i Metallica tedeschi… Si tratta di uno speed/thrash sempre molto serrato, ma  arricchito da melodie marcate e per certi versi immediati. Spicca in questo senso ‘Ballot or Bullet’, non a caso scelta come brano di presentazione del disco, e costruita su riff al fulmicotone. La chitarra di Drax e la voce di Steinhauer sono i veri trademark del disco, incontenibile la prima per tecnica e fantasia, inconfondibile la seconda. ‘Pangea’ è ricco di brani azzeccati, dall’opener ‘Apophis’ alla corposa ‘Manhunt’, impreziosita da una parte melodica iniziale, fino alle sonorità terremotanti della title-track – che sarebbe potuta tranquillamente stare su ‘Heresy’. In generale, i Paradox danno il loro meglio quando viaggiano via spediti, come nella doppietta finale costituita da ‘Alien Godz’ ed ‘El Muerte’, mentre mostrano qualche difficoltà quando è la melodia a prevalere, vedi la più classica ‘Cheat & Pretend’ o la rallentata ‘Vale Of Tears’, che vorrebbe essere atmosferica ma si rivela un mezzo passo falso. Detto questo, ‘Pangea’ resta un album molto interessante, che conferma in toto la qualità di una band ancora per certi versi troppo sottovalutata.

 

Tracklist:
01. Apophis
02. Raptor
03. The Raging Planet
04. Ballot or Bullet
05. Manhunt
06. Cheat & Pretend
07. Pangea
08. Vale of Tears
09. Alien Godz
10. El Muerte

 

Line-up:
Charly Steinhauer – vocals, lead & rythm guitar
Gus Drax – lead guitar
Tilen Hudrap – bass guitar
Kostas Milonas – drums

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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