Loud Albums

NIGHT RANGER – ‘Don’t Let Up’

Che il gruppo californiano stesse vivendo un momento di grande forma era sotto gli occhi di tutti quelli che si erano gustati il prelibato album dal vivo ‘35 Years & A Night In Chicago’. Nutrivo invece qualche perplessità sulla capacità dei Night Ranger di ripetere non solo i successi di trentacinque anni di carriera, ma anche lo strabiliante come back registrato con l’ultimo album in studio ‘High Road’ del 2014. Invece queste leggende della musica AOR si confermano tali, sfornando l’ennesimo album solido e sinuoso che può guardare alla discografia del passato senza dover mai abbassare gli occhi al punto che ‘Jamie’ potrebbe tranquillamente provenire dalle session di ‘Dawn Patrol’ o ‘Midnight Madness’. E il primo incendiario sguardo non lascia dubbi, perché ‘Somehow Someway’ fa esplodere la magia tipica del loro sound, e riesce a trasmettere con le avvincenti melodie una gran voglia di divertirsi, caratteristica che accompagna tutto l’album. L’impatto è contundente anche quando i Night Ranger si spostano su coordinate meno frivole come nella rocciosa ‘Day And Night’ ma è l’anthemica ‘Truth’ a colpire perché nonostante il suo stile marcatamente più moderno suona Night Ranger al 100% grazie alla magia di Jack Blades e Brad Gillis. E la classe emerge anche nei momenti più introspettivi, come nella ballad ‘Nothing Left Of Yesterday’ che presenta al suo interno uno tra i ritornelli indubbiamente più riusciti di tutto l’album. Le fughe armoniche delle chitarre sono spettacolari e va sottolineato il lavoro del debuttante Keri Kelli che non fa assolutamente rimpiangere Joel Hoekstra passato due anni fa al servizio del serpente bianco. ‘Don’t Let Up’ è quel tipo di album che ti offre l’opportunità di apprezzare i ritmi freschi e accattivanti della band californiana che pur non distaccandosi mai dal proprio marchio di fabbrica riesce a essere convincente sfruttando alla perfezione tutte le armi a propria disposizione. Non ci sono passi incerti o momenti in cui la tensione si abbassa e l’assenza di inutili riempitivi rende ancora più giustizia a questi grandi artisti. Un album perfetto da ascoltare in macchina, al tramonto, ma facendo attenzione al contachilometri, perché i 130 potrebbero essere superati!

Tracklist:
01. Somehow Someway
02. Running Out Of Time
03. Truth
04. Day And Night
05. Don’t Let Up
06. (Won’t Be Your) Fool Again
07. Say What You Want
08. We Can Work It Out
09. Comfort Me
10. Jamie
11. Nothing Left Of Yesterday

Line-up:
Jack Blades – basso e voce
Kelly Keagy – batteria e voce
Brad Gillis – chitarra
Eric Levy – tastiere
Keri Kelli – chitarra

Editor's Rating

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

Post precedente

THE KYLE GASS BAND - Annunciati i supporters delle date italiane

Post successivo

LADY BEAST - Firmano per Cruz Del Sur Music