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MR. BIG – Nothing Bad (About Feeling Good)

Proprio in questi giorni che precedono l’uscita del nuovo album dei Mr. Big (qui, la nostra recensione), abbiamo avuto la bella occasione di scambiare due chiacchiere con Paul Gilbert sulla nona fatica in studio del gruppo e sulle novità che gravitano, è proprio il caso di dirlo, intorno a questa band. Musicista raffinato, dotato di sconfinato talento, Gilbert sul palco sembra sempre immerso nel suo mondo fatto di note e nonostante la sua fama di gentiluomo affabile e disponibile, è con un po’ di emozione che lo vediamo comparire sullo schermo del computer, con le sue inseparabili cuffie. Emozione subito dissipata da un artista perfettamente a suo agio, divertito e rilassato, che non si risparmia sulle risposte e che insiste perché l’intervista sia condotta in video, in modo da poter vedere in faccia il suo interlocutore. Che l’interlocutore fosse praticamente in pigiama e in via di scioglimento cutaneo per i mille gradi centigradi della Capitale, è un’altra storia che non vi racconteremo qui. Ma Paul Gilbert si è divertito molto e noi con lui, quindi ora tocca a voi.
Benvenuto a Loud and Proud, Paul… finalmente possiamo fare questa chiacchierata insieme proprio alla vigilia dell’uscita di ‘Defying Gravity’, disco di cui mi sono innamorata fin dal primo ascolto! Ma partiamo proprio dall’inizio della storia: parlaci di questi famosi sei giorni chiusi in uno studio di Los Angeles a registrare l’album, come sono andati?
Hey Fabiana! Wow, io sto benissimo e ora ancora meglio dopo le tue parole! Allora, su quei sei giorni… è tutto il tempo che sapevamo di poter avere a disposizione tutti insieme in studio, compreso il nostro produttore. Abbiamo pensato “Oh ma daì, proviamoci! Stiamo a vedere se funziona!” e devo dire che mi sembra abbia funzionato alla grande! Eravamo naturalmente preparati, avevamo già scritto quasi tutta la musica e io avevo già curato molto le mie parti per conto mio. Ma vedi, l’importante era arrivare in studio con un’idea precisa di che cosa avevamo intenzione di fare, questo era l’essenziale. Ci siamo riuniti, abbiamo impiegato tutte le nostre energie, ognuno ha messo in tavola quello che aveva preparato e in sei giorni abbiamo realizzato ciò che desideravamo di più, suonare insieme! E abbiamo davvero realizzato moltissimo in quei famosi sei giorni, come hai detto tu!

Mr Big

Come mai avete richiamato il vostro storico produttore Kevin Elson (che è stato inc abina di regia per ben tre album della band, l’omonimo disco di debutto del 1989, ‘Lean Into It’ del 1991 e ‘Bump Ahead’ del 1993)? Volevate rispolverare l’atmosfera degli anni Novanta? Com’è stata l’esperienza di ritrovarvi insieme con tutta la carriera di mezzo, da ‘Bump Ahead’ a ‘Defying Gravity’?
Oh, lavorare con Kevin è sempre stata un’esperienza incredibile per me, sin dagli esordi! Mi ricordo che stavo ancora nei Racer X la prima volta che ho incontrato Kevin Elson, eravamo ad un concerto di Michael Jackson e lui era il tecnico del suono. Voglio dire… Michael Jackson! La più grande rockstar del mondo! Ero letteralmente elettrizzato all’idea di lavorare con lui e abbiamo realizzato insieme il primo album dei Mr. Big, un’esperienza durante la quale ho imparato tantissimo perché lui aveva lavorato con tantissime band già famose. E dopo tanto tempo, è stato bello tornare in studio con lui, non solo come esperienza lavorativa, ma proprio perché è una persona splendida, non è mai stressato o nervoso quando siamo in studio. Non l’ho mai visto arrabbiarsi, ha una pazienza incredibile ed è attento ad ogni minimo dettaglio: è una di quelle persone a cui importa davvero della musica. Ti faccio un esempio, c’è un pezzo sul disco che si chiama ‘Nothing Bad (About Feeling Good)’ ed è una canzone abbastanza difficile da suonare e registrare perché ha molte particolarità tecniche che si sovrappongono e in un primo momento non mi convinceva, non funzionava proprio! Allora ho pensato “Oh, lasciamola perdere!” e Kevin non ci ha pensato nemmeno un secondo, continuava a proporre soluzioni, a dire “Aspetta, proviamo così… o così”, finché non ha trovato la combinazione giusta. Quando lavori con Kevin, stai tranquillo che ogni idea avrà davvero una chance!”

Un’altra persona molto importante in studio con voi è stata Matt Starr. Come lo avete scelto per essere d’aiuto a Pat Torpey?
Il segreto è stato avere sempre e comunque la batteria all’interno del lavoro, perché Pat e Matt hanno sempre lavorato insieme come una squadra. Come sai Pat ha dei problemi di salute ed anche se gli manca la forza fisica per realizzarle, ha tutte le idee giuste e sa cos’è meglio per lo stile dei Mr. Big. Ha creato lui le parti di batteria, poi il produttore e Matt le hanno realizzate. Matt è davvero straordinario, ha capito al volo cosa volevamo da lui e non ha avuto nessun problema a lavorare in studio con noi tutto il tempo. Matt in realtà lo abbiamo coinvolto già con ‘…The Stories We Could Tell’, abbiamo anche provato ad usare programmi e midi, ma il processo era così lento… è decisamente meglio avere un vero batterista in studio, suonare insieme, ci sentiamo davvero molto meglio a lavorare così!”

Infatti una delle caratteristiche che preferisco di ‘Defyning Gravity’ è la genuinità, suonoa così fresco e diretto… e si sente quanto ti piace improvvisare! Da dove viene tanta ispirazione? Che cosa ascolti, da dove peschi tutte le tue idee?
Beh sai, molta ispirazione viene direttamente dalla musica, ma anche dalla vita di tutti i giorni. Musicalmente, amo il blues e il soul, ascolto artisti come Nina Simone, Ray Charles, BB King… penso davvero molto al blues quando suono la chitarra, ma anche alla musica con cui sono cresciuto, come Robin Trower, un chitarrista rock-blues davvero grande. Cerco sempre di fare del mio meglio, mi sento sempre un po’ come quando ero un teen-ager, penso sempre alla chitarra e poi alle lyrics e a tutto il resto. Ma vedi, ora ho cinquant’anni, sono stato sposato due volte, ho un figlio, ho avuto l’occasione di viaggiare tanto, in tutto il mondo, ho suonato davvero a lungo con questi ragazzi… tutto questo è la mia esperienza, è la vita.

Ho visto dal tuo profilo Instagram che sei interessato anche all’astronomia e alla paleontologia, scommetto che non mi hai detto tutto… prendi spunto anche dalle stelle e dalla preistoria!
(ride di gusto; ndF) Sì, mi hai scoperto! Mi interessano moltissimo la scienza e la storia! Cerco sempre di leggere, aggiornarmi, studiare tutto quello che vedo intorno a me; non è certo facile e credo che oggi possiamo imparare davvero tanto se vogliamo, abbiamo così tanti mezzi per avvicinarci alla scienza, è stupendo. Seguo sui social il CERN, la NASA, moltissime pagine interessanti e piene di notizie… magari ne capisco solo l’1%, ma trovo che sia fantastico cercare di scoprire come funziona il mondo intorno a noi! E credo che i social media possano essere un bel veicolo per la conoscenza, io ad esempio non avevo nemmeno idea che esistesse Instagram, ma in tour intorno a me tutti lo usavano e ho deciso di provare. L’ho trovato interessante dopo che ho capito come funzionava (ride ancora, ndF), non è soltanto un modo per mostrare al mondo quello che fai ogni minuto della tua vita, si può imparare molto!

Tornando a ‘Defying Gravity’, trovo che abbia un forte legame con ‘Lean Into It’ e ‘Bump Ahead’. È un cerchio che si chiuide, una fase forse? E ne inizierà un’altra?
“Uhm, caspita, sai che in questo modo non l’avevo mai considerato? È una considerazione interessante… ho capito benissimo che cosa intendi, ma non ci avevo pensato, potrebbe essere un punto di riflessione e dovrei risponderti con più calma. Ma così, posso dirti una cosa: io gli album dei Mr. Big li vedo come punti su una linea retta. So che contengono i pezzi che porterò in giro per il mondo e per me è la cosa più importante, mi entusiasmo davanti ai pezzi nuovi da suonare, non vedo proprio l’ora di portarli sul palco! Per questo non saprei se considerarlo un cerchio che si chiude, oppure ancora una linea aperta, che vuole continuare ancora e ancora, con tutta la nostra musica.

gilbert

Allora Paul noi abbiamo esaurito il tempo a nostra disposizione, vuoi aggiungere qualcosa tu o mandare un messaggio ai nostri lettori che vi aspettano in Italia?
Ma certo! Credimi se ti dico che non vedo l’ora di venire nel tuo Paese, credo che ci vedremo alla fine dell’anno (12 novembre al live Club di Trezzo d’Adda, MI, ndF). Quanto adoro l’Italia! Mi piace suonare in Europa, ma in Italia specialmente, il pubblico è sempre qualcosa di incredibile, canta ogni singola parola! Quindi abbiamo finito? Mi sono divertito! Grazie Fabiana, aspetto te e tutti gli amici di Loud and Proud in tour!

Pics by William Hames

Discografia:
Mr. Big (1989)
Lean Into It (1991)
Bump Ahead (1993)
Hey Man (1996)
Get Over It (1999)
Actual Size (2001)
What If… (2010)
…The Stories We Could Tell (2014)
Defying Gravity (2017)

Line-up:
Eric Martin – voce
Paul Gilbert – chitarra
Billy Sheehan – basso
Pat Torpey/Matt Starr – batteria

 

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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