Loud Reports

NIGHTWISH – Il report del concerto @ Palabam, Mantova -12.09.2016

NIGHTWISH si congedano dai loro fans italiani con il terzo concerto tricolore in meno di un anno, prima di concedersi una lunga e meritata vacanza al termine del ricco tour di supporto all’album ‘Endless Forms Most Beautiful’. Questa live performance, rispetto alle precedenti in compagnia di Arch Enemy ed Amorphis (a Bologna) o di Epica ed Apocalyptica (a Roma) si è distinta per un’atmosfera più intima e per l’assenza degli effetti pirotecnici apprezzati durante l’esibizione bolognese all’Unipol Arena.
La serata musicale è stata battezzata da una live performance dei nostrani TEMPERANCE, piuttosto apprezzati dal pubblico dei Nightwish grazie ad uno stile musicale che non si discosta poi molto da quello reso famoso dalla formazione finlandese. L’approccio al melodic metal dei Temperance è piuttosto moderno nei suoni, che ricordano a tratti un’altra band in ascesa, gli svedesi Amaranthe, pur mantenendo un songwriting piuttosto classico sia nella compattezza del riffing che nella bonta delle orecchiabili melodie vocali tipiche del power metal. Si avverte l’assenza di una seconda chitarra (presente nella precedente incarnazione della band) o di un tastierista, un po’ il tallone d’achille di molte delle formazioni del genere, che spesso ricorrono alle parti preregistrate in un ambito sonoro nel quale il tocco sinfonico è spesso aggiunto in sede live solo grazie all’utilizzo delle basi. La qualità tecnica mostrata dalla formazione lombarda è comunque evidente, con il collaudato contrasto tra le vocals del chitarrista Marco Pastorino e quelle di Chiara Tricarico che nei brani più aggressivi ci ricorda vagamente gli Epica. Tra i brani proposti ricordiamo la “vecchia” ‘Dejavu’ e la freschissima ‘Revolution’ alla quale è affidato il compito di promuovere il nuovissimo album ‘The Earth Embraces Us All’. Un gruppo da tenere d’occhio per tutti gli appassionati di queste sonorità.

La cosa che mi ha più colpito di questa performance dei NIGHTWISH è stato l’atteggiamento rilassato con cui la band ha suonato per le due ore di durata di questa esibizione mantovana, quasi da studenti all’ultimo giorno di scuola, comprensibile perchè mancano ormai solo un poker di date in estremo oriente prima del “rompete le righe” di fine tour. L’attesa per il prossimo disco di studio della band sarà mitigata dall’uscita di ‘Vehicle Of Spirit’, live DVD e Bluray in uscita a inizio novembre. E’ apprezzabile il ricambio che Tuomas Holopainen ha deciso di operare sulla scaletta dei Nightwish rispetto alle precedenti esibizioni da headliners. I tredici minuti di ‘The Poet And The Pendulum’, la splendida opener di ‘Dark Passion Play’, hanno fatto così un epico ritorno nella setlist così come brani del calibro di ‘Bless The Child’, ‘The Siren’ e ‘Sleeping Sun’. E’ invece un peccato non aver riascoltato ‘The Islander’, una delle folk ballads migliori scritte nell’ultimo decennio, una perla che Marko Hietala di solito interpreta magistralmente. Floor Jansen si è confermata vocalist di indubbio talento e buona presenza scenica a suo agio anche in brani vecchi come ‘Stargazers’. Un fattore che contribuisce ad aumentare sensibilmente la partecipazione del pubblico durante i brani è certamente la cornamusa irlandese di Troy Donockley, che conferisce una tinta folk ancor più forte al sound del gruppo. Nel complesso, i Nightwish si confermano formazione assolutamente all’altezza anche quando, come in questa serata mantovana, l’impressione è che la band non senta la tensione dei grandi eventi, probabilmente abituata a platee ancora più vaste. Anche in questa occasione però, quello che rimane incontestabile, è la bellezza delle melodie e delle atmosfere magiche ricreate dalle composizioni di Tuomas Holopainen. C’è un motivo se i Nightwish sono l’unica band di metal sinfonico in grado di sostenere dei tour mondiali nelle arene di tutti i continenti portando in giro uno spettacolo maiuscolo anche dal punto di vista visivo. Questa volta sono mancati gli effetti pirotecnici, ma non è mancato l’apporto di un megaschermo con immagini spesso di grande effetto. Sul finale, per un paio di minuti, il megaschermo ci riporta alla triste realtà quotidiana con riprese di distruzioni, guerre, traffico automobilistico, un vero pugno in un occhio dopo averci fatto viaggiare con la fantasia per un paio d’ore. Quasi a voler invitare il genere umano, responsabile di un’ “involuzione” imperdonabile, a “Carpe Diem”, cogliere l’attimo perchè là fuori, il mondo è molto peggiore del quadro di grande bellezza dipintoci dai Nightwish questa sera. Fortunatamente “WE WERE HERE”.

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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