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NIGHT DEMON – ‘Darkness Remains’

Niente da fare, l’attitudine ed il talento o li hai o non si comprano. Tecnica, look, esperienza, sono tutte cose che si possono ottenere rispettivamente con perseveranza, gusto e pazienza. I californiani Night Demon di attitudine ne hanno così tanta da poter aprire un banchetto al mercato del vostro paese e venderne un tanto al chilo. Il talento potrebbero venderlo (usato) su eBay, e state certi che molte band farebbero a gara per poterselo comprare, pur di seconda mano. Non staremo qui ad eviscerare il disco, parlando nello specifico di ogni brano, a questo ci ha già pensato l’esperto Sandro Buti con un esaustiva anteprima (che potete leggere QUI). Siamo qui per tirare le somme, per spingervi – nel caso non foste ancora convinti – ad ascoltare questo fantastico trio, fautore di un heavy metal che più classico non si può. Evidente l’amore che i Nostri provano per la band di Steve Harris, tributata in lungo e in largo per tutto questo splendido ‘Darkness Remains’. Iniziamo dalla copertina? Una statua inquietante ed incappucciata non può non ricordarci un certo Eddie, con i tre musicisti che ci guardano dal tetto ed altri piccoli dettagli tutti da scoprire (in piena scuola Derek Riggs). Parlavamo di “scoprire”? Divertiamoci allora con il testo di ‘Maiden Hell’, dove vengono citati i titoli delle canzoni degli Iron Maiden. Musicalmente? La fine di ‘Life On The Run’ è una chiara citazione del finale di ‘Transylvania’ (‘Iron Maiden’, 1980), così come il riff inziale della strumentale ‘Flight Of The Manticore’ è un omaggio alla storica e sottovalutata ‘Back In The Village’ (‘Powerslave’, 1984). Detta così sembra che i Night Demon si divertano solo a scimmiottare la NWOBHM, ma del loro ce ne mettono, eccome. Ecco che allora potremmo visualizzare la band come una sorta di “frullato”. Gli ingredienti? Gli Iron Maiden di Paul Di’Anno, i Grand Magus meno stoner e più classic metal ed i W.A.S.P. maggiormente stradaioli ed aggressivi. La loro origine americana si sente eccome, contaminando con del puro testosterone statunitense il metal aulicamente britannico. Parti più hard rock si fondono con fraseggi maideniani, ritmi rubati al mitico, leggendario Clive Burr, cambi di tempo che sentiamo nostri da sempre. Un trio dicevamo, un trio che suona davvero come tale; nessuna chitarra ritmica (o quasi) andrà a supportare gli assoli del bravissimo Armand John Anthony, dandoci quasi l’impressione di assistere ad una prova nella loro personalissima saletta. Istintivi quindi, veri, passionali. I Night Demon suonano alla grande e compongono pezzi che si stampano subito in testa, cantati dal bassista Jarvis Leatherby, possessore di un timbro che può essere accomunato per grinta ed intenzione proprio a quello di Paul “The Beast” Di’Anno. Concludiamo (se ce lo permettete) citando il “nostro” Sandro Buti: “…confermano quella che in fondo è la loro grande capacità, quella di suonare classici senza mai apparire datati…”. Amen.

Tracklist:
01. Welcome To The Night
02. Hallowed Ground
03. Maiden Hell
04. Stranger In The Room
05. Life On The Run
06. Dawn Rider
07. Black Widow
08. On Your Own
09. Flight Of The Manticore
10. Darkness Remains

Line-up:
Jarvis Leatherby – voce, basso
Armand John Anthony – chitarra
Dusty Squires – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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