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NECROPHOR – ‘Reborn’

Sono svedesi e fanno black metal. Grande! Saranno iper melodici come i Dissection! No? Come i Watain? No? Come i Dark Funeral? No? Ok, avranno parti acustiche e saranno simili ai Sacramentum! Nemmeno? Insomma sono svedesi e fanno black! Come possono suonare? Come i Marduk? Manco. Insomma per farla breve i Necrophor suonano un black metal con forti venature death metal, per un risultato feroce e senza compromessi. Ecco che allora dopo ‘Chaos Undivided’, – il brano che ho l’onore e l’onore di aprire il disco – intriso di black metal e voci acide quanto il sangue di Alien, si passa alla seconda traccia dove il cantato diventa maggiormente gutturale. Alcuni passaggi ascrivibili ai Dissection ci sono, mentivamo prima. In ‘God Of War’ ci sono passaggi chitarristici accostabili al grande gruppo capitanato da Jon Nödtveidt. La partenza di un bel brano come ‘Betrayed’ tradisce una certa vena epica, ma stupisce sempre e comunque per la cattiveria del cantato di Henrik Eriksson, un vero demonio che non vuole mollare un secondo la nostra giugulare. Un cantato maligno, animalesco ed inquietante. La musica a volte sembra prendere una deriva caotica, con la frenesia delle chitarre mal supportata da una batteria per nulla fantasiosa e ridotta all’osso. Ecco, forse uno dei punti deboli di questo ‘Reborn’ è proprio la prestazione di Mikael Strandberg, decisamente scolastica e che sembra volta a voler rosicare solo la sufficienza. Un drumming decisamente più terremotante e fantasioso avrebbe donato un dinamismo maggiore ed una violenza quantomeno all’altezza del luciferino cantato. Abbiamo detto un altra bugia… parti acustiche ci sono. Nella bella ‘Anguish’ siamo avvolti da arpeggi che portano in processione la voce potente e satanica del singer, incoronato da una corona di spine e note taglienti di chitarre melodicamente black. Ma quindi la melodia? Ma vi fidate di un recensore che ascolta solo musica diabolica? Lucifero è il re delle menzogne (o delle verità?) e questa recensione è solo uno dei suoi divertimenti. I Necrophor sono un compendio di tutte le band sopra citate, ma solo dopo molti ascolti riconosciamo le influenza, per nulla chiare perché ridotte ad una forma più semplice, magra, spoglia. Ecco perché ad un primo ascolto sembrano tutt’altro, e poi si sbugiardano, rivelando ogni loro nero influsso. Diabolici e bugiardi, caoticamente ordinati ed inquadrati.

Tracklist:
01. Chaos Undivided
02. Where Dreams Come To Die
03. God Of War
04. Betrayed
05. Ascension
06. Anguish
07. Legion
08. Pain
09. Blood Sacrifice

Line-up:
Henrik Eriksson – voce
Henrik Larsén – chitarra
Björn Sundling – basso
Mikael Strandberg – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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