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MASTERPLAN – Il lato oscuro delle Zucche

Roland Grapow ha saputo dare la sua personalissima impronta agli Helloween quando la band di Amburgo era ormai ridotta a un amorfo insieme di macerie all’indomani della separazione da Kai Hansen. Grapow è stato in grado di far scattare quell’entusiasmo che grazie alla frenetica personalità di Andy Deris ha permesso agli Helloween di crearsi nuovamente un’identità con ‘Master Of The Rings’ per poi riprendere la retta via verso una seconda parte di carriera che, per più di dieci anni, ha visto il chitarrista ben posizionato sul palco alla destra del líder máximo Michael Weikath. In quel periodo Roland ha fatto valere il suo ruolo di ottimo chitarrista e specialmente di eccellente songwriter, pertanto non deve destare stupore la sua scelta di voler riproporre alcuni di questi brani riregistrati dalla sua band attuale, i Masterplan. C’è qualcuno che nel nuovo ‘Pumpkings’ (qui, la nostra recensione) sente odore di minestra riscaldata al momento giusto? Giriamo l’osservazione al leader dei Masterplan senza celare una certa curiosità in merito al contenuto della risposta.
“(Roland Grapow) Una scelta commerciale? Assolutamente no, perché ho proposto questo progetto alla casa discografica ben prima che si iniziasse a parlare di reunion degli Helloween con Michael Kiske e Kai Hansen. Ho fatto parte degli Helloween per più di dieci anni e in quel periodo ho dato il mio contributo alla causa scrivendo molti brani che sono stati inclusi in sei album registrati in quel lasso temporale. Sono brani validi e importanti che secondo me hanno avuto un ruolo significativo nella crescita della band negli anni ’90. Purtroppo negli ultimi anni gli Helloween hanno totalmente ignorato queste canzoni durante i loro concerti, per cui ho pensato che fosse una cosa giusta dare loro una seconda possibilità e così li abbiamo registrati con i Masterplan, aggiungendo degli arrangiamenti che sono più in linea con lo stile della band, donando loro una certa oscurità che non era presente nelle versioni originali.”

Mi pare però che la scelta di pubblicare un album di questo tipo pochi mesi prima del Pumpkins United World Tour vi abbia messo in una posizione difficile davanti agli occhi dei fan …
“Avevamo previsto di pubblicare l’album in tempi non sospetti, ma l’intensa attività dal vivo dei Masterplan, con particolare riferimento al concerto tenuto al Loudpark in Giappone, e i miei molteplici impegni come produttore non ci hanno permesso di rispettare tutte le scadenze e quindi la pubblicazione è stata rimandata di circa un anno.”

Immagino che non sia stato facile per Rick Altzi fronteggiare i picchi di Kiske o le distorsioni di Andi Deris.
“Non c’è mai stata l’intenzione di creare un duello virtuale tra Rick e chi aveva originariamente cantato i brani ai tempi degli Helloween. ‘PumpKings’ contiene delle versioni riregistrate che non devono necessariamente essere confrontate alle versioni originali, ma sono l’attuale interpretazione di brani scritti da me tanti anni fa. Il problema è che se tendi a lasciare tutti i passaggi invariati, i fan sono portati a fare paragoni e se cambi troppe cose i fan si lamentano per una mancanza di rispetto verso il passato. Posso solo ribadire che pensavo fosse più facile realizzare un simile album. Credo comunque che Rick abbia fatto un ottimo lavoro e sono certo che i fan dei Masterplan saranno soddisfatti della sua performance.”

Sono fermamente convinto del fatto che alcuni tra i brani che hai composto siano molto vicini, a livello stilistico e melodico, ai picchi qualitativi raggiunti in occasione dei due ‘Keeper Of The Seven Keys’.
“Quando Weikath mi chiamò per entrare nella band dopo l’uscita di Kai Hansen, mi trovai immediatamente catapultato in un tour mondiale e in quel periodo mi fu possibile studiare le caratteristiche dei brani più apprezzati dai fan. Quando arrivò il momento di scrivere i brani per ‘Pink Bubbles Go Ape’ cercai di seguire proprio quella strada e in questo modo nacquero canzoni come ‘The Chance’ e ‘Someone’s Crying’. Chris Tsangarides, che si occupò della produzione dell’album, dice sempre che l’idea originale prevedeva la creazione della terza parte dei Keepers, ma c’erano solo tre canzoni veramente power metal, le mie!”

