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MOTHER NATURE – The Long Road to Rock’n’Roll

I Mother Nature ci hanno davvero convinto con il loro ‘Double Deal’, un concentrato di hard rock sanguigno e ricco di blues, perfetto per essere proposto su ogni palco di questo mondo. E’ stato naturale, dopo l’eccellente recensione del disco, andare ad approfondire il discorso con la band tarantina, decisa a riprendere con convinzione un discorso iniziato in realtà quasi venti anni fa…

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‘Double Deal’ infatti non è un esordio assoluto, ma il disco che l’ha preceduto è del 1998. Possiamo parlare di nuovo inizio?
“Sotto certi aspetti sì, perché 18 anni si sentono tutti…  Abbiamo cambiato approccio alla composizione, modo di registrare, modo di pubblicizzare, dato che il web all’epoca stava muovendo i primi passi e così via… Da un altro punto di vista ci è sembrato tutto naturale, come se non fosse passato tutto quel tempo…”

Perché una pausa tanto lunga? E perché la voglia di rimettersi in gioco ora?
“Semplicemente siamo cresciuti, cambiato città per varie esigenze, di conseguenza allontanati, avevamo vissuto quei primi 10 anni così intensamente che forse un po’ eravamo saturi, fortunatamente la saggezza degli anni ci ha fatto tornare sui nostri passi 🙂 L’incontro con la Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa (e della Gtmusic che è la casa di distribuzione) e dello Studiogaudio che ha co-prodotto il cd ha fatto il resto.”

Sono comparabili musicalmente i due lavori?
“Lo stile della band non è cambiato di molto: le chitarre, le melodie, i cori sono quelli… ‘Skin’ era naturalmente figlio degli anni 90 , ‘Double Deal’ è molto più fresco e aggiornato , ma comunque Mother Nature al 100%.”

Come sono nati i pezzi del nuovo disco’? E come nascono in genere le vostre composizioni?
“‘Double Deal’ nasce dalla voglia di ricominciare a suonare la musica dei Mothers…  Avevamo tanti riff e melodie nel “cassetto” e sarebbe stato un peccato non lavorarci su, farle crescere, arrangiarle e registrarle. Un tempo lavoravamo gomito a gomito su riff e melodie, oggi tramite le nuove tecnologie riusciamo a farlo anche a centinaia di chilometri di distanza…”

C’è tanto tanto hard rock nella vostra musica. Qualche influenza particolare da mettere in evidenza?
“Le influenze sono quelle del rock e dell’ hard rock più classico sia inglese che americano, quindi Aerosmith, Led Zeppelin ma anche Queen nell’uso dei cori. Sicuramente l’unione tra riff di matrice anni 70 e cori più freschi e melodici è il nostro marchio di fabbrica…”

I vostri brani hanno una forte anima live. Quanto conta questo aspetto nella vostra musica?
“Conta tantissimo, ma ti posso assicurare che queste canzoni anche se possono sembrare semplici, non lo sono per nulla da fare dal vivo, vista la mole di chitarre e di cori che usiamo. Naturalmente dal vivo andiamo assolutamente live, preferiamo farci aiutare da un altro chitarrista e non andare con basi o diavolerie del genere che toglierebbero tutta l’anima (e quindi il blues) all’esibizione…”

Riuscite a suonare spesso dal vivo?
“Il disco è uscito alla fine di giugno. Per ora abbiamo solamente fatto la presentazione del disco qui a Taranto (la nostra città), ma stiamo organizzando altre date in giro per l’Italia.”

Suonate molto “internazionali”, senza per forza fare riferimento a una scena o all’altra. Avete avuto finora qualche riscontro da fuori Italia?
“Ancora no. Con il precedente album era più difficile uscire fuori dai confini nazionali, vedremo con questo… Certo, sappiamo benissimo che la concorrenza fuori dall’Italia è tutta un’altra cosa, ma cercheremo di giocarcela. 😉”

Il disco è accompagnato dallo splendido artwork di Enzo Rizzi, ancora una volta assolutamente calzante. Quanto conta presentarsi “bene”?
“Enzo è un grande! Ha disegnato tutte quante le cover dei nostri demo, realizzato il logo della band, ed è stato naturale chiedergli di disegnare anche la cover di questo nuovo album. Oggi è assolutamente importante sapersi presentare come si deve, e non penso solamente all’artwork della copertina, ma anche ai live ed alle foto di presentazione… Ma, anche se può sembrare scontato dirlo, alla fine è la musica quella che conta…”

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Discografia
Skin (1998)
Double Deal (2017)

Line-up:
Wlady Rizzi – voce, armonica
Luca Nappo – chitarra
Francesco Candelli – basso
Francesco Amati – batteria

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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