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OUTRIDER – ‘Foundations’

Nati nel Febbraio del 2008 in quel di Monza, gli Outrider ci lasciano a bocca aperta con un debutto davvero ottimo. Prodotti da Marco D’Andrea, chitarrista dei Planethard (band con la quale i Nostri condividono il cantante, il talentato Alberto Zampolli) e licenziati da Sleaszy Rider, i giovani musicisti hanno le idee chiare su quello che vogliono. Cosa? Suonare hard rock moderno, a stelle e strisce e con un grandissimo appeal radiofonico. Radio americane ovvio, visto che qui quando accidentalmente premiamo il tasto “FM” sulla nostra autoradio possiamo sentire solo rap italiano o musica latino-americana. Fanculo. Tornando professionali non possiamo non sentire nell’ottimo brano di apertura intitolato ‘The Void’ forti echi dei ‘Black Stone Cherry’. Il secondo pezzo ci lascia sconvolti. Come abbiamo fatto a non accorgerci già dalla traccia precedente, che il sopra-citato singer è un clone vocale dell’incensato Ronnie Romero? Un timbro molto simile, stessa potenza testosteronica, grande estensione. Con ‘Brutal Game’ stiamo guidando un pick up con uno Stetson ben pigiato sulla terra e un six pack di birre sul sedile del passeggero. Qui gli Outrider sembrano una versione maggiormente moderna dei grandi canadesi Monster Truck (band assolutamente da seguire!). Grandissimo tiro anche con la bella ‘Down’, dinamica nei suoi cambi di tempo e con l’ennesimo ritornello strappa-orecchie. Groove e ancora groove per questo gruppo che punta tanto sul “cosa” (si propone) quanto al come (si suona). Ottimi arrangiamenti e grande maestria nel saper trovare il riff giusto, il ritmo giusto. Roberto Gatti e Andrea Fossati sono una coppia di asce davvero da manuale, ben coadiuvati da una ritmica che in questo disco fa veramente la differenza. Basso e batteria (rispettivamente: Davide Rovelli e Federico Sala) si fondono come le storiche band rock ci hanno sempre insegnato. Moderna e ficcante la splendida ‘Empty Shell Of Me’, con riff stoppati, un basso pulsante e un ritornel… basta non ve lo ripeto più. Sapete cosa ci piace di questo disco? Che non è un film in cui dobbiamo aspettare mezz’ora prima di entrare nel vivo. Ogni pezzo inizia subito alla grande, senza permetterci di distrarci od annoiarci. Qui si parte a 100 km/h e si arriva a 200. Un accelerazione schiacciante. Un dragster americano che brucia le gomme su un rettilineo. Bei tecnicismi nel brano ‘Kimberly’, in cui gli Alter Bridge ascoltano e sorridono compiaciuti. Alberto vola alto con la voce, su riff rocciosi e potenti. Che delizia e che piacere poi, quando i toni tornano soffusi e riusciamo a gustare altri sapori, sfumature. Altro midtempo con la corale ‘Raindrops’, forse il brano meno riuscito del lotto, con il refrain più scontato… ma i Nostri riescono a portarsi a casa anche questa traccia grazie ai modernismi chitarristici e ai riff spacca ossa che spingono il nostro Alberto a dare il meglio di se sull’inatteso finale. Un pizzico di metal in più per la furiosa ‘Sideways’ (e ci sta tutto) e un finale con il botto per la ritmata ‘Stronger Than Before’, dove il “solito” Alberto canta in modo ispiratissimo. Anche qui si sente puzza di gasolio, birra e sudore, ma i Nostri hanno classe gente, e di quei “mostri” americani hanno preso in prestito solo i muscoli e la matrice bluesy in grado di farci saltare e scapocciare. La classe è tutta italiana. Disco splendido che forse meritava una copertina “leggermente” più bella. Mannaggia a voi!

Tracklist:
01. The Void
02. Sideways
03. A Tale From The Land
04. Get Out
05. Stronger Than Before
06. Down
07. Empty Shell Of Me
08. Kimberly
09. Brutal Games
10. Raindrops

Line-up:
Alberto Zampolli – voce
Roberto Gatti – chitarra
Andrea Fossati – chitarra
Davide Rovelli – basso, cori
Federico Sala – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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