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MY SILENT WAKE – ‘Damnatio Memoriae’

Il clima di questi giorni, diciamocelo, sta facendo un  po’ i capricci: il sole picchia, certo, ma una simpatica aria gelida proveniente dal Nord Europa ha deciso di venire a trovarci per abbassare le temperature giusto di quei 8-10 gradi. Siamo forse tornati a fine gennaio? Veramente non esistono più le mezze stagioni? Lasciamo che il vento ci porti le risposte che cerchiamo e nel frattempo ci prepariamo una bella cioccolata calda ( o un paio di calici di vino rosso…uguale) a cui ci affidiamo per risvegliarci dal torpore primaverile. Vi abbiamo fatto venire i brividi eh? Siete corsi ad indossare sciarpa e maglione della nonna (con prurito incluso)? Bene, siete pronti allora per immergerci insieme a noi nelle oscure e gelide (appunto) profondità della musica dei My Silent Wake, pallida band proveniente dalla nebbiosa Inghilterra. Il loro mortale mix di doom, gothic e death metal ci rimanda a gruppi come primi Paradise Lost e My Dying Bride, giusto per fare due nomi appena conosciuti. Va detto però che ‘Damnatio Memoriae’ – reissue dell’album uscito già nel 2015 ed arricchito da tre vecchie songs ora infarcite di sulfuree tastiere – gode di alcuni momenti di originalità mica male, dove fanno capolino la psichedelia dei Pink Floyd (altro gruppo appartenente all’underground inglese) e passaggi al limite dell’heavy. Proprio grazie a questa sua ultima caratteristica, ‘Damnatio Memoriae’ si dimostra essere un lavoro accessibile anche a chi non è un patito del doom metal più funereo e claustrofobico. Le canzoni più lunghe come ‘The Empty Unknown’ e ‘Black Oil’ scorrono via belle lisce, senza accartocciarsi su sé stesse come spesso capita ad altre loro colleghe in questo genere. Come l’aria gelida a cui abbiamo accennato in fase di introduzione, i My Silent Wake “sferzeranno” il vostro viso con le loro infernali atmosfere, ma badate bene che l’alone di disperazione e malinconia che li accompagna difficilmente se ne andrà dalla vostra nera anima e dalle vostre membra.

Tracklist:
01. Of Fury
02. Highwire
03. Now It Destroys
04. Black Oil
05. And So It Comes To An End
06. The Innocent
07. The Empty Unknown
08. Chaos Enfolds Me
09. And so it Comes To An End (with keys)
10. Now It Destroys (with keys)
11. Of Fury (with keys)

Line-up:
Ian Arkley – voce, chitarra, tastiere
Addam Westlake – basso
Gareth Arlett – batteria
Greg Chandler – tastiere, voce
Martin Bowes – synth in ‘Black Oil’ e ‘The Empty Unknown’

 

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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