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NAZGHOR – ‘Infernal Aphorism’

Sei album in quattro anni. Tutto si potrebbe dire della band di Uppsala ma non che non sia musicalmente produttiva. Bella copertina, in quel monocromatismo novantiano che fa tanto black metal, con le sue fredde sfumature di blue che ci portano a pensare al freddo, alla notte, al ghiaccio. Questi Nazghor suonano estremamente svedesi, suonano musica estrema svedese. Sono maledettamente svedesi, se non lo aveste ancora capito. Ci spostiamo così a Sundsvall, a trovare i Setherial, poi a Strömstad, indietro nel tempo, a seguire le prime prove dei Dissection, per tornare a Uppsala, dai bravissimi e maligni Watain. I Nazghor centrano l’obbiettivo con brani belligeranti, incalzanti, la perfetta colonna sonora per caricare il testosterone di un esercito di guerrieri pronti a morire, con lo sguardo rassegnato, triste, malinconico ma pieno di sconsolata e sguinzagliata violenza senza futuro, nera e disperata. Un riffing da manuale, che attinge tanto dai Dark Funeral quanto dalla band del mai dimenticato Jon Nödtveidt. Bellissima ‘Malignant Possession ‘, dove le influenze di dischi come ‘The Somberlain’ (1993) e ‘Storm Of The Light’s Bane’ (1995) sono tanto chiare quanto commoventi. Un epica cavalcata benedetta (con un rito pagano) dai Bathory è la splendida ‘Decretion At Eschaton’, così come ‘The Darkness Of Eternity’ è una nave norrena (fatta con le unghie dei morti? Naglfar?) capitanata proprio da Quorton. Cori e tastiere non invasive aumentano ancora più il senso di epicità e ancestrale aggressività guerriera. Ancora Dissection e Watain (sopratutto) nella furiosa ‘Deathless Serpent’, un pezzo marziale, veloce, dove per l’ennesima volta l’arrangiamento delle chitarre è il punto di forza. Un riff non proprio azzeccato e originale è quello che la band ci fa ascoltare in ‘Rite Of Repugnant Fury’, forse il pezzo debole del lotto, pur graziato da una prestazione di Nekhrid (voce) davvero ferale. Si sconfina quasi nel metal classico con la stupefacente ‘Spawn Of All Evil ‘, dove in un ipotetico mondo perfetto, i Dissection non vengono scimmiottati dai Thulcandra, non si sciolgono, Jon non muore e compongono un disco che potrebbe accogliere questo pezzo in modo assolutamente naturale. Si torna alla realtà con ‘Absence Of Light’, un brano dove il pianoforte appena accennato sul finale di ‘Spawn Of All Evil ‘ è qui presente come incipit, quasi a fare una sorta di trait d’union tra le due splendide e satanicamente poetiche composizioni. Stupendo e degna conclusione con ‘Infernal Aphorism’. Devo dirlo ancora? Epicità, melodia, black metal, maligne corde vocali, chitarre perfette. Ragazzi, ma ancora siete qui a leggere? State togliendo tempo all’ascolto di questo pezzo di nera arte svedese.

Tracklist:
01. Opus Profanus
02. Malignant Possession
03. Decretion At Eschaton
04. The Darkness Of Eternity
05. Deathless Serpent
06. Rite Of Repugnant Fury
07. Ephemeral Hunger
08. Spawn Of All Evil
09. Absence Of Light
10. Infernal Aphorism

Line-up:
Nekhrid – voce
Armageddor – chitarra
Angst – chitarra
Crowlech – basso
Cosmarul – batteria (live)

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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