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NECRYTIS – Countersighns

Qualcuno ricorda gli Onward? Ottima e misconosciuta band, autrice negli anni Duemila di tre interessanti album a metà tra power e progressive metal. Alla voce, lo spettacolare Michael Grant, poi passato nei Crescent Shield e purtroppo scomparso nel 2012. Alla chitarra, il virtuoso Toby Knapp, capace con le sue acrobazie di creare un suono opulento e personale al tempo stesso. Gli Onward sono passati alla storia ma oggi, 2017, ci troviamo di fronte ai Necrytis, che hanno molto di quella band storica. A cominciare dal tocco inconfondibile di Toby Knapp, che conferma la sua anima da shredder neoclassico. Ma anche l’ex-Pandemonium Shane Wacaster alla voce, oltre che alla batteria, tenta di ripercorrere le orme di Grant, ricreandone la teatrale vocalità ed aggiungendo toni dilatati che non possono non far pensare al supremo John Arch. Come detto, anche musicalmente i Necrytis scelgono di battere sentieri cari a tutti gli amanti del power metal progressivo di scuola statunitense, con melodie dal sapore epico che si innestano su un riffing dinamico, ulteriormente arricchito dai continui richiami neoclassici della chitarra di Knapp. Brani come ‘Palace Of Agony’ e ‘Sentry’s Scream’ hanno la stoffa del masterpiece, allineando le loro note in modo sorprendentemente efficace. Altrove, serve qualche ascolto in più per assimilare partiture mai troppo lineari – ‘God As Electric’ pare citare i Diamond Head più personali… In ogni caso, il succo è quello di un disco ricco di suggestione e di spunti interessanti, certo non perfetto ma assolutamente e indiscutibilmente affascinante… Qualità per nulla da sottovalutare sulla scena odierna, anzi.

Tracklist:
01. Praetorian X
02. Palace Of Agony
03. Nova Meridian
04. Sentry’s Scream
05. God As Electric
06. My Asylum
07. Dawn’s Aurora
08. Daemon Angelus
09. In Ascent
10. Countersighns

Line-up:
Shane Wacaster – voce, batteria
Toby Knapp – chitarra
Mark Sobus – basso

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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