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PÄNZER – ‘Fatal Command’

Torna il carrarmato tedesco guidato da Schmier (Destruction), e torna dopo aver perso sei corde e averne guadagnate dodici. Dopo la defezione di Herman Frank (Accept) i Pänzer chiamano infatti Pontus Norgren degli Hammerfall, adesso supportato da V.O. Pulver (G.U.R.D., Poltergeist), che in passato aveva già calcato le assi dei palchi insieme alla band, rinforzando il live sound con la sua ritmica e riproducendo le armonizzazioni presenti sul debutto ‘Send Them All To Hell’ (Nuclear Blast, 2014). Cosa dobbiamo aspettarci da questo interessante e divertente ‘Fatal Command’? Nulla di nuovo se non il loro speed metal che nei momenti maggiormente heavy distrugge le linee nemiche con del potente thrash teutonico e in quelli più melodici si avvicina a uno scatenato classic metal. I Nostri sottolineano continuamente di voler rendere omaggio alla NWOBHM, invero qui davvero poco presente. Unico anello di giunzione tra il metal classicamente britannico e la furia tutta tedesca della band? Continui e apprezzati rimandi ai Judas Priest più rocciosi e veloci. Ecco quindi che la maggior parte dei brani non avrebbero sfigurato (solo stilisticamente parlando) su un album come Painkiller, un disco che ha saputo spingere l’ heavy metal classico verso lidi davvero estremi, riuscendo comunque a non travalicare mai nessun confine (quanta maestria!). Stefan Schwarzmann riesce (grazie anche ad un ottima produzione) a trasmetterci tutto il senso di potenza che imprime con i suoi arti, suonando in modo che definire “quadrato” sarebbe un eufemismo. Grande dinamica (ascoltate ‘I’ll Bring You The Night’, dove passa dal martello al pennello) e professionalità per l’ex Accept, ex Running Wild ed ex Helloween, vero e proprio motore di questo “Panzerkampfwagen”. Belle le armonizzazioni di ‘Scorn And Hate’, un brano nato per essere suonato dal vivo, ricco di cori e parti di chitarra cantabili. Esaltante e galvanizzante il riff iniziale di ‘Afflicted’, ennesimo brano testosteronico in cui il simpatico Schmier modula la sua voce in modo decisamente più melodico rispetto a quanto fa nella sua distruttiva band madre. Oscura e dark l’interessante (ma non completamente riuscita) ‘Skullbreaker’, brano che si riprende sulla cavalcata finale e sull’assolo pregevole. Si chiamano a gran voce i Judas Priest con il riff di ‘Te Decline (… And The Downfall)’, un brano divertente ma troppo derivativo per poterci esaltare. Tantissima chitarra in ‘Mistaken’, armonizzazioni e assoli che caricano ancora di più un buon Schmier, che qui sembra scimmiottare un certo Mustaine nella nota ‘Sweating Bullets’ (Megadeth, ‘Countdown To Extinction, Capitol Records, 1992). Altro pezzo da “palazzetto dello sport” è l’arrembante ‘Promised Land’, dove tutti i cliché del metal tedesco vengono sbattuti sul piatto (del giradischi): cori, doppia cassa, assoli, riff tanto rocciosi quanto tamarri. Una goduria. Un disco che non inventa nulla, ma sicuramente non era questa la sua intenzione. Heavy metal roccioso, potente, suonato da professionisti che amano quello che fanno. Noi amiamo quello che suonano? Si.

Titletrack:
01. Satan’s Hollow
02. Fatal Command
03. We Can Not Be Silenced
04. I’ll Bring You The Night
05. Scorn And Hate
06. Afflicted
07. Skullbreaker
08. Bleeding Allies
09. Te Decline (… And The Downfall)
10. Mistaken
11. Promised Land
12. Wheels Of Steel

Line-up:
Schmier – voce, basso
Pontus Norgren – chitarra
V.O. Pulver – chitarra
Stefan Schwarzmann – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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