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PÄNZER – Il secondo attacco

Dopo il successo dell’esordio ‘Send Them To Hell’ i Pänzer si lanciano nella loro seconda missione che continua ad avere come finalità principale quella di tributare il dovuto omaggio alla musica degli anni 80. Roman Owar ha sentito il leader della band Schmier per approfondire i contenuti del nuovo album (trovate qui la nostra recensione).
“(Schmier) I Pänzer erano provvisoriamente usciti dal mirino delle mie principali preoccupazioni perché dovevo portare avanti l’attività dei Destruction. Poi è venuta fuori qualche buona idea e ci sono stati degli importanti cambiamenti a livello di line up. A quel punto eravamo pronti per iniziare a scrivere il secondo album.”

Pänzer-2017

Volevo proprio chiederti quali sono le ragioni che hanno portato alla separazione da Herman Frank.
“Ci sono state delle discussioni non tanto in merito alla direzione musicale dei Pänzer, perché su questo aspetto eravamo tutti d’accordo, ma piuttosto sul processo creativo dei brani. Le nostre visioni erano piuttosto distanti e Herman ha preferito portare avanti la sua carriera solista, in modo da sentirsi più libero di scrivere la propria musica. Al suo posto è arrivato Pontus Norgren che riuscirà a dedicarsi alla band quando sarà libero dai suoi impegni negli Hammerfall. Inoltre abbiamo confermato come membro permanente V.O. Pulver che ci aveva già dato una mano durante le date dal vivo a supporto di ‘Send Them To Hell’. V.O. mi ha anche dato una grossa mano nella realizzazione dei nuovi brani.”

Direi che Herman e Pontus sono due chitarristi molto differenti tra loro.
“Pontus è influenzato dallo stile neoclassico, sulla falsariga di artisti come Blackmore e Malmsteen, mentre Herman, pur avendo suonato per tanti anni negli Accept, porta chiaramente dentro di se le radici dell’hard rock melodico dai tempi dei Victory. Le differenze emergono in modo evidente negli assoli e i riff di Pontus sono molto più tipicamente ottantiani.”

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a offrire lo slot a Pontus?
“Pontus non è solamente impegnato con gli Hammerfall, ma è anche ingegnere del suono per band importanti come King Diamond ed Europe e quando ho saputo che era interessato a entrare nella band ho pensato che non avesse più tempo da dedicare ad altri progetti. Ci siamo incontrati, ne abbiamo parlato e abbiamo trovato subito un’intesa, come si fa tra professionisti. Lo considero come la miglior persona da inserire nei Pänzer. Pensa che ha registrato alcuni degli assoli che sono finiti su ‘Fatal Commandì mentre era in tour con gli Hammerfall. Non escludo che nel prossimo album ci sia un coinvolgimento anche nella scrittura dei brani.”

Immagino che questi importanti cambiamenti abbiano avuto un impatto anche nella creazione dei nuovi brani.

“Potendo contare su V.O. e Pontus è naturale che le chitarre siano molto più presenti rispetto al nostro debutto. Più in generale ci sono delle differenze a livello stilistico, ma abbiamo cercato di non allontanarci troppo da quanto fatto in precedenza.

Qual è il brano che secondo te rappresenta meglio i Pänzer del 2017?
“Credo sia l’opener ‘Satan’s Hollow’ perché ha un approccio molto classico che dal mio punto di vista è esattamente tutto ciò che una buona canzone deve avere: un up-tempo con riff potenti, melodie orecchiabili ed energici assoli che rimandano direttamente ai Judas Priest.”

Quando hai un’idea per una canzone, come fai a decidere se è più adatta ai Destruction o ai Pänzer?
“Cerco di non scrivere mai brani per le due band contemporaneamente, anche se il mio stile compositivo è molto influenzato dai Destruction e a volte non è semplice cambiare totalmente attitudine e cercare di comporre restando fedeli al metal tradizionale. D’altro canto ho creato i brani dell’ultimo album dei Destruction poco dopo aver completato il songwriting di ‘Send Them To Hell’, e mi sono sentito molto motivato perché provavo il bisogno di essere ancora più estremo del solito. Credo che alla fine i due progetti si influenzino positivamente l’uno con l’altro perché non c’è alcun tipo di dualismo o di influenza predominante. Stai sicuro che il prossimo album dei Destruction non sarà più melodico perché adesso faccio anche parte dei Pänzer!”

Però devi ammettere che nei Pänzer il tuo modo di cantare non è così brutale come nei Destruction.
“Non posso modificare la mia voce, ma anche se potessi non mi metterei sicuramente a cantare come Kotipelto degli Stratovarius! Per me si tratta di qualcosa di totalmente nuovo e a volte devo capire fino a che punto mi posso spingere senza perdere le mie caratteristiche. È la classica differenza sottile tra l’essere fedele a me stesso e avere un approccio più melodico. Credo che su ‘Fatal Command‘si possa ascoltare il solito Schmier incazzato nero, ma in un modo un po’ più melodico. Credo che questo nuovo approccio mi permetta di migliorare la mia qualità come cantante e questo è un altro aspetto positivo dei Pänzer, perché la capacità di controllo della propria voce permette di poter continuare a cantare a lungo dal vivo.”

In quale misura i Pänzer influenzano la tua attività nei Destruction?
“Il tour mondiale di Under Attack è ormai finito, per cui non ho avuto alcun problema a concentrarmi sui Pänzer negli ultimi mesi. Se dovessimo riuscire a organizzare il tour europeo a Febbraio o Marzo non ci saranno problemi perché il prossimo album dei Destruction sarà un best of che uscirà a fine anno.”

Per un padre è sempre difficile dire qual è il figlio preferito, ma provo ugualmente a chiederti se ti senti più a tuo agio come frontman dei Destruction o dei Pänzer.
“I Destruction sono la mia vita, il mio amore e la mia storia anche se per alcuni anni non vi ho fatto parte. Questa band è stata parte integrante della mia vita in ogni istante degli ultimi 18 anni e per me non è solo un gruppo, ma una parte di me stesso. D’altro canto i  Pänzer hanno in loro quella carica che è tipica di tutte le cose nuove, fresche ed esaltanti e posso suonare con delle persone che considero come miei veri amici. Con questo non voglio dire che il mio rapporto con gli altri membri dei Destruction non sia buono, ma dopo tanti anni di comune militanza i momenti in cui si possono fare delle cose di natura personale al di fuori dell’attività della band sono veramente pochi. Tutto questo per dire che mi piace essere parte integrante di entrambe le band, ma mentre i Pänzer sono quel tipo di emozione forte che richiede attenzioni e che non si può sapere dove arriverà, i Destruction sono l’amore della vita e lo saranno per sempre. Molti sostengono che sarà difficile portare avanti l’attività di entrambe le band, ma è sostanzialmente falso, perché se decido di avere il tempo per i Panzer puoi stare sicuro che lo troverò!”

Ho riconosciuto alcuni personaggi nella cover dell’album: come vi è venuta in mente l’idea di utilizzare uno stile così simile ai fumetti?
“Si, abbiamo voluto mettere in copertina i leader del mondo che oggi sono la principale minaccia per l’umanità, contrapponendoli a quelli che il male l’hanno già fatto e fortunatamente non sono più tra di noi. Anche il titolo dell’album è strettamente collegato al contenuto della copertina perché ‘Fatal Command’ rappresenta un punto che potrebbe essere di non ritorno per l’umanità a causa dei giochi di potere di questi terribili personaggi. Abbiamo usato uno stile fumettistico per dare una colorazione più sarcastica alla copertina, ma nonostante ciò abbiamo ricevuto parecchie critiche dagli Stati Uniti poiché Donald Trump è il personaggio in primo piano e ai suoi supporter la cosa non è piaciuta troppo. In realtà è un disegno ironico che vuole spingere tutte le persone a capire che stiamo vivendo un momento veramente complesso. Forse non hanno apprezzato l’uccello che ha fatto il nido tra i suoi capelli, che in realtà sarebbe una piccola aquila.”

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Avete in previsione di supportare la pubblicazione dell’album con un tour?
“Analizzeremo i risultati delle vendite e se saranno in linea con le nostre aspettative faremo tutto quello che potremo per organizzare delle date. Al momento ci sono alcune ipotesi, ma è ancora troppo presto per parlarne. Quello che è certo è che non faremo sicuramente gli headliner.”

Discografia:
Fatal Command (2014)
Send Them To Hell (2017)

Line-up:
Schmier – voce e basso
Pontus Norgren – chitarra
V.O. Pulver – chitarra
Stefan Schwarzmann – batteria

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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