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MORPHESIA – ‘I Forever End’

Si può fare black metal in California? Pensate, amici miei, che sia possibile essere ispirati dalla baia di San Diego quanto dai fiordi norvegesi? Credete sia possibile che Zombie Thirteen (il polistrumentista alter ego di questo progetto chiamato Morphesia) si sdrai su una spiaggia, al tramonto, e guardando il sole riflettersi sull’oceano Pacifico possa essere ispirato e spinto a comporre fredde, gelide e taglienti malinconiche note? I più integralisti di voi risponderanno in modo perentorio: no. I più open-mind di voi si prodigheranno in esempio, in pindarici voli esplicativi dove spiegherete (a ragione) di come il black metal sia passato da elemento puro, ancestrale, naturale, a semplice influenza ed ingrediente. Questa one-man band suona un qualcosa che black metal non è, o meglio… suona ciò che (sdoganato da band come gli Alcest) è diventato “black gaze”. Quorthon, Euronymous, Jon Nödtveid e Dead (e molti altri scomparsi, non ultimo Martin Eric Ain, R.I.P.) si staranno rivoltando nella tomba, penseranno i sopra citati blackster esageratamente true. Il problema di questo disco non è il genere (che ci ha regalato diversi piccoli gioielli), ma la qualità. Non che sia brutto, ma semplicemente nell’attuale affollatissimo panorama musicale, un disco del genere non ha ragione di esistere. Non propone nulla di nuovo e sopratutto non propone nulla di qualitativamente elevato. Una successione interminabile di accordi (‘The Moon’), sporadici tremolo picking a ricordare la provenienza musicale (‘Within’) e sopratutto tanti rallentamenti atti a creare un climax di gelida tristezza e malinconia. Non ci siamo. Nonostante molte idee siano oggettivamente valide (sopratutto le linee melodiche della chitarra solista e un ottimo screaming), gli arrangiamenti annoiano, le buone intuizioni vengono diluite in mezzo a tanta mediocrità. Focalizzare meglio le idee please; il confine tra malinconia e ‘Malinconoia’ (Marco Masini, Tobia Music/Dischi Ricordi, 1991) è talvolta davvero labile.

Tracklist:
01. Through The Forest
02. Towards The Sea
03. Underneath
04. The Moon
05. Within
06. Shadows
07. I
08. Forever
09. End
10. At Last

Line-up:
Zombie Thirteen – voce, tutti gli strumenti

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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