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NECRODEATH – Evil Roots [Esclusiva Loudandproud.it]

Nella nostra trasferta veneta – in occasione del bellissimo e riuscitissimo Padova Metal Fest – abbiamo avuto la possibilità di incrociare il sempre indaffarato Flegias, presente su suolo padovano con gli headliner Cadaveria. I Necrodeath hanno annunciato pochi giorni fa l’arrivo di un nuovissimo album, dal titolo ancora top secret e previsto per la primavera del prossimo album. Non potevamo farci sfuggire la ghiottissima occasione di farci dare qualche anticipazione IN ESCLUSIVA dal disponibile singer.
(Flegias) Stiamo già lavorando in sala prove a livello di demo, mettendo giù tutte le idee che abbiamo. So che si dice ad ogni nuovo album, ma siamo veramente eccitati, soprattutto per quanto riguarda il modus operandi. Abbiamo infatti riscoperto un vecchio modo di comporre, quello “buona la prima”. Nasce tutto da un discorso fatto a tavolino e dalla conseguente decisione di tornare al modo di comporre delle origini. Riff che ci piace, un tempo che si sposi bene, bozza di testo su cui cantare e buona la prima, proprio come succedeva agli inizi. Ultimamente ci siamo persi un po’ tra arrangiamenti, giri e virgole, stavolta invece abbiamo cercato di fare la cosa più grezza possibile e siamo eccitati proprio perché stiamo vedendo che la cosa funziona.”

necrodeath

Quindi anche stilisticamente ci dovremo aspettare un album molto old school e grezzo?
Assolutamente! Pensa che abbiamo anche riscoperto l’uso dei Rototom, usati all’inizio da band come Kreator, Possessed e altri gruppi che facevano il nostro stesso genere. Abbiamo inoltre voluto registrare senza metronomo, proprio old school in tutti i sensi. E ti anticipo in esclusiva che non ci fermeremo solamente all’impatto musicale…”

Uscirà a fine anno anche un cd-tributo, via Black Tears, proprio ai Necrodeath se non vado errato…
“Esatto. A noi ovviamente fa molto piacere e onore, sentire gruppi anche di un certo calibro e provenienti da tutto il mondo che dedicano un disco alla nostra carriera. Di solito sono cose che si fanno per i big, esistono migliaia di album tributo. Per una band italiana si tratta invece di una rarità e siamo veramente molto orgogliosi di ciò. Mi spiace per i gruppi che sono stati scartati dal tributo, alcuni mi hanno addirittura mandato in via privata il loro pezzo. Mi ha fatto ovviamente molto piacere.”

Siete molto attivi sul fronte live. Col nuovo album pensate di organizzare un tour anche fuori dai nostri confini?
“Allora, a livello di tour europei abbiamo qualche perplessità. E’ sì un’esperienza che abbiamo già fatto più volte, ma sinceramente non è qualcosa che ci cambia la vita. Il nostro nome ce l’abbiamo, indipendentemente dai tour europei. Puntiamo a fare i nostri 4-5 festival estivi. L’album uscirà verso aprile del prossimo anno e sarà accompagnato da tutte le info necessarie per i vari promoter dei vari festival. Pochi concerti ma mirati.”

A livello lirico i brani seguiranno una tematica comune?
“Sì, è una cosa un po’ diversa dal solito. Avranno tutti un filo comune ma non sarà un concept album. C’è una linea stilistica che accomuna i brani, ovvero il titolo. Tutte le songs seguiranno la stessa “regola” diciamo e la stessa struttura.”

Mi pare di capire che ci sono molte aspettative e molto entusiasmo da parte vostra…
“Sì, certo! Ti dirò che dal punto di vista commerciale stiamo facendo un’operazione altamente anti-commerciale. Non registreremo con l’ausilio delle nuove tecnologie, non daremo immagini 2.0, anzi torneremo al bianco e nero (altra mega anticipazione). Pensa inoltre che volevamo fare uscire il disco solamente in vinile. Poi però ci sembrava un po’ sbagliato poter privare qualcuno della possibilità di acquistarlo, quindi abbiamo optato anche per il formato digitale. Abbiamo firmato con la Scarlet per il supporto digitale e con la Terror From Hell per il formato vinile e musicassetta. Volevamo dare un’impronta old school anche al prodotto fisico, ma ci siamo accorti che avremmo potuto fare un torto anche a chi ci segue da molto tempo e che non avrebbe avuto la possibilità di ascoltarci su vinile e musicassetta.”

