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NE OBLIVISCARIS – ‘Urn’

Terzo attesissimo album per la band australiana definita dalla critica musicale il nuovo miracolo del progressive extreme metal. I Ne Obliviscaris dovrebbero scrollarsi di dosso un tale pesante fardello e sentirsi più liberi di agire con la libertà creativa che sfoggiarono nel primo full-lenght ‘Portal Of I’ o con la sfrontatezza delle incursioni jazz di ‘Citadel’. Invece queste etichette devono pesare eccome, se il gruppo torna sulle scene calcando pesantemente la mano sugli elementi che sembrano essere quelli più richiesti dalle tendenze degli ultimi anni: harsh e clean vocals su base martellante senza remissione di peccati. E così i Ne Obliviscaris confezionano un album che a primo impatto sembra un gioiellino, a partire dallo splendido artwork curato dalla voce più dura del gruppo, Xenoyr, per arrivare ad una produzione davvero notevole. Ma andiamo per punti oggettivi: il talento di questi musicisti è davvero grandissimo e riescono a giocare come vogliono con le loro melodie e con la struttura dei pezzi. Hanno però perso qualcosa in originalità e fluidità: esaurito l’effetto sorpresa, il tanto decantato miracolo si diluisce in una buona proposta di base melodic metal con incursioni nel progressive e uno sguardo al black. Una miscela che sembra funzionare, ma che a lungo andare stanca. Alla prima parte di ‘Libera – Saturnine Spheres’ manca un po’ di collante tra i vari elementi e per un pezzo di quasi dieci minuti è un fattore da non sottovalutare; una splendida parte centrale del pezzo sottolinea ancora una volta la bravura davvero impressionante di un chitarrista come Benjamin Baret, che si sposa alla perfezione con il violino di Tim Charles. Ma ai richiami alla musica classica si accostano questa volta molte meno contaminazioni da altri generi, cosa che aveva sempre impreziosito la proposta degli australiani e di cui si sente una grande mancanza. Il singolo ‘Intra Venus’ è un pezzo efficace e i nostri hanno ben presente la lezione dei Cradle Of Filth e di certe commistioni tra black metal e melodia, per un effetto convincente. La dolcezza di ‘Eyrie’ è in effetti commovente, ma in undici minuti ci sorprendiamo a perderci in qualche momento soporifero, lontano sicuramente dagli obiettivi del gruppo. Decisamente più convincenti e di livello qualitativo più importante risultano essere i due episodi in cui è divisa la title-track, immersa in un’atmosfera cupa e pesante, con sfoggi di stile questa volta incastonati perfettamente nell’economia dell’insieme. La prima parte ‘And Within The Void We Are Breathless’ spicca per un gran carattere e per una violenza devastatrice che ci fa quasi pentire dei dubbi avuti fino a questo momento. Tirando le somme, ci troviamo davanti ad un album che inizia ad aprirsi solo dopo diversi ascolti e ha moltissime luci ed ombre, tra queste ultime una sezione ritmica decisamente meno ispirata del solito. I Ne Obliviscaris sono un gruppo che dal vivo lasciano senza fiato per la capacità di esecuzione e per la brillantezza delle prestazioni dei singoli, brillantezza che ci auguriamo ritrovino presto anche in studio.

Tracklist:
01. Libera (Part I) –
02. Libera (Part II) – Ascent of Burning Moths
03. Intra Venus
04. Eyrie
05. Urn (Part I) – And Within The Void We Are Breathless
06. Urn (Part II) – As Embers Dance In Our Eyes

Line-up:
Xenoyr – harsh vocals
Tim Charles- clean vocals, violino
Benjamin Baret – chitarra
Matt Klavins – chitarra
Dan Presland – batteria

 

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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