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Hai citato in precedenza i tuoi molteplici impegni in qualità di produttore, senza contare la gestione dell’attività dei Masterplan: si può dire che una della cause per cui hai deciso di pubblicare quest’album era che non avevi il tempo materiale per creare della nuova musica per i Masterplan?
“In realtà la situazione è un po’ più complessa. Quando ci siamo seduti attorno a un tavolo con gli amici della AFM Records dopo la pubblicazione di ‘Novum Initium’ per il prolungamento del contratto, ci è stato proposto un rinnovo per un solo album con un fee molto più basso rispetto al passato. Purtroppo l’industria discografica è in perenne crisi a causa del download illegale e i primi a subirne le conseguenze sono proprio i musicisti. Si è soliti dire che ‘Chameleon’ è stato l’album peggiore degli Helloween, ma ha venduto 500.000 copie. Oggi con 25.000 copie si ottiene il disco d’oro! Ho fatto una controproposta che consisteva nel mantenere il fee al livello precedente a fronte di un contratto per tre album. Due sono già usciti (l’album dal vivo ‘Keep Your Dream aLive’ e ‘PumpKings’) mentre il prossimo che dovrebbe vedere la luce entro la metà del 2018 sarà composto interamente da inediti. È ancora troppo presto per darti delle indicazioni sui contenuti, ma cerchiamo di muoverci nella direzione del nostro primo album, per cui ci saranno dei brani relativamente più potenti e melodie avvincenti ma mai banali.”

Credo che Rick abbia fatto un ottimo lavoro in ‘PumpKings’, specialmente perché ha dovuto arrabattarsi su tonalità diverse dalle sue, ma se domani sentissi bussare la porta di casa e ti trovassi davanti a Jörn Lande, pronto a rientrare nelle band, come reagiresti?
“Ah ah ah, ho incontrato Jörn alcune volte negli ultimi anni e voglio sottolineare che siamo ancora buoni amici. In un’occasione ho avuto la possibilità di domandargli perché non avesse mai risposto alle mie telefonate e ai miei messaggi nei quali gli chiedevo quando avrebbe iniziato a cantare le sue parti su ‘Novum Initium’. Mi ha risposto che all’epoca era molto impegnato con Avantasia ma che in sostanza non aveva mai lasciato la band, per cui ufficialmente si considera ancora un membro dei Masterplan! Nella vita non sai mai cosa ti riserverà il futuro. Jörn è ancora un grande amico e lo ammiro molto come cantante, ma con Rick viviamo in un mondo di stabilità, che forse è un aspetto più importante rispetto all’amicizia nella gestione della band. Non escludo che nel prossimo album ci siano delle parti riservate ad alcuni ospiti e mi piacerebbe che Jörn potesse dare il suo contributo. Forse canterò anch’io in qualche canzone.”

Cambierebbe qulacosa se al posto di Jörn trovassi sull’uscio di casa Mike Di Meo?
“In tal caso ne sarei veramente stupito! Purtroppo ho completamente perso i contatti con Mike e da quando non fa più parte della band credo di averlo sentito solo una volta.”

So che avete recentemente suonato al famoso festival spagnolo Leyendas del Rock: come vi siete trovati?
“È stata un’ottima esperienza. A dire il vero non ci eravamo fatti troppe illusioni perché siamo arrivati al Leyendas con una formazione rimaneggiata a causa dell’assenza del nostro tastierista Axel Mackenrott e inoltre non avevamo nuova musica da proporre nella set list. Come se non bastasse suonavamo in contemporanea a quel gruppo canadese molto famoso … ah già, gli Arch Enemy, per cui pensavamo di trovare davanti al palco solo pochi fan,  invece c’era già tanta gente fin dall’inizio. Puoi avere tutta l’esperienza del mondo, ma è difficile risultare insensibili quando si resta così sorpresi. Credo sia stato uno dei migliori show degli ultimi anni, davanti ad almeno 1500 persone che cantavano le nostre canzoni. È stata una grandissima esperienza.”

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A proposito di esibizioni live: che idea ti sei fatto del Pumpkins United World Tour di cui abbiamo parlato in precedenza? Se ne avessi avuto la possibilità, ti sarebbe piaciuto farne parte?
“Quando la reunion è stata ufficializzata ho ricevuto una chiamata di Uli Kusch il quale si chiedeva per quale ragione non eravamo stati coinvolti anche noi due. Ora posso darti la stessa risposta che ho dato a Uli, probabilmente non gli stiamo simpatici, ah ah ah! Negli ultimi tre anni ho incontrato un paio di volte Andi e Weiki e credo veramente di avere con loro una buona relazione, perché abbiamo parlato di aspetti delle nostre vite private, della loro esperienza a Tenerife, dove vivono, senza andare a rivangare i problemi del passato o senza chiedere loro di far parte della reunion. Se non mi hanno chiamato è perché non volevano farlo e non occorre aggiungere altro. Ovviamente mi sarebbe piaciuto farne parte, ma non posso cambiare il corso delle cose per cui non vale la pena pensarci troppo. Il problema è che chi fa parte di questa reunion deve sospendere la propria attività con la propria band. Pensa ai Gamma Ray: sono fermi a tempo indeterminato! Lo stesso vale per gli Unisonic e Kiske non ha partecipato agli ultimi concerti di Avantasia. Non so se avrei sospeso la carriera dei Masterplan solo per la reunion…”

Immagino che tu sappia molto più di quello che vuoi dire a proposito dei contrasti all’interno degli Helloween, prima e dopo il tuo ingresso nella band. Ti saresti mai aspettato di rivedere Kai e Michael a fianco di Markus e Weiki?
“Quando ci sono delle valide ragioni il passato si può dimenticare, anche perché si parla di problemi nati quasi 25 anni fa. La vita è corta ed è meglio cercare di viverla sempre al top, anche perché la vita da musicista non è più com’era venti o più anni fa.”

Vorrei continuare la discussione sulle tue partecipazioni eccellenti per chiederti per quale ragione sei uscito dai Serious Black, band che avevi formato assieme a Mario Lochert nel 2013.
“Conosco Mario da tantissimi anni perché ha lavorato con noi come tecnico del suono durante parecchi tour. Tutto è nato da una sua idea di creare una band coinvolgendo anche Thomen Stauch, l’ex batterista dei Blind Guardian. L’idea di lavorare con lui e con un cantante che ammiravo molto come Urban Breed mi piaceva, e così ho accettato con piacere la sua proposta. Abbiamo scritto della buona musica e sono soddisfatto del materiale che è andato a finire su ‘As Daylight Breaks’. I problemi si sono presentati quando abbiamo iniziato a parlare del tour, perché i piani prevedevano un periodo minimo di sei settimane in giro per l’Europa con gli Hammerfall. All’epoca stavo lavorando alla produzione di alcuni gruppi e non avrei mai potuto allontanarmi per sei settimane dal mio studio di registrazione. Alla fine rinunciai al tour e chiamarono Bob Katsionis dei Firewind per sostituirmi.”

Cosa puoi raccontarci in merito al lavoro di produttore nei tuoi studi di Zvolenska Slatina in Slovacchia? C’è qualche band che puoi suggerire ai lettori di Loud And Proud?
“L’ultima band con cui ho lavorato sono gli Eagleheart e secondo me hanno ottime potenzialità. Il loro chitarrista suona con me nei Kreyson, una band che a livello di fama, in Repubblica Ceca, può essere paragonata agli Scorpions, essendo sulle scene dalla fine degli anni ‘70. Non ho ancora potuto ascoltare la versione finale di ‘Dreamtherapy’ perché da me hanno registrato solo le chitarre e le parti vocali. Ho anche cantato su una canzone che è stata usata come bonus track, ma non ho ancora avuto modo di ascoltarla. Credo comunque che la band con il maggior talento con cui ho avuto la fortuna di lavorare in questi ultimi anni siano gli spagnoli Lords Of Black che secondo me possono puntare a traguardi veramente molto importanti. ”

Roland, toglimi una curiosità: per quale ragione un tedesco del profondo nord decide di trasferirsi in Slovacchia?
“A volte nella vita si verificano delle circostanze che ti portano a chiudere dei capitoli della vita per aprirne degli altri. È capitato anche a me e così ho scelto di andarmene da Amburgo. Ho cercato un posto in cui i costi per costruire un nuovo studio di registrazione non fossero altissimi e ho trovato questa vecchia casa qui in Slovacchia e i costi per il restauro sono stati veramente contenuti. In questo periodo sto valutando assieme a mia moglie la possibilità di fare un altro spostamento e stiamo valutando quali sarebbero i posti in cui ci piacerebbe andare a vivere. Non credo di tornare in Germania perché ormai ho perso le persone cui ero più legato. La tua casa si trova nel posto in cui ti trovi bene e questo luogo può essere ovunque. Tu hai qualche posto da consigliarmi in Italia?”

Discografia:
Masterplan (2003)
Aeronautics (2005)
MK II (2007)
Time to Be King (2010)
Novum Initium (2013)
Keep Your Dream aLive (2015)
PumpKings (2017)

Line-up:
Rick Altzi – voce
Roland Grapow – chitarra
Axel Mackenrott – tastiere
Jari Kainulainen – basso
Kevin Kott – batteria

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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