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ORDEN OGAN – ‘Gunmen’

Per molti, gli Orden Ogan hanno camminato finora nell’ombra dei Blind Guardian. Si sa come è il pubblico però, una volta data una definizione iniziale, è poi difficile cambiarla. Se la band guidata da Seeb Levermann non ha mai fatto mistero del ruolo giocato dai bardi di Krefeld agli inizi, nel corso del tempo gli Orden Ogan hanno via via trovato una loro dimensione più personale.  Già ‘Ravenhead’ due anni fa aveva mostrato questa evoluzione in modo evidente, ora ‘Gunmen’ non fa altro che proseguire sulla stessa strada, con un suono ancor più personale e riconoscibile. Gli Orden Ogan sono e rimangono classicamente power metal, giocano con l’epicità di inserti orchestrali, ma ci offrono linee melodiche molto personali e soprattutto un guitarwork davvero differente da quello che siamo abituati ad ascoltare in questo ambito. Gli ingredienti poi sono gli stessi di sempre: grandi orchestrazioni, linee melodiche e vocali molto marcate, chitarre piuttosto aggressive – non serve un orecchio allenato per cogliere evidenti richiami ai Running Wild. Per tornare al paragone iniziale, cosa sarebbe successo se i Blind Guardian avessero aggiunto le loro maestose orchestrazioni restando sui pezzi tendenzialmente lineari dei loro primi lavori? Forse oggi suonerebbero un po’ come gli Orden Ogan – ma questa è fantamusica, ovviamente… Quello che conta è che ‘Gunmen’ ci offre un’ora di grande qualità sonora, grazie a una manciata di ottime canzoni. Spiccano l’orecchiabile, e ruffiano, singolo ‘Gunman’, ma anche la maestosa ‘Fields Of Sorrow’, con i suoi passaggi orchestrali e gli evidenti richiami folk. Ma anche ‘Come With Me To The Other Side’, che si apre con la voce dolce di Liv Kristine, per poi accelerare man mano e diventare uno dei brani più di impatto dell’intero disco, anche grazie agli azzeccati inserti melodici. Anche pezzi come ‘Vampire In Ghost Town’ e ‘Down Here’, oltre alla più rolleggiante ‘The Face Of Silence’, mettono in mostra quello che è e rimane un punto di forza degli Orden Ogan, la capacità di trovare linee melodiche memorabili, non per forza scontate, che permettano di lasciare il segno di un panorama – quello del cosiddetto power metal melodico – sempre affollato. Sempre piacevoli, ormai gli Orden Ogan sono una fidata sicurezza.

Tracklist:
01. Gunman
02. Fields of Sorrow
03. Forlorn and Forsaken
04. Vampire in Ghost Town
05. Come With Me to the Other Side
06. The Face of Silence
07. Ashen Rain
08. Down Here
09. One Last Chance
10. Finis Coronat Opus

Line-up:
Sebastian “Seeb” Levermann – voce, chitarra, tastiere
Tobias Kersting – chitarra
Niels Löffler – basso
Dirk Meyer-Berhorn – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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