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MURDER ANGELS – ‘Murder Angels’

Dalla sempre prolifica scena underground ellenica, giungono all’esordio sulla lunga distanza anche gli heavy-speed metallers Murder Angels. Troppo palese l’origine del monicker per ogni metallaro italiano che si rispetti, vero? Il cd eponimo che arremba dal nostro stereo, succede al primo demo della band, targato 2014. Dopo vari cambi di line up e numerosi live in casa – di supporto a Flotsam & Jetsam ed a molti altre grosse band – viene stampato a fine 2016 con il quintetto definitivo. Appena visti all’opera di supporto ai mai troppo osannati Helstar, i Murder Angels colpiscono piacevolmente per la miscela di speed metal (vedi la tirata ‘Unleash’) ed heavy classico, merito della vena meno aggressiva del ritmico Vaggelis Delkos. Nove brani che scorrono senza intoppi per un prodotto non così scontato come tanti potrebbero pensare. Unire la foga e la melodia dei primissimi Maiden con qualcosa dello speed a stelle e strisce (Nasty Savage, ad esempio), non è cosa semplice, soprattutto se il disco in questione appassiona vieppiù ad ogni ascolto. La registrazione ‘naturale’, permette ugualmente di apprezzare ogni strumento, come il basso del gioviale DImitris Evaggelopoulos: non lascia indifferenti l’assalto frontale e lo stacco rallentato, a metà canzone di ‘Ways Of Sin’: in caso questo accada, sappiate di avere un cuore di pietra! Aggiustate quelle che sono sicuramente pecche dovute alla poca esperienza, come alcune linee vocali non proprio efficaci dello screamer Tolis Mekras, il quintetto da Larissa potrà senza dubbio riservarci qualche sorpresa in futuro. Per intanto, promossi al primo esame: gli Angeli Assassini hanno già mietuto almeno una vittima!

Tracklist:
01. Black Lightning
02. Fire And Axe
03. Unleash
04. Face The Master
05. Ways Of Sin
06. The Chapel
07. Haunted By Darkness
08. Bloodfields

Line Up:
Tolis ‘Ughh’ Mekras – voce.
Tziou Dragojevic – chitarra.
Vaggelis Delkos – chitarra.
Dimitris Evaggelopoulos – basso.
Michalis Zounarakis – batteria.

Editor's Rating

Alessio Aondio

Alessio Aondio

Classe ’83, come Agassi la folta chioma mi ha abbandonato troppo presto, comunque, che sia Hard, Heavy, Epic, Doom, US Metal, Thrash o Speed, basta che non manchi personalità e qualità. Esigente? Non così tanto dai, la Musica è un piacere, se non è buona che piacere è? Al bando scontatezza e mediocrità, il look non conta se manca la sostanza (Metal Church docet!), meno male che in giro ce n'è sempre parecchia: mai giudicare dal logo in copertina, che siano le orecchie a decidere

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