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NECROPHOBIC – ‘Pesta’ EP

Disco breve? Recensione breve. Mezza verità in fondo, perché di una canzone si potrebbe parlare per pagine e pagine. Ma qui oggettivamente gli ottimi Necrophobic fanno quello che sanno fare meglio, e lo fanno al top. Blackened death metal, melodico e con grosse influenze slayeriane, qui ovviamente inglobate nel loro stile profondamente svedese. C’è tutto ciò che amiamo nel metal estremo: arpeggi sinistri, atmosfera, fantastici riff, epiche cavalcate ai limiti del classic metal, voce muriatica, chitarre armonizzate. ‘Pesta’ inizia proprio così, cullandoci in modo sinistro come una madre melodiosamente maligna, per poi esplodere in un riff che sembra nato dalle dita di Jeff Hanneman e poi si sviluppa in un pezzo a cavallo tra i Dissection e i Watain. I sei minuti più brevi che abbiamo mai sentito, ma… poco male, facciamo ripartire il brano ancora ed ancora, perché dire che è ben riuscito è dire poco. Finale con un assolo di chitarra che si snoda in parte su una scala esotica, il tutto valorizzato da un ottima produzione che enfatizza ogni sfumatura del sound. Nella migliore tradizione dei Dissection il pezzo chiude in un crescendo di epicità, velocità e musicalità nera. A chiudere questo brevissimo EP c’è la riedizione della vecchia ‘Slow Asphyxiation’, qui allineata ovviamente con la stessa produzione potente e moderna ma musicalmente identica all’originale. Cosa dire? Che abbiamo già la bava alla bocca nell’attesa del full-length. Nel frattempo questo ‘Pesta’… non resisto… lo dico… bhe… pesta!

Tracklist:
01. Pesta
02. Slow Asphyxiation (2017 Version)

Line-up:
Anders Strokirk – voce
Sebastian Ramstedt – chitarra
Johan Bergebäck – chitarra
Alexander Friberg – basso
Joakim Sterner – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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