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MEAT LOAF – L’ultimo disco?

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L’ultima intervista che ho fatto a Meat Loaf è stata nel 2012, per Metal Maniac. Ricordo poche per fermarlo bisognava urlare: un fiume in piena che partiva a spron battuto e non si fermava… rischiavi che desse due sole risposte in tutta l’intervista.
Questa volta, sembrava di parlare con una persona molto stanca ma anche poco lucida. O che per lo meno pensava talmente tanto alle risposte da dare dal far credere che fosse caduta la linea. L’occasione di questa chiacchierata è l’uscita – ormai imminente – di ‘Braver Than We Are’, tredicesimo disco in studio per il cantante americano nonché il quarto a portare la dicitura all songs by Jim Steinman.

Ciao Michael. Come stai oggi?
“È da quando avevo quattro anni che tutti mi chiamano Meat…”

Ok. Ciao Meat, come stai oggi?
“Sono un po’ stanco, perché faccio interviste da questa mattina. Meno male che questa è l’ultima della giornata perché la gola mi sta uccidendo”.

Ci hai fatto prendere un bello spavento in Canada, lo scorso giugno…
“Posso dirti che neanche io mi sono divertito! Sono stato dieci ore in ospedale!”

Braver Than We Are’ è il primo disco in cui sei in copertina con Jim…Meat-loaf-Braver Than We Are
“Già. Fronteggiamo i quattro cavalieri dell’apocalisse, che rappresentano i discografici e l’industria musicale in genere. Davanti a loro noi due, che li abbiamo combattuti per tutta la vita. Tutto quello che abbiamo fatto è stata una battaglia. Solo per far accettare “Bat Out Oh Hell” ci è voluto un anno di duro lavoro. Dieci, undici mesi di passione solo per convincerli ad ascoltarlo!”

Come tu e Jim avete messo assieme queste canzoni?
Siamo passati attraverso molte revisioni. Ci sono diversi pezzi che Jim aveva e non abbiamo mai usato, altri che sono stati rivisti. Abbiamo preso una direzione, scelto dove volevamo andare e le canzoni ci hanno seguito”.

Il disco è stato prodotto con Paul Cook e suonato dalla tua band live, i The Neverland Express.
Jim trova che il missaggio sia grande e anche io credo che Paul abbia fatto un egregio lavoro alla produzione, anche se Jim mette lo zampino in tutto”.

“Who Needs the Young” sembra tratta da un musical…
“Non sono d’accordo. Sono stato a Broadway, conosco la differenza, non fai nessuno di questi arrangiamenti su un palco di Broadway. Io e Jim veniamo dal teatro. Anche di “Bat Out Of Hell” dicevano che era un musical!”

Ok, allora diciamo che assomiglia a uno show teatrale di Vincent Furnier, va bene? Parlaci del primo singolo, “Going All The Way Is Just The Start”.
“Non appena è uscita è scattata la polemica. Tutti a dire che è la stessa canzone di “Dance Of The Vampires” (il remake in musical dell’omonimo film di Polanski con le musiche composte da Steinman, nda). Santo cielo, andate a vedere su Youtube, non fate la figura dei cretini sparando sentenze! Ha un arrangiamento completamente nuovo; la melodia cambia: ho dovuto cambiare tonalità altrimenti sarebbe stata troppo alta per le ragazze, due care amiche… Ellen Foley e Karla deVito che avevano registrato rispettivamente la versione in studio e quella del video di “Paradise By The Dashboard Light”. E poi le prime due strofe sono diverse. La prima strofa è addirittura tra le cose più belle che io abbia mai cantato, al pari di “For Crying Out Loud”… è piena di verità:

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Sometimes if the night and the way it seems to cry

and whisper terrifying secrets in your ear

Sometimes its the day, and the sun has got no mercy

lighting up and burning everything that’s in its way

There were times I got to run

Times I gotta hide

Things I’ve left undone

Things I’ve cast aside

So many things to try

So many things tonight

If I ever tell you the truth I swear you’ll need me

I need the truth that you would believe me

A tutti quelli a cui è piaciuta dico grazie di cuore. Per quelli che non vogliono capirla…. Non è una novità per me e Jim: state a cento metri da questo disco! Quando è uscito Bat Out of Hell” molti lo odiavano, alcuni lo odiano ancora oggi. Va bene… è un disco che si ama o si odia, per noi resta un capolavoro. In “Braver Than We Are” c’è la nostra storia, dalla prima all’ultima nota. Si ricongiunge a quello che abbiamo creato all’inizio della nostra collaborazione, nel 1973. Né io né Jim amiamo la versione tagliata per la radio. È un pezzo di undici minuti e mezzo, che va ascoltato in tutti i suoi sei movimenti per essere apprezzato appieno”.

Parlaci delle altre canzoni…
“L’ultima canzone che ha scritto Jim è “Speaking In Tongues” l’ha completamente rivista apposta per questo disco: la versione originale era apparsa sul disco “Secret Dreams And Forbidden Fire” di Bonnie Tyler. Come la successiva “Loving You’s A Dirty Job (but somebody’s gotta do it)” è cantata da Stacey Michelle, che si è presa una pausa dal tour con Kid Rock. Quando ho sentito la produzione che Jim aveva fatto per Bonnie Tyler gli ho detto che mi faceva schifo. E lui mi ha detto: ‘Sai, pensavo fosse la miglior produzione che io avessi mai fatto’. E siamo scoppiati a ridere. La mia sì che è una produzione fenomenale. Incredibile. “Souvenirs”…”

È tuo quel bell’assolo di sassofono?
“No, cazzo, mi sarebbe piaciuto ma non sono io. È David Luther. “More” è un pezzo dei Sisters Of Mercy del 1990. Poi c’è la primissima versione di quella che è poi diventata “Total Eclipse of the Heart”. Per “Train For Love” abbiamo chiesto la slide guitar di Rickey Medlocke dei Lynyrd Skynyrd. L’ultima strofa di questo disco torna alla mia prima strofa cantata, l’ho fatto apposta: per chiudere I dont even know who I am. Si chiude un ciclo”.

So che avete fatto un accordo con la Target Corporation per un’edizione speciale…
Sì, conterrà tre pezzi in più: ‘For What It’s Worth’ con ospite Stephen Stills, ‘Prize Fight Lover ‘ e la versione orchestrale di ‘I Would Do Anything For Love’ con Imelda May. Poi ci sarà l’edizione di iTunes che avrà delle versioni demo di ‘I Would Do Anything For Love’, ‘Dirty Water’, ‘Who Needs The Young’ e la radio edition si ‘Going’ mentre per Barnes and Nobles ci sarà ‘Dead Ringer For Love’ con Imelda May e un live di ‘The Giving Tree’. Infine, Amazon venderà un DVD con il dietro le quinte del making of dell’album”.

Abbiamo letto la dichiarazione di Jim – che non rilascia interviste – che hai postato su Facebook… quel ‘niente mi eccita di più che TERMINARE con un disco che a mio avviso si colloca tra i dieci migliori album di tutti i tempi’ ci lascia un po’ perplessi…

Jim Steinman e Meat Loaf
“Tutte le cose, prima o poi, finiscono. Meglio terminarle con il sorriso convinto di chi sa di aver fatto un buon lavoro”.

Prima la fine dell’anno arriverà anche il musical di Bat Out Of Hell
Sì, Jim ce l’ha fatta, finalmente e sono molto contento per lui”.

E noi? Quando potremo finalmente vederti in Italia?
“Eh… chi lo sa?”

Luca Fassina

Luca Fassina

Sono un giornalista musicale dal 1989, quando ho fatto parte della redazione che ha creato Hard! Nel 2006 ho iniziato a scrivere per Metal Maniac, dal 2012 scrivo per Classic Rock. Ho scritto la biografia dei Vanadium e curato quella della Strana Officina (Crac Edizioni). Per la Tsunami Edizioni ho scritto "On Stage, Back Stage", "100 Rock Ballad selezionate da Marco Garavelli", "Headbang '80" con P.G. Brunelli e tradotto la biografia di Marky Ramone, "Punk Rock Blitzkrieg".

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