Questa “nuova” mentalità old school è anche una provocazione verso le nuove tecnologie e/o una dimostrazione che nonostante tutto è ancora possibile ragionare e lavorare come trent’anni fa?
Assolutamente la seconda! Sono trent’anni che suoniamo, non siamo mai diventati delle grandi rockstar, non siamo mai andati oltre il potenziale Necrodeath. Abbiamo deciso di fare come volevamo noi, a livello di marketing e tutto. Facciamo quello che avremmo fatto trent’anni fa. A chi va bene questa cosa, beh noi siamo qua. Lungimiranti secondo me Terror From Hell e Scarlet che, magari con qualche titubanza all’inizio, non hanno battuto ciglio su questa nostra scelta. Una volta capito il nostro punto di vista hanno pensato che la cosa fosse talmente anti-commerciale che magari avrebbe potuto funzionare di più.”

Spulciando qua e là date e mica date mi sono accorto che l’anno prossimo saranno i primi tuoi vent’anni nei Necrodeath!
Cavolo, hai ragione! Non ci avevo fatto caso! Però ti dirò… tutte queste ricorrenze a me danno un po’ fastidio. Mi esalta vedere tutte queste band che suonano interamente album di venti o trent’anni fa, però la vedo un po’ come una cosa che lascia un po’ il tempo che trova diciamo. Coi Necrodeath mi sto esaltando molto a riproporre tutti i brani di ‘Into The Macabre’, ma proprio perché non ero presente all’epoca e la vedo come un’occasione mia di cantare canzoni per me storiche. Non sono un nostalgico che vuole per forza autocelebrarsi riproponendo i soliti cavalli di battaglia. E’ bello stupire i fan anche con cose nuove, in questo caso cose nuove che però arrivano dal passato.”

Siete stati tra i capostipiti del metal in Italia e siete sulla scena da tantissimi anni. Cosa è mancato secondo te a molte band italiane per uscire dal nostro paese e diventare famosi anche all’estero?
“Ti dirò… all’epoca guardavo tutto da esterno, cercavo di essere il più attivo possibile con fanzine e tutto. Notavo un sacco di cose… Sicuramente ero il contrario di quello che si può definire un esterofilo, amavo e supportavo alla grande l’underground italiano. C’era però una grande differenza di produzioni tra le uscite italiane e quelle estere e ovviamente da fuori ci giudicavano per quello che registravamo. Non eravamo in grado di fare prodotti competitivi. Le case discografiche inglesi o tedesche per esempio non avevano nessun interesse a prendere band italiane. Uno, perché siamo dei gran rompiballe, proprio a livello caratteriale. Troviamo sempre il pelo nell’uovo e non ci va mai bene nulla (grandissima verità, Nda). Gli altri vedevano male l’italiano, e avranno avuto anche i loro motivi penso, seconda cosa erano i nostri studi di registrazione, non all’altezza di quelli europei. Qua non c’era cultura rock, i fonici e i produttori erano abituati con artisti pop e non sapevano come muoversi con altri generi. Adesso a livello di produzione possiamo competere con tutti, purtroppo con l’arrivo del computer è successo che ogni album che esce è la fotocopia dell’altro, motivo per cui il prossimo album dei Necrodeath sarà diverso. Fortunatamente in Italia possiamo contare su molti festival, come questo Padova Metal Fest, ben organizzati e gratuiti e con una bellissima aria che si respira tra fan e musicisti.”

Discografia:
The Shining Pentagram (1985) – Demo
Into the Macabre (1987)
Fragments of Insanity (1989)
Mater of All Evil (1999)
Black as Pitch (2001)
Ton(e)s of Hate (2003)
100% Hell (2006)
Draculea (2007)
Phylogenesis (2009)
Idiosyncrasy (2011)
The 7 Deadly Sins (2014)
Headhunting (2015) – EP

Line-up:
Flegias – Voce
Pier Gonella – Chitarra
GL – Basso
Peso – Batteria

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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