Needful Things

NOFX & JEFF ALULIS – ‘NOFX, Una Vasca Per Cesso E Altre Storie… ‘

NOFX - libro

Autori: NOFX, Jeff Alulis
Editore: Tsunami Edizioni

A volte la musica e quello che trasmette, non è sintomatica del carattere del compositore, dell’ artista. Mi spiego meglio: non pensiate che tutti i musicisti death/black metal siano degli assassini psicotici. Non pensate che i Depeche Mode siano sempre e perennemente depressi. Io questo errore invece l’ho fatto spesso, predicando bene e razzolando male. Ascoltando hardcore melodico sin da ragazzino, ho sempre immaginato band come NOFX, Bad Religion, Lagwagon e Pennywise, non facessero altro che andare in skate, prendere il sole in piscina e cantare a più voci ritornelli solari e appiccicosi. Ho sempre pensato che fossero giovani e annoiati rampolli di ricche famiglie di produttori holywoodiani, di abbronzate e rifatte attempate ex attrici. Quando uno dei responsabili della Tsunami Edizioni mi ha consegnato il libro, mi ha detto testualmente: “una legnata”. Una legnata? I NOFX? Ma se ho letto la biografia di Nergal! E cosa vuoi che possa shockarmi? Droga? Amici dopo Paul DiAnno e Nikki Sixx credevo che nulla potesse sconvolgermi… prima di questo libro. Signori questo libro è una delle cose più affascinanti, sconvolgenti, tristi e disgustose che io abbia mai letto. Fa sorridere la storia dei NOFX, una band che ammette di “non saper suonare”. Un band che ammette che per anni si è vergognata di esistere, con i membri che non avevano altra scelta che restare uniti, perché non avevano null’altro che il gruppo, ma che in tour ricevevano solo sputi e bottigliate, con i fan che li insultavano pretendendo indietro i soldi del biglietto. Certo che l fatto che fossero tutti dei tossicodipendenti non aiutava certo le loro performance. Cosa mi ha colpito di questo libro? Principalmente due cose: la prima è “l’arrangiamento” (se vogliamo fare un paragone musicale). Il libro è concepito come una scrittura corale, in cui lo stesso avvenimento viene descritto da tutti i membri in sotto-capitoli ben distinti, dove vediamo da diversi punti di vista la stessa cosa, a volte con risultati drammatici, altre volte comici. La seconda cosa è il fatto che i membri del gruppo si aprono completamente, addirittura confessando per la prima volta in questo libro, cose che non hanno mai detto a nessuno. Ecco allora una piccola lettera aperta a un padre ormai morto, ecco la confessione di essere uno “slave” e amare la sottomissione sessuale. Non attribuirò ad ogni notizia un nome, perché vorrei che foste stimolati dalla curiosità ad andare a cercare questo libro, perché merita di essere divorato in pochi giorni. Avvenimenti sparsi in ordine cronologico? Una disgustosa gara a chi beve il muco e il vomito dell’altro, in un continuo scambio di bicchiere pieno di fluidi corporali, in un bar in Giappone. La confessione di bere abitualmente l’urina della moglie (tra una penetrazione con strap-on e qualche frustata), la liberatoria quanto sconvolgente ammissione di aver concorso in qualche modo alla morte di diverse persone, di aver diffuso l’epatite passandosi aghi infetti e tatuando gente per un intero tour con lo stesso ago. In tutto questo: centri di riabilitazioni, risse, accoltellamenti, suicidi, sesso con chiunque e ovunque, un tossico in crisi che ha la droga ma non la siringa e vede bene di utilizzarne una trovata tra i rifiuti. E questa lettura “multicam”, che a volte rileva eventi sconvolgenti. Un membro scrive che la propria ex ragazza sfuggì a un tentativo di stupro. Ormai calati nel mood disastroso del libro riusciamo a sorridere in modo empatico, sollevati dal fatto che finalmente qualcosa che poteva avere risvolti ben più drammatici sia andata diversamente. Invece no. Quando tocca al suo “socio” raccontare la sua versione, ammette che la ragazza dell’amico quello stupro lo subì, confessandolo solo a lui. Il pensiero che, insieme a noi, gli stessi ragazzi dei NOFX scoprano cose drammatiche nel loro stesso libro… bhe… è davvero “una legnata” (come ha detto qualcuno). E se pensate che vi stiamo spoilerando il libro, bhe, forse non ci siamo capiti. Sono 352 pagine di deliri, racconti che farebbero arrossire i Guns ‘N’ Roses e scandalizzare i Kiss. Un libro che durante la lettura mi ha fatto trattenere più di un conato di vomito, ma che mi ha fatto ridere, incuriosire, piangere e divertire, pur con le interiora aggrovigliate. Si parla ovviamente di musica, di come la Epitaph li abbia presi sotto la propria ala e di come la band ha imparato a comporre, suonare e raggiungere il suo attuale status. Si parla di canzoni, di cosa vuol dire essere imprenditori sia dentro che fuori il mondo musicale. Si parla da come si è passati a suonare nelle bettole davanti a 5 persone e dormire sulle panchine, a guadagnare milioni di dollari, viaggiando in aereo e dormendo in hotel stellati. Si parla di politica, di impegno, di lotta alla major, della delusione di aver visto band come Green Day e Rancid “vendere” il punk come un prodotto. Un libro che mi ha stupito e che si è lasciato leggere in modo sfacciato e onesto, da leggere assolutamente a stomaco vuoto. Consigliatissimo.

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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