Needful Things

MASD RECORDS – A new, human, music label was born

In un mondo musicale saturo di label discografiche, minori o major che siano, si sta perdendo di vista ciò che più conta: l’artista. Da poche settimane è nata una nuova realtà, tutta toscana, che promette un’assistenza completa e diretta ai propri musicisti, questo grazie alla grande esperienza in questo settore delle persone che lavorano al suo interno. Per farci illustrare meglio questa nuova società, abbiamo incontrato colei che tira le fila nella MASD Records: Chiara Rovesti.
Ciao Chiara e benvenuta sulle pagine digitali di Loud and Proud. Cosa può offrire di diverso dalle altre etichette la neonata MASD Records?
“(Chiara Rovesti) Buongiorno a tutti, occorre anzitutto fare un poco di chiarezza in quanto in pochi hanno ben capito le mie modalità di lavoro e l’approccio futuristico che ho voluto lanciare in questo anno di esperienza in campo diretto. MASD RECORDS sta per Music Art Sound Design e si tratta della fusione di una etichetta già esistente la torinese Last Sound Design, che si occupa principalmente di vinile, col mio ufficio stampa Cr.Art.Music.Lab. Nella mia esperienza ultra decennale nella scena underground, mi sono resa conto che quello che mancava realmente alle agenzie di comunicazione era proprio la COMUNICAZIONE, inteso come termine letterale. Mancavano le basi per creare prima di tutto un rapporto UMANO con le bands, un rapporto tra manager e ragazzi, uomini e donne che va oltre all’aspetto del denaro e del guadagno, che di per sè, dal mio punto viene visto come una sorta di introito veramente bassissimo. In questo anno di lavoro con l’agenzia di ufficio stampa, ho avuto modo di capire ancora meglio che le band hanno URGENTE BISOGNO di questo supporto umano, che purtroppo negli ultimi anni è venuto a mancare. Così nasce l’etichetta per dare loro ancora più risalto e per coprire un’ esigenza che le band hanno bisogno, una volta che devono pubblicare un disco. Le insidie del mondo discografico sono molteplici e difficilissime da interpretare e da scalare. In questo modo ho dato ancora di più sicurezza alle band che sono nel mio roster – circa una trentina – offrendo TUTTO il supporto di cui hanno bisogno, da quello psicologico a quello stilistico, fino al seguire passo dopo passo – come se fossi la loro ombra – l’uscita del disco, per poi promuoverlo in tutte le sue forme. Vanno seguiti, come se fossero miei figli, in tutte le tappe necessarie per una buona promozione di un prodotto finito come il disco. Le bands che vengono nella mia etichetta avranno a disposizione un team vero e proprio che li seguirà passo dopo passo: hanno numerosi pacchetti a disposizