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MASTERPLAN – ‘Pumpkings’

‘PumpKings’ non è un album di inediti dei Masterplan, ma una raccolta di brani scritti da Roland Grapow durante la sua militanza negli Helloween, tra il 1989 e il 2001. Questa discutibile decisione sembra scatenata da ragioni di opportunità commerciale piuttosto che da un impulso artistico. Roland Grapow ha voluto accodarsi al carrozzone che sta per essere montato in occasione del Pumpkins United World Tour 2017/2018 che inizierà a Ottobre, ma non essendo stato coinvolto direttamente ha deciso di omaggiare, a suo modo, gli Helloween con questo album. Roland Grapow, negli anni in cui ha fatto parte delle zucche amburghesi, ha confermato di essere un valido chitarrista e specialmente un ottimo songwriter. È un piacere ascoltare brani che erano finiti nel dimenticatoio delle set list come ‘Someone’s Crying’ e ‘Mr. Ego’ anche se avremmo fatto a meno di ricordare le cocenti delusioni provenienti degli estratti dal famigerato ‘Chameleon’. Infatti ‘Music’ e ‘Step Out Of Hell’ non convincono oggi esattamente come non convincevano nel 1993. I brani sono stati registrati in una versione sicuramente più heavy e il sapiente inserimento di parti tastieristiche li avvicina spesso allo stile dei Masterplan, facendo risultare alcune canzoni più interessanti rispetto alla versione originale. Il problema principale è però rappresentato dal Rick Altzi che pur essendo un ottimo cantante non può raggiungere le tonalità di Deris e Kiske ed è sorprendente come le difficoltà maggiori si presentino in corrispondenza dei brani del periodo Deris, ‘Still We Go’ su tutte. Un passo falso che nulla toglie all’indubbio valore dei Masterplan che attendiamo con trepidazione alle prese con un nuovo album, questa volta di inediti. Nel frattempo vado ad ascoltare ‘Masterplan’.

Tracklist:
01. The Chance
02. Someone’s Crying
03. Mankind
04. Step Out Of Hell
05. Mr. Ego
06. Still We Go
07. Escalation 666
08. The Time Of The Oath
09. Music
10. The Dark Ride
11. Take Me Home

Line-up
Rick Altzi – voce
Roland Grapow – chitarra
Jari Kainulainen – basso
Axel Mackenrott – tastiere
Kevin Kott – batteria

Editor's Rating

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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