Loud Reports

METALITALIA.COM FESTIVAL – Il report del festival @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (Mi) – 10.09.2016

10 Settembre 2016 è questa la data della quinta edizione del Metalitalia.com Fest. Il festival svoltosi nelle precedenti quattro edizioni sempre nel mese di maggio quest’anno vira al mese di settembre per la prima volta, sempre la stessa invece la location ovvero il Live Club di Trezzo sull’Adda. Arrivati sul presto, i cancelli erano ancora serrati e c’erano appena una decina di metalheads. Entrati alle 14.30 ci dirigiamo nell’area esterna, dove troviamo la zona adibita al meet & greet: vediamo formarsi una composta fila di fans in attesa di incontrare la band headliner della giornata: i SODOM.
Ad aprire le danze sono gli ELECTROCUTION, death metal band emiliana. Nati a Bologna nel 1990, aprirono a band leggendarie come Death e Carcas, partecipando al Monsters Of Rock del 1994 tenutosi a Firenze. Scioltisi nel 1996 e riunitisi in pianta stabile solo due anni fa, salgono sul palco del Metaitalia per far ascoltare ai presenti nuovi pezzi tratti dall’album ‘Metaphisyncarnation’, ultima fatica della band. Spicca la prestazione della new entry Vellacifer alla batteria, il pubblico inizia a scaldarsi e parte qualche headbanging. Interessante l’esecuzione della cover ‘Flattering Of Emotions’ dei Death, band alla quale gli emiliani si sono inspirati in passato durante la loro parentesi technical death. Durante il concerto il cantante Mick Montaguti annuncia l’addio del chitarrista Gabriele Lazzerini, impegnato con altri progetti musicali. Nel complesso, una prestazione piu’ che soddisfacente: questo festival si apre nel migliore dei modi!

Seconda band a salire sul palco i DISTRUZIONE, conterranei della band precedente, per la precisione di Parma, sono un’altra storica band underground nostrana. Formati nel primi anni ’90 e con all’attivo lo storico Ep ‘Olocausto Cerebrale’ ed altri quattro full-lenght, i Distruzione hanno come caratteristica i testi in Italiano. Dopo una pausa durata 10 anni, tornano sulla scena presentando l’ultimo lavoro omonimo ’Distruzione’ uscito nel 2015 per la Jolly Roger Records. Il loro è un death metal diverso da quello proposto dagli Electrocution: si sente durante la loro esibizione una contaminazione thrash che tanto ricorda i primi Sepultura. La scelta dell’esecuzione dei brani è a ritroso… si parte infatti con ‘Il Signore Delle Mosche’ e ‘Stultifera Navis’, tratti dall’ultimo full-lenght omonimo, per poi passare a suonare pezzi dei loro lavori passati in ordine cronologicamente inverso, ovvero: ’Pianeta Dissolvenza’ e ‘Il Dolore Della Fine’ tratti da ‘Pianeta Dissolvenza’, ’Ossessioni Funebri’ e ’Senza Futuro’ tratti da ‘Endogena’… infine arriva ’Neoplasma’ tratto da ‘Olocausto Cerebrale’. Nessun estratto da ‘Malecidium’ purtroppo. Il pubblico risponde alla grande e la band ringrazia. Pollice alto per loro.

Salgono sul palco due band di spicco della scena metal Italiana, i CADAVERIA e i NECRODEATH che presentano il loro split-EP ‘Mondoscuro’ in una ‘One Night Only Special Show’. Lo show inizia con i Cadaveria che suonano una prima mezz’ora. Lady Cadaveria fa un ingresso ‘shock’: esce da un sacco da obitorio trasportato da due becchini. Sul palco è anche presente una scenografia gotica: candele bianche, una bara ed una carrozzina anch’esse bianche che a tratti ricordano King Diamond e la sua scenografia di ’Abigail’. Allo scadere della prima mezz’ora, dopo l’esecuzione di ‘Memento Audere Semper’ e ‘The Days Of The After And The Behind’ inizia la miscellanea con i Necrodeath: salgono infatti sul palco Pier Gonella alla chitarra e Peso alla batteria ed ecco che la mutazione dei Cadaveria in Necrodeth ha inizio. Con l’ingresso di Peso, la band esegue ‘Orgasmatron’ dei Motorhead. Pian piano i Necrodeth prendono forma, l’ultimo a salire sul palco è il frontman Flegias, ed ecco che il moshpit torna prepotentemente con i brani ’Forever Slaves’ e ’Hate and Scorn’. Con l’arrivare dello storico frontman della band sul palco viene anche srotolato dai fan uno striscione che rende omaggio ai 30 anni di carriera della band. Successivamente ritorna sul palco Lady Cadaveria la quale assieme ai Necrodeath da il via a ‘Mater Tenebrarum’. Davvero molto interessante questo special live show, unico nel suo genere.

Con i finlandesi INSOMNIUM inizia la seconda parte del festival: quella “internazionale”. Il loro death metal melodico, forse eccessivamente melodico e cadenzato, ‘’raffredda’’ il pubblico del festival che aveva ripreso a pogare sotto lo screaming di Flegias. Cambio di pubblico quindi, i fan degli Insomnium riempiono comunque le prime file a ridosso della transenna e li accolgono calorosamente. A tratti emergono durante lo sho le loro influenze doom, soprattutto nella marziale ‘While We Sleep’, secondo brano della setlist che ha generato un effetto soporifero, almeno per chi scrive. Prosegue su questa falsariga un set di una cinquantina di minuti. Da sottolineare l’entrata a sorpresa di Mikael Stanne dei Dark Tranquillity, che ha cantato con la band ‘Weather The Storm’.

Arrivano finalmente a ‘’rianimare’’ il pubblico i DEMOLITION HAMMER, vera e propria chicca di questa edizione del Metalitalia.com Festival. Formatosi a fine anni ’80, il combo newyorkese esordisce nel 1990 con l’album ’Torture Existence’ al quale seguono altri due lavori: il più maturo ‘Epidemic Of Violence’ e il meno noto ‘Time Bomb’. La morte del batterista Vincent “Vinny Daze” Civitano, segnò in modo indelebile la band, che si sciolse nel 1996 dopo una breve carriera. Ed ecco però che dopo ben 20 anni la band americana decide di riunirsi per pochissime date europee… per questo la loro esibizione su questo palco assume ancor di più connotati clamorosi. Un plauso particolare va agli organizzatori di questo festival che sono riusciti ad averli in questa data italiana, realizzando un piccolo sogno per il sottoscritto e per tutti gli amanti del buon vecchio thrash metal anni ’80 di nicchia. Sono le ore 20.00 e i Demolition salgono sul palco esordendo con un ’Are You Ready For Violence?!!!’ che ricorda un ‘Are you ready for war?’ di Slayerana memoria prima di ’War Esemple’: il preludio di un pogo assassino, violento e massacrante. Massacro, ecco questa è la parola giusta da usare, lo show dei Demolition Hammer è stato un vero e proprio massacro, la qualita’ raggiunge i livelli piu’ alti, sono loro i veri protagonisti di questo festival. I metalheads sembrano molle impazzite nel moshpit e non mancano ovviamente nemmeno i crowd surfing e i circle pit ai quali partecipano anche alcune ragazze coraggiose. L’odio, la violenza e la potenza raggiungono il picco nei pezzi storici ‘Infectious Hospital Waste’, ’Skull Fracturing Nightmare’ e ‘44 Caliber Brain Surgery’… quest’ultimo, pezzo di chiusura di uno show a dir poco totale dal quale parecchi fans escono con gli occhi sgranati e magari con qualche livido in più. Emozionante il momento nel quale il frontman Steve Reynolds ricorda il compianto Vinny Daze.

E’ la volta della penultima band di questo festival, nuovo cambio di pubblico in transenna, vanno via i thrasher old school ed arriva un pubblico decisamente piu’ giovane… soprattutto ad aumentare è la compagine femminile: è l’ora dei DARK TRANQUILLITY! Gli svedesi calcano nuovamente un palco italiano, dopo svariate apparizioni anche nel Sud Italia. I suoni decisamente non buoni durante l’intero show penalizzano una band che già rientra con difficoltà nelle corde del sottoscritto… la band svedese inoltre sale sul palco in ritardo e chiude il concerto in anticipo rispetto alle tempistiche predefinite. Poco spazio per i pezzi piu’ attempati e troppo spazio ai pezzi nuovi, il che significa meno ‘’cattiveria’’ e più materiale melenso. Non viene eseguito tra l’altro neanche un pezzo di ‘Atoma’ nuovo lavoro della band: il frontman Mikael Stanne dice che preferisce perfezionare i pezzi prima di presentarli al pubblico in sede live. Molto simpatica la maglietta del Birrificio Di Lambrate indossata da Stanne, ricordo della serata precedente passata a bere proprio in quel di Lambrate.

