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NEXT TO NONE – ‘Phases’

L’adolescenza è quel periodo della vita in cui non hai ancora ben capito come gira il mondo ma, al tempo stesso, esso ti dona anche quel briciolo di presunzione che ti permette di osare e iniziare a comportarti come un adulto (ma anche di fare tante cazzate). È con questo spirito di immedesimazione che bisognerebbe affrontare una band come i Next To None. Due anni dopo il debutto ‘A Light In The Dark’ e querelle infinite sul fatto che ci sia un figlio d’arte nella band (sì, quel Portnoy che leggete nella line-up è proprio lui), i nostri tornano con un nuovo chitarrista – Derrick Schneider, suggerito nientepopodimeno che da Bumblefoot – e un sound più aggressivo e moderno. L’intro ‘13’ riprende le sonorità più classicamente prog del debutto e ci fa subito sbattere il muso contro ‘Answer Me’, il primo brano di un ciclo di quattro canzoni dedicate alle varie fasi del dolore scritte da Thomas Cuce – da qui il titolo ‘Phases’. L’autore di del testo di ‘The Apple’ è invece Max Portnoy, che la commenta così: ”Il titolo deriva dall’idea che una mela non cade mai troppo lontana dal suo albero. Mentre questo potrebbe essere un complimento quando si confronta il mio modo di suonare con quello di mio padre, diventa un po’ frustrante quando le persone, parlando della mia band, suppongono che abbiamo avuto “un giro gratis”. […] Quindi questa canzone parla delle accuse di nepotismo ed è il nostro modo di rispondere a tutti quei critici che ci hanno scoraggiato a causa di chi è mio padre”. In ‘Beg’ e ‘Clarity’ (altri due brani della quadrilogia di Cuce) si fa prepotente l’influenza che gli Slipknot hanno sulla band e ‘Kek’ si rivela il brano più omogeneo del disco, capace di fondere le due anime prog e metal dei Next To None. Il brano che conclude la quadrilogia, ‘Denial’, strizza l’occhio a Tool e Haken, ma anche ai Lamb Of God. A chiudere il lavoro troviamo ‘The Wanderer’, quasi 20 epici minuti che condensano bene tutte le sonorità messe in mostra finora – e anche un po’ di dubstep! Sicuramente un grande passo avanti rispetto al debutto, ma si tratta di una band ancora alla ricerca della propria identità, sia come gruppo che come individui (parliamo di ragazzi nonappena diciottenni). Non ci resta che attendere…

Tracklist:
01. 13
02. Answer Me
03. The Apple
04. Beg
05. Alone
06. Kek
07. Clarity
08. Pause
09. Mr. Mime
10. Isolation
11. Denial
12. The Wanderer

Line-up:
Max Portnoy – batteria
Thomas Cuce – voce, tastiere
Derrick Schneider – chitarra
Kris Rank – basso

Editor's Rating

Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con Rock Hard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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