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MYRIAD LIGHTS – ‘Kingdom Of Sand’

Ho scoperto i Myriad Lights un paio d’anni fa, in un piccolo locale milanese. Mi avevano colpito con il loro heavy metal classico, senza troppi fronzoli, dal vivo davvero efficace. Li ritrovo con questo ‘Kingdom Of Sand’, secondo album che arriva a quattro anni dal debutto ‘Mark Of Vengeance’. E le impressioni positive restano. Rispetto al suo predecessore, il disco è sicuramente più vario, aperto a maggiori influenze in particolare dal mondo del power metal. Influenze che escono evidenti già nella title-track, e che poi tornano lungo tutto il disco con qualche eccezione e sorpresa. Iniziamo a dire che i Myriad Lights sanno trovare melodie che restano in testa, proprio a cominciare da una ‘Kingdom Of Sand’ davvero trascinante. Ma anche ‘The Deep’ e ‘The Grave Chant’, che mi ha ricordato molto gli Angra degli inizi, sono pezzi azzeccati, costruiti su un chitarrismo di stampo neoclassico, davvero molto curato. La sei corde di Francesco Lombardo è un evidente valore aggiunto per la band milanese: il ragazzo mostra padronanza tecnica, stile e soprattutto gusto, che arricchiscono molto i brani – l’attacco della bella ‘Mirror’ non può non far pensare al maestro Gary Moore. Anche Andrea Di Stefano alla voce fa bene il suo lavoro, in modo non spettacolare, ma sempre efficace. I Myriad Lights si fanno apprezzare perché appaiono lontani dai trend imperanti: tra heavy metal classico, power e melodia – e un tocco di folk, come nella ballad acustica ‘The Waves’. La citata ‘Mirror’ si rivela il pezzo forse più elaborato del lotto, raccogliendo tutte le diverse influenze della band. Influenze che rendono ‘Kingdom Of Sand’ un disco sicuramente interessante, oltre che davvero ricco di spunti.

 

Tracklist:
01. Desert Nights
02. Kingdom Of Sand
03. Abyssal March
04. The Deep
05. The Grave Chant
06. 039 Lights
07. Mirror
08. The Waves
09. Deathbringer
10. Ascension

Line-up:
Andrea Di Stefano – voce
Francesco Lombardo – chitarra
Giuseppe Lombardo – basso
Simone Sgarella – batteria
Lele Mr Triton – tastiere

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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