Ultima band ad esibirsi sono i giganteschi SODOM. Nati nel 1981 a Gelsenkirchen per volere del bassista Thomas Such e del cantante/chitarrista Frank Testegen – meglio conosciuti rispettivamente come Tom Angelripper ed Aggressor – iniziano a farsi conoscere con due demo ed un EP ‘In the Sign of Evil’, preludio del primo full-lenght ‘Obsessed By Cruelty’. Dopo una serie di cambiamenti di line-up fù fondamentale l’ingresso di Frank ’Blackfire’ Gosdzik il quale causo’ un totale cambiamento di genere. Mentre nei primi lavori è chiaro lo stampo black metal a connotazione satanista per testi e musica, ora i Sodom virano totalmente al thrash metal, dedicandosi a temi sociali. In particolar modo la scelta della guerra, risultò azzeccata. D’altronde i Sodom sono considerati un caposaldo del thrash teutonico, che assieme a Kreator, Destruction e Tankard rappresentano il ‘’Big Teutonic Four’’: ideale antagonista di quello versione Bay Area. Sono le 23.30 e finalmente i Nostri salgono sul palco… primo pezzo: ’In Retribution’ tratto dall’ultimo full-lenght ’Decision Day’. Purtroppo ci sono problemi tecnici ed il basso salta: ciò nonostante Tom continua a suonare in puro stire “air bass”, confermando l’ironia che lo contraddistingue. Risolti i problemi tecnici è l’ora del secondo pezzo ‘In War and Pieces’… il pubblico si scalda sempre più con i successivi ‘Sodoming And Lust’, ’Surfing Bird/The Saw Is The Law’ e ‘Outbreak Of Evil’, tant’è che le “litanie” di Dark Tranquillity diventano un vecchio ricordo. Ma è con i grandissimi classici successivi che si scatena l’inferno, ovvero ‘M-16’ e ‘Agent Orange’. Di grandissimo tiro anche ‘Tired And Red’ e ‘City Of God’, che vengono preceduti da un momento catartico: Tom Angelripper posiziona l’asta del microfono ed il microfono in una “configurazione” tipica che tutto il popolo metal conosce… l’attacco di chitarra, basso e batteria in 4/4 è inconfondibile: ‘Iron Fist’ dei Motorhead si materializza nel Live Club! Ovviamente è l’inferno sotto palco. I giganti teutonici chiudono in bellezza con ‘Remember The Fallen’ e ‘Ausgebombt’… salutano, ringraziano e vanno via lasciando nella mente di tutti i presenti un live strepitoso.

Un plauso particolare – da parte di chi scrive – va a tutto lo staff del festival, impeccabile soprattutto nell’area esterna, adibita ai meet & greet. In una realtà attuale, è ormai impossibile incontrare un’artista per farsi firmare un disco e scattare una foto, se non pagando cifre a volte assurde: al Metalitalia.com Festival questa cosa riprovevole è stata abolita. E comunque nel complesso, un’organizzazione pressochè perfetta. Bravissimi! See u in 2017!

Foto di Luca Bernasconi

Valerio Latartara

Valerio Latartara

Nato a Taranto il 22/07/1981, professione infermiere e appassionato di cinema e rock, hard rock e metal vecchia scuola anni '70/'80. Generi preferiti: Rock anni '70, NWOBHM, Speed e Thrash metal. Purtroppo on the road solo dal 2005... anno in cui - laureatomi e trovato un lavoro stabile - raggiungo l'indipendenza economica. Ho cercato di recuperare gli anni persi andando a centinaia di concerti locali, nel resto dell'Italia e all'estero: acquisendo così esperienza e recuperando gli anni persi. Festival preferiti: Keep It True, Rock Fest Barcellona, Bang Your Head!

Post precedente

UNLEASH THE POWER FESTIVAL - I dettagli dell'evento

Post successivo

GLENN HUGHES - Guarda il video di 'Heavy'