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OVERTURES – Pausa in vista per la band?

Scossoni in casa OVERTURES, ecco il comunicato ufficiale del singer e fondatore Michele Guaitoli:

“Negli ultimi 14 anni gli Overtures sono stati il motore della mia esistenza. Sono stati quello che la mattina mi ha dato forza ed energia, grinta ed entusiasmo, e la sera mi ha fatto sempre ragionare. Sono stati il mio stimolo a migliorarmi musicalmente ed umanamente, a cercare sempre qualcosa di nuovo: la fonte di nuovi obiettivi, sfide, miglioramenti. Ho un tatuaggio sul braccio che rimarrà sempre parte di me e che non mi fa e non mi farà mai scordare cosa sono.

Faccio la vita che faccio perché una sera Dani (Daniele Piccolo) mi chiese se “volevo provare a cantare nella sua band”. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza, perché ho condiviso parte della mia vita con moltissime persone e condivido la mia vita con molti di voi grazie agli Overtures. Sono ciò che sono grazie agli Overtures.

Il mio lavoro è nato dalla passione per la musica che questa band mi ha infuso, i miei ricordi ruotano attorno a questa attività e persino la persona che ho a fianco oggi la devo in qualche maniera agli Overtures, e non è l’unica. Sono in tutto e per tutto la mia ragione di vita: lo sono stati negli anni a venire, spero continueranno ad esserlo – in qualche maniera – nel futuro.

Dal 2003 ad oggi ci sono stati quattro album (di cui gli ultimi due con davvero un bel riscontro), altrettanti tour Europei e tante, tantissime date. Grazie a questa band sono salito per la prima volta su un tourbus (due volte) ed ho vissuto un’esperienza come quella del tour con i Threshold che sono certo che porterò sempre nel mio cuore. Ho realizzato il sogno di calcare il palco del Gods of Metal, presto il Metaldays, ho avuto l’onore di incontrare e condividere il palco con alcuni dei miei idoli di sempre e di conoscere un numero pressoché infinito di persone, tra cui senza dubbio anche voi che state leggendo. Ho provato dei brividi che un po’ per età, un po’ per maturità oggi non proverò più.

Ho un ricordo incredibile delle prime volte: il primo concerto, il primo demo, la prima volta in studio, il primo album, il primo contratto discografico, il primo festival, la prima data all’estero, il primo tour…un sacco di prime volte. Sono cresciuto e maturato con questa band e la mia età adulta è sempre stata segnata, in ogni giorno da questo gruppo.

A posteriori mi rendo conto che questa band mi ha regalato dei fratelli, perché Daniele e sopratutto Marco per primi sono stati questo per me. Oltre a suonare c’era la vita trascorsa insieme, le giornate spese a sognare, suonare…le sere fuori da amici, i ricordi e le memorie che solo chi ha qualcosa di speciale come l’abbiamo avuto noi può capire. Il mio rapporto con Marco poi, malgrado gli ultimi mesi, è e rimarrà sempre quello del fratello che non ho mai avuto (senza togliere a mia sorella ♥ , ma tra “maschi” le cose sono differenti). Come ti ho detto mille volte, ti avrei dato un organo se necessario, e sai che lo farei ancora. Tra fratelli si litiga a volte, si fa pace, e le strade non sempre portano nella stessa direzione per quanto mi dispiaccia che la tua si sia allontanata così tanto dalla mia e per quanto continuerò a ripeterti all’infinito che sbagli…ma tra fratelli ci si rispetta anche quando le idee sono contrastanti, e sai quanto tutt’ora ti voglio bene. Anche questo lo dobbiamo agli Overtures.

Andrea, Luka e Adriano sono (e spero resteranno sempre) ormai dei parenti, forse meno stretti, ma comunque parte della mia famiglia. Dopo aver dormito ovunque in Europa e quasi ovunque in Italia, in qualsiasi condizione, in salute e in malattia, dopo aver affrontato qualsiasi cosa (dalle tempeste di neve alle vacanze insieme), hanno segnato davvero a fondo il mio cuore, ritagliandosi ognuno in maniera differente il proprio pezzo. Credo di poter dire che vi ho dato tantissimo, e vi darei ancora tantissimo, con tutta la mia arroganza, la mia sfacciataggine, la mia testardaggine certo…ma come sapete anche col mio cuore, con la mia tenacia, con la mia generosità e con la mia voglia di lottare che sono sicuro vi abbia regalato qualcosa di indimenticabile. Vi voglio un bene dell’anima e ve ne vorrò sempre.

Ad accompagnarmi in questo avventura in mezzo ci sono stati anche Marko (a cui devo comunque moltissimo per quanto i nostri percorsi si siano separati relativamente presto), Stefano d’Amore (se pur per pochissimo) ed oggi Massimiliano e Thomas, che per quanto da poco in questa famiglia, credo abbiano già capito che aria si respira.
Gli Overtures hanno da sempre avuto la magia di far respirare un senso di appartenenza, di scambio, di crescita personale e di ricerca a chi ci ha fatto parte. Suonare con questa band è diventato nel tempo qualcosa che è andato ben oltre il semplice fare musica, ma è diventato VIVERE la musica.

Questa magia sulla mia pelle ha smesso di essere tale quando Marco ha fatto la sua scelta di vita, appendendo la chitarra al muro. Quando nel 2012 fu Dani a salutarci, ingenuamente mi crollò il mondo addosso, ma la determinazione e la sorte ci portò Adriano che sorprendentemente diede a questa band quel qualcosa di magico che ci fece sognare. Già la dipartita di Adriano lasciò un vuoto che si sentiva, ma la determinazione e la grinta di noi 4 fu così forte che riuscimmo non solo a sopperire alla sua mancanza, ma addirittura a dare uno sprint in più al gruppo, tagliando traguardi importanti.

Qualche mese fa Marco, un po’ alla sua maniera, ci ha lasciato poi “in braghe di tela”, costringendoci con molte date alle porte a sopperire alla sua mancanza “frettolosamente”. Lì credo ci sia stato l’unico errore della storia di questa band: presi dal nervoso della situazione, con poca lucidità e più rabbia che grinta, non si è capito che quella dipartita avrebbe spezzato qualcosa di magico, qualcosa che oggi manca troppo sotto troppi aspetti.

Qualcosa che oggi non sta facendo respirare in questa band quello spirito che dalla sua nascita l’ha sempre contraddistinta. Oggi negli Overtures stanno suonando dei colleghi, non dei fratelli. Colleghi che condividono una voglia di crescere musicalmente, colleghi con una grossa ambizione, ma la mancanza di quell’aria che ha costruito tutti i ricordi di cui sopra e molti altri ancora, fa soffocare chi ne ha respirato per praticamente metà della propria esistenza. Non si parla di tecnica, non si parla di suonato, non si parla di questioni professionali, ma di quel qualcosa che fa si che indipendentemente dalla propria professione, famiglia o ambizione di vita, gli Overtures siano tra le cose più importanti all’interno dell’esistenza di chi ne fa parte.

Io ho dedicato la mia vita alla musica, nemmeno nel più buio dei miei momenti sarei in grado di privarmene, e continuerò a farlo in ogni istante della mia vita. Mi sento fatto di musica e voglio restare tale fino alla fine dei miei giorni, e il nome “Overtures” è ormai parte di me quanto io lo sono degli “Overtures”. Oggi quello che manca però sono degli “Overtures”. Andrea e Luka ne stanno soffrendo in ogni istante, e per quanto possa essere assurdo, io con loro…e non hanno colpe Massimiliano e Thomas che anzi si sono rivelati due chitarristi validissimi: non può essergli affiliata la colpa di non aver vissuto con noi almeno una buona parte dei 14 anni precedenti.

Il 15 Giugno, il 9 Luglio per il memorial di Max Turus, il Metaldays in Slovenia e l’Hell Rock Fest in Spagna saranno gli ultimi concerti che gli Overtures (o meglio quello che ne rimane) affronteranno con questa formazione, poi l’unica triste certezza è che non ci saranno più le “impalcature del Cum” dietro le pelli e “le fiamme sul basso” di Luka. In tutta sincerità, quello che io farò – come Massimiliano e Thomas già sanno – sarà prendermi del tempo per riflettere sul futuro di questa band che negli ultimi mesi è stata sbattuta e scombussolata troppo.

Come è sempre successo, sto facendo nuovamente da portavoce di una serie di decisioni interne. L’ho sempre fatto, nel bene e nel male, sia quando c’è stato da organizzare che quando c’è stato da alzare la voce, sia quando si è gioito che quando si è dato spazio alle lacrime.

Questo ha reso negli anni la mia figura anche quella più “in luce” della band, rispettando tutte le aspettative che un frontman deve gestire. Proprio per questo motivo molti si preoccuperanno principalmente che il progetto prosegua, a costo di dover rinnovare (nuovamente) la formazione.
Per lo stesso motivo sono gli stessi Andrea e Luka da avermi detto, testualmente “Michele, anche solo per il valore dei sacrifici che abbiamo fatto insieme è giusto che tu questo sogno lo porti avanti, perché tu ci hai dato la vita e con la tua attitudine puoi farlo”.
Tuttavia ogni parola scritta in queste righe, come ogni parola scelta per i miei testi, ha un peso specifico grandissimo. Se Andrea e Luka hanno sofferto la mancanza degli “Overtures” tanto da decidere di mettere un punto, a me serve (o meglio servirà) sopperire a quella mancanza per poter andare avanti. Non è la volontà a mancare, ma senza determinate condizioni anche la sola idea di mettere mano al pianoforte per tramutare in musica le molte idee che ho in mente per un nuovo album, significherebbe tradire una famiglia che non mi ha -quasi- mai tradito e che comunque vale troppo.

L’unico lato leggerissimamente positivo di questa situazione, è che si è creata alla fine di un ciclo, quello di ‘Artifacts’, quindi in un momento perfetto per prendere una boccata d’aria e cercare la lucidità e l’organizzazione per prendere le mie decisioni sul futuro di un nome di cui -purtroppo- resto l’unico portavoce “storico” attivo, o meglio l’unico “tutore”. Se di Overtures si parlerà ancora nel futuro prossimo, ogni pedina sarà al suo posto per creare nuovamente quella magia e quel senso di appartenenza necessario a far vivere questa band come il suo storico merita, e si ripartirà da un nuovo disco che non potrà far rimpiangere il lavoro fatto, con una formazione affiatata e capace di togliere qualsiasi dubbio.

Credo non serva, dopo così tante parole, spiegare quanto io sia il primo degli scettici a dire “la vedo dura”. Tuttavia anche solo per correttezza nei confronti di tutti quelli che ci hanno dato tanto, anzi tantissimo…e per rispetto nei confronti di Luka, Andrea e Marco in primis, che malgrado tutto credono in me e saranno i primi a confermare che vogliono vedere il seminato su cui anche loro hanno sudato fruttare, darò (come sempre) tutto me stesso per continuare a portare Fly, Angel, Savior, Artifacts, Maze e gli altri “figli” che abbiamo creato su un palco degno del loro valore.

Michele Guaitoli”

overtures

Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Classe 1972, fotografo professionista rock-metal di matrice prettamente “old school”.
Come fotografo, ho collaborato con Metallus.it, Truemetal.it, Metal Hammer Italia e dal 2005 al 2015 sono stato fotografo ufficiale di Metal Maniac.
Il mio sito personale: www.lucabernasconi.com
La mia pagina FB: www.facebook.com/lucabernasconiphotographer

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