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PARADISE LOST – Doomy until the grave…

Ci sono artisti che ad ogni nuova uscita discografica si lanciano in dichiarazioni altisonanti, parlando in toni trionfali di miglior album di sempre della band. Per contrasto, ci sono personaggi come Nick Holmes, il frontman dei seminali Paradise Lost, che dosano le parole con molta più modestia, un pizzico di british humour ed uno sguardo cinico e disincantato su un mondo che se ne sta andando a rotoli. La formazione di Halifax ha appena pubblicato ‘Medusa’, un vero capolavoro di doom death metal dalla nera ed annichilente bellezza, contraddistinto da un ritorno alle origini del gruppo dal punto di vista sonoro. Ve lo immaginate un Nick Holmes nei panni de “l’enigmista” o in quelli di “Presidente del Pianeta Terra”? Noi abbiamo fatto anche questo durante questa lunga intervista.
Ciao Nick, odio fare il ruffiano ma ammetto che ascoltando ‘Fearless Sky’ ho quasi immediatamente provato i brividi, la canzone è così potente e maestosa, volevate cominciare ‘Medusa’ con un pugno da K.O.?
“(Nick Holmes)Abbiamo deciso di usarla come opener piuttosto presto, non è necessariamente la tipica opening track, la gente di solito vuole una traccia più veloce o più tipicamente midtempo ma abbiamo sentito che fosse il brano giusto. Forse per la prima volta la prima canzone del disco è stata decisa molto velocemente.”

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Penso che sia la più lunga canzone dei Paradise Lost di sempre con i suoi otto minuti..
“Sì, lo è , e spero che non si faccia sentire tanto la durata.”

No, anzi, l’ultima volta che ho parlato con te, in una precedente intervista, ti chiesi perchè scrivete così poche canzoni lunghe, visto che, quando lo fate, tirate fuori cose epiche come ‘Enchantment’ o ‘Over The Madness’. Questa volta avete fatto 4 brani lunghi e tre di questi, ‘Fearless Sky’, ‘Medusa’ ed ‘Until The Grave’ potrebbero essere tra i migliori pezzi dei Paradise Lost di sempre. Com’è stato scrivere dei brani lunghi?
“Abbiamo fatto così tante canzoni brevi, penso che sia stato probabilmente l’ultimo album dei Black Sabbath, dove le canzoni sono veramente lunghe e funzionano nonostante siano lunghe. Prima ho sempre associato la lunghezza dei brani alla noia ma ora mi piacciono lunghi. E’ evidente che non abbiamo mai fatto molti pezzi lunghi ma questa volta ci è sembrato giusto farli. Non so se continueremo su questa strada ma ora non mi interessa se un brano è di otto o nove minuti se è veramente cool.”

Visto che è una parte importante anche su ‘Medusa’ vorrei chiederti perchè hai deciso di tornare a cantare con il death metal style, se c’è stato un episodio o se è avvenuto un lento cambiamento. Ho notato che già con ‘Tragic Idol’ avevi usato una voce piuttosto cruda per poi passare ad una estrema su ‘The Plague Within’ e ‘Medusa’.
“E’ successo negli ultimi anni, un po’ perchè sono a mio agio a farlo ed un po’ perchè la canzone è sempre più efficace se la voce è complementare alla musica, e con il tipo di musica che abbiamo fatto era meglio avere più forza nelle vocals. Per una decina d’anni avevo quasi dimenticato questo approccio, avevamo fatto altro, ma negli ultimi due, tre anni è parsa davvero la cosa più naturale da fare.”

Quanto i Bloodbath ed i Vallenfyre sono stati strumentali nella vostra scelta di affidarvi ad una paletta più estrema per il Paradise Lost sound?
“Sono sicuro che devono aver avuto un certo impatto, quando hai progetti di questo tipo ne vieni anche influenzato dal punto di vista artistico, non c’è niente di negativo. Greg e io facciamo queste cose, ci divertiamo, ed in un certo senso la cosa ci ha fatto apprezzare ancora di più i Paradise Lost. “It’s all good”, è tutto positivo.”

‘Medusa’ è molto heavy, ha un guitar sound distruttivo ed è forse il più lento album che abbiate mai fatto. Che cosa vi ha spinto a registrare un disco così doom? Lo stato del mondo fottuto che ha nel doom la sua perfetta soundtrack o il fatto che la scena metal sembra abbracciare il doom molto più che un decennio fa?
“E’ un po’ come quando abbiamo cominciato con la band, abbiamo cominciato come una doom death metal comunque, quindi è stato piuttosto naturale farlo di nuovo. Penso che quando abbiamo fatto la canzone ‘Beneath Broken Earth’ (uno dei pezzi capolavoro di ‘The Plague Within’ ndMax) abbiamo capito che potevamo farlo ancora, con la speranza di farlo in un modo convincente. E’ qualcosa che ci ha riportato alla passione che avevamo da teenager quando siamo partiti, il fatto del doom metal è che può essere noioso ma che si può fare anche in modo molto interessante. Stiamo cercando di fare qualcosa che sia interessante nonostante la lentezza.”

Le tue lyrics sono sempre state dark e tristi ma anche realistiche, senza mai abbracciare quello stile gothic più romantico di altre band. Hai mai raggiunto un punto nel quale sentivi di non poter essere più cupo e che sarebbe stato meglio un po’ di distacco dalla realtà o far entrare un po’ di luce nel tuo dipinto di un mondo tutto nero?
“Il fatto è che noi non analizziamo quello che facciamo, noi andiamo avanti facendo ciò che ci piace, che è una musica oscura, siamo influenzati da essa e speriamo che ci siano dei fans che la pensino allo stesso modo, che provino le stesse sensazioni che noi proviamo. Ci piace la musica dark, i film dark, tutto è dark, ma come esseri umani non siamo particolarmente dark o diversi dagli altri, apprezziamo la roba dark anche come mezzo di evasione. Alla fine, se a noi piace pensiamo che possiamo farla piacere anche a delle altre persone.”

Sappiamo chi è Medusa nella mitologia, e cosa succede a chiunque la guardi negli occhi, hai usato il suo personaggio come una metafora, una sorta di simbolo dell’umanità o c’è un’allusione a qualche donna come nella canzone ‘Widow’?
“No, non c’è niente di indirizzato a nessuno, mi diverte che le lyrics siano puramente basate sulla mia cinica e metaforica visione della vita, su quello che fa smuovere e lavorare le persone o fargli voler vivere la vita in certi modi. Trovo interessante ed affascinante l’interesse verso la religione, anche il fatto di non piacere a certe persone. Non mi piace scrivere lyrics necessariamente dirette, mi piace parlare con gli enigmi (il termine inglese “riddle” mi fa pensare per un attimo ad un Nick Holmes nelle vesti di un cupissimo “riddler”, l’enigmista, il celebre “villain” , avversario storico di Batman ndMax). Gli enigmi li trovo molto più interessanti anche se non sono diretti, tu dovresti interpretare le cose a modo tuo. La musica non è soggettiva come arte in sè, ma è comunque molto soggettiva perchè ognuno ci può vedere dentro qualcosa. Guarda, sulle lyrics, di base scrivo le stesse da quando avevo diciassette anni, e tutti ormai se l’aspettano.”

Ci sono molte sezioni dell’album che hanno chitarre soliste che ricordano ‘Icon’ e ‘Shades Of God’, come ‘No Passage For The Dead’ e ‘From The Gallows’. Vorrei sapere se, dopo la fase ‘One Second’ e ‘Host’, durante la quale gli assoli di chitarra erano diventati una rarità nella vostra musica, adesso anche i vostri gusti musicali sono tornati alle radici.
“Suppongo di sì, soprattutto Greg è tornato ad ascoltare un sacco di doom, di noise, anche di roba moderna, anche hardcore, è veramente interessato a della roba molto hard. Alla fine la musica più importante della tua vita è probabilmente quella che hai ascoltato dai 14 anni ai 22, quella è la musica che starà con te per sempre. Se ascolto del metal di solito ascolto quello che ascoltavo da piccolo, e alla fine tendi a pensare che niente sia valido come le vecchie bands. Io trovo ottime molte delle nuove doom band, veramente emozionanti, mi piace anche un po’ del nuovo black metal , non trovo invece particolarmente interessanti le nuove death metal band. Penso che ci siano diverse nuove band che sono veramente buone ma alcune trovo che siano piuttosto pubblicizzate ma senza meritarlo veramente. Io ho sempre pensato che gli anni ’80 siano stati gli anni migliori.”

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I Paradise Lost hanno usato le tastiere nelle intro di qualche brano, in modo minimale ma sempre fantastico, in praticamente ogni album, come nell’intro di ‘Fearless Sky’, con un suono d’organo e con il piano nella titletrack ‘Medusa’. Avete mai pensato di aggiungere un tastierista fisso mentre suonate live?
“No, no, no, le usiamo solo nelle introduzioni, non ci sono altre parti importanti di tastiere, le abbiamo usate dal vivo, a volte usiamo le backing track, che non ci piacciono, e capisco il tuo discorso, ma allo stesso tempo le tastiere on stage fanno un po’ schifo, hahaha, abbiamo usato le tastiere on stage, se è un grande palco è ok ma in uno piccolo a me fanno un po’ schifo, ahah…”

Parliamo della produzione di ‘Medusa’, che suona molto heavy ma anche intenzionalmente non troppo pulito, mentre voi avete quasi sempre avuto un sound piuttosto “clean”.
“Sì, il suono ha un fascino antico ma un tocco moderno, solo perchè abbiamo un equipaggiamento moderno questo non implica che il suono sia migliore, penso che le heavy metal band abbiano usato la formula “sample e doppia cassa” allo sfinimento, un po’ tutte le band, anche noi l’abbiamo fatto, tutti l’hanno fatto, ma è fottutamente noioso adesso. E’ bello tornare ad un suono più old, vintage, più metal. Con la moderna tecnologia puoi far suonare le chitarre mostruosamente heavy, ma alla fine tutto torna come in un circolo. Se stai nel giro abbastanza prima o poi vedrai l’eclissi, hahaha, cosa che noi abbiamo fatto. Ora “less is more”, non hai bisogno di stare lì troppo a processare  e trasformare il suono delle chitarre, falle suonare “raw & heavy” e registrale. Il nostro produttore Jaime Gomez Arellano è uno che proviene dalla nostra scuola di pensiero, gli piacciono le cose naturali, non gli piace processare o effettare troppo le cose.”

Black Sabbath a parte, il doom metal è stato principalmente un genere di culto nel corso degli anni, ma ora è ancora un’influenza enorme per altri generi, come lo stoner, lo sludge ed anche il death metal. Cosa consente al doom metal di invecchiare con tanta grazia?
“Alla fine della fiera (“at the end of the day” in inglese) è tutto legato alle canzoni e quelle dei Black Sabbath sono così buone, alla fine della fiera è tutto legato ai pezzi, le belle canzoni staranno sempre in giro. Alla fine è tutto lì, puoi fare stoner o no ma le se le tue canzoni sono spazzatura è quello che conta, ed i Sabbath hanno una tonnellata di grandi pezzi. Se loro sono ancora in giro è perchè hanno grandi canzoni, è semplicemente quello.”

Parliamo del Medusa Tour. Sappiamo che a ottobre sarete in tour con i Pallbearer. Avete già parlato della nuova setlist? Quali pezzi nuovi vorresti cantare dal vivo?
“Faremo un sacco di nuovi pezzi live, probabilmente 4 o forse 5, il set comprenderà un sacco di roba nuova, l’abbiamo fatto anche l’ultima volta, la speranza è che la gente apprezzi, non vedo il motivo di avere un nuovo album se poi non lo suoni, non avrebbe senso.”

Qualche brano vecchio potrebbe essere rigenerato durante questo tour, adattandosi bene con il materiale dell’album nuovo così doomy?
“Facciamo qualcosa da ‘Gothic’ comunque, non penso roba dal primo album ma sicuramente della roba da ‘Gothic’, e poi anche qualcosa da ‘Shades Of God’.”

‘Your Hand In Mine’?
“Vedremo cosa succede, ma ci saranno un sacco di pezzi nuovi, quello è certo.”

Il trentesimo compleanno della band è vicino (la band è stata formata nel 1988 ed il primo album è del 1990 ndMAX), farete qualcosa per celebrarlo o, come dice la vostra canzone, “No Celebration” for you?
“E’ strano, il numero 30 è un numero così grande, non vogliamo che ci venga ricordato quanto siamo vecchi, hahaha. Quando abbiamo compiuto dieci anni è stato cool, quando siamo arrivati a venti ehhh (fa una mezza smorfia), per i 30, non lo so, non sono troppo interessato ai compleanni, non ci penso nemmeno molto, continuo solo a fare quello che facciamo, non lo so, potremmo fare qualcosa o no ma ora non lo so.”

A metà degli anni ’90 eravate i leader della scena gothic metal, ed era un sound trendy nella scena del tempo, un decennio dopo avete ricominciato ad appesantire il vostro sound dopo alcuni album di dark rock influenzati dall’elettronica. Ora siete considerati i pionieri di due generi distinti: il gothic metal ed il death doom. Come ci si sente ad essere considerati leggende dopo tutti questi anni?
“E’ bello sapere che per della gente siamo stati delle influenze, il fatto è che, se starai nel giro a lungo, finirai per essere la fonte di ispirazione per qualcuno, come questa nuova generazione di band che sta venendo fuori. Noi siamo stati influenzati da band come i Death e i Candlemass, è abbastanza naturale che questo accada.”

Parlando dei concerti dal vivo, ho sempre pensato che voi suoniate in modo fenomenale sul palco, ma che i vostri concerti siano più brevi di quel che potrebbero essere. E’ un male necessario per preservare la tua voce durante il tour?
“Qualche volta, dipende dalla situazione, sono appena sotto i 90 minuti molte volte, dipende.”

Io vi considero una grande band, sono sempre stato un vostro grande fan e mi piacerebbe vedervi suonare uno show lungo ed epico, penso a quelli di Maiden e Metallica per esempio..
“Ci sono band che hanno segmenti musicali dove i chitarristi possono andare avanti anche per dieci minuti. Personalmente, soprattutto quando nei pezzi c’è molto da cantare, personalmente non vorrei vedere nessuno suonare per più di 85, 90 minuti. 90 minuti sono abbastanza per me.”

Suppongo che tu non ami Bruce Springteen…
“Mi piace, ma sarei felice di vedere 25 minuti e poi di andarmene, ahah… Penso lui sia grande, ma dipende, come ho detto prima, qualche volta suoniamo un po’ di più, comunque abbiamo il piano di suonare novanta minuti per il prossimo tour. Ma Bruce Springsteen non fa dieci date di fila… le fa?”

No, hai ragione..
“Fa un concerto e 5 day off!”

Nick, divertiamoci un po’, ora ti farò un po’ di domande a bruciapelo, dammi la tua risposta senza pensarci sopra:

Black Sabbath o Pentagram?
“Black Sabbath”

Saint Vitus o Trouble?
“Trouble”

Cathedral o Electric Wizard?
“Cathedral”

Batman or Superman?
“Batman”

Game Of Thrones o Vikings?
“Game Of Thrones!”

Call Of Duty o Doom?
“Call Of Duty!”

Diablo o Mortal Kombat
“Ohhhh Mortal Kombat”

Bionda o bruna?
“Bionda (ride…)”

La tua nuova doom metal band preferita fuori dai classici nomi…
“Probabilmente i Pallbearer… sono molto cool!”

Il mondo è veramente un posto fottuto in questo momento storico, c’è modo di salvarlo? Che cosa farebbe Nick Holmes come Presidente del Pianeta Terra?
“Questa è una domanda fottutamente buona, ahah… io non so, è difficile dirlo, milioni di persone, con idee diverse, culture diverse, personalità differenti, sarebbe un lavoro molto difficile, farai comunque arrabbiare qualcuno prima o poi…”

Sì pero devi nominarmi una cosa che faresti…
“Free healthcare, l’assistenza sanitaria gratuita, non so come lo farei ma vorrei quella, eheh!”

L’ultima volta che ho parlato con te sulla possibilità di vedere una canzone dei Paradise Lost in una colonna sonora di un film mi dicesti che avresti accettato qualsiasi film, ora ti chiedo quale sarebbe il film ideale per i Paradise Lost?
“Alien.”

Ho letto il tuo articolo dove citavi le tue scene preferite dai vari Alien…
“E’ il primo titolo che mi è venuto in mente, sennò un remake di Dracula”

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Saresti interessato a fare un album solista, ci sono musicisti con i quali vorresti lavorare?
“No, davvero, un solo album? Non ora, sono così impegnato, non avrei tempo per farlo…”

E sei ancora anche il vocalist dei Bloodbath vero?
“Sì, esattamente, come ti dicevo, ora sono molto occupato. In un determinato momento, in futuro, potrebbe anche capitare, chi lo sa, certamente non in questo periodo. Non ho comunque un desiderio di lavorare con uno particolare musicista.”

Esiste un testo dei Paradise Lost che consideri un po’ come la tua vetta artistica come paroliere?
“Oooh, non personalmente, penso che sia una cosa che debbano decidere gli altri, ci sono certe frasi nelle canzoni che mi piacciono ma tendo a non pensarci troppo. Non c’è niente di personale, sembrerei forse troppo egoista a dirti qualcosa.”

Nick avete già scelto le canzoni che rappresenteranno il disco come singoli o videoclip? Sono curioso perchè ce ne sono così tante molto belle…

“Non abbiamo scelto niente, e probabilmente non lo faremo, lasceremo decidere alla label. quando cerchi di scrivere dei single o dei pezzi che poi diventeranno dei videclip perdi il focus sullo scrivere un album che è poi quello che noi cerchiamo di fare. Abbiamo finito l’album tre settimane fa (al momento dell’intervista), è un po’ presto.”

Ci sarà qualche speciale bonustrack?
“Se hai sentito le otto tracce del disco ce ne sono altre tre che abbiamo registrato, ed abbiamo riregistrato la canzone ‘Frozen Illusion’ dal nostro primo album.”

Wow!
“Sì, ed è veramente buona, è venuta proprio bene, abbiamo provato a lavorare su una delle prime canzoni che abbiamo mai scritto. Suona meglio della prima versione…”

Un ritorno alle origini in tutti i sensi…

Discografia:
Lost Paradise   (1990)
Gothic        (1991)
Shades Of God (1992)
Icon  (1993)
Draconian Times  (1995)
One Second  (1997)
Host  (1999)
Believe In Nothing  (2001)
Symbol Of Life  (2002)
Paradise Lost    (2005)
In Requiem    (2007)
Faith Divides Us – Death Unites Us  (2009)
Tragic Idol   (2012)
The Plague Within   (2015)
Medusa    (2017)

Line-up:
Nick Holmes – voce
Greg Mackintosh – chitarra
Aaron Aedy – chitarra
Steve Edmondson – basso
Waltteri Väyrynen – batteria

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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