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NOTURNALL – ‘9’

Quanta ignoranza. Chi vi scrive, perso ormai nella steppa russa, tra antichi spiriti che comunicano in screaming e orchi svedesi che ci minacciano in growl, aveva tralasciato la sua amata scena brasiliana. Ascolto i Noturnall ignorando che siano già al terzo disco e sopratutto, mea culpa, mi accorgo solo al secondo brano che il cantante di questa ottima band è il sottovalutatissimo Thiago Bianchi, vero ed unico erede e successore di Andre Coelho Matos, quel fantastico artista che nel 1993 sconvolse il mondo intero con quel capolavoro indiscusso che risponde al nome di ‘Angels Cry’. La voce di Bianchi (Shaman), da sempre bistrattato per l’eccessiva somiglianza con il sopra-citato Matos, è qui incredibilmente più maschia, “grossa” e robusta. Si riconosce il timbro particolarissimo e stupendo del singer solo nel momento in cui la sua ugola viene spinta verso vette inarrivabili, oppure quando (come nel caso di ‘Moving On’) deve modularla in modo più soffuso e delicato. Si resta in famiglia e sull’etichetta del citofono di casa c’è il doppio cognome Angra/Shaman, visto che gli altri musicisti coinvolti sono Fernando Quesada al basso e la coppia Carelli & Mancini alle chitarre, e alla batteria il polipo Aquiles Priester (Angra, Paul Di’Anno, Hangar, Tony MacAlpine). La musica qui proposta è ovviamente un sofisticato, raffinato, elegantemente delicato power-prog di stampo brasiliano, dove stupende linee vocali e partiture strumentali mozzafiato vanno a valorizzare brani orecchiabili e di facile presa. Angra, Shaman e Almah sono le band di riferimento per questo gruppo di eccelsi musicisti che quando azzeccano il brano giusto (‘Mysterious’) sono davvero inarrestabili. Perché, ammettiamolo, non sempre questi bravissimi Noturnall fanno centro. Spesso ai brani di questo disco sembra mancare quel “qualcosa” che li possa rendere dei piccoli gioielli, e paradossalmente seppellire il tutto con tecnicismi esagerati non ci aiuta in questa ricerca del “particolare perduto”. Poco male comunque, perché cerchiamo di essere intellettualmente onesti: questo disco spacca. Le influenze della band di Rafael Bittencourt sono ben presenti (e ci piacciono) ma vengono rinvigorite da pesanti iniezioni di metal moderno e foderato di kevlar. ‘Hearts As One’ potrebbe essere la colonna sonora di un imminente film Disney, tanto riesce ad essere dolce, radiofonicamente appetibile e ben arrangiata. Molto bella la pesante e musicalmente attuale ‘What You Waiting For’ mentre il disco si chiude con un altro brano acusticamente “angraiano”. ‘Pain’ è un ottimo pezzo, posto in coda di una tracklist che arriva spesso a profumare di capolavoro, ma talvolta con qualche piccolo errore nel miscelare le fragranze. Forse questi Noturnall si sforzano troppo per piacere a tutti finendo con lo scontentare qualcuno. Un bel disco, suonato divinamente da musicisti ai limiti del disumano, scafati professionisti che sanno come incidere un bel disco. Si chiama ‘9’ questo bel lavoro che esce il 27/10/2017 per Rockshots Records.

Tracklist:
01. Hey!
02. Change
03. Wake Up!
04. Moving On
05. Mysterious
06. Hearts As One
07. What You Waiting For
08. Shadows
09. Pain

Line-up:
Thiago Bianchi – voce
Léo Mancini – chitarra
Juninho Carelli – tastiera
Fernando Quesada – basso
Aquiles Priester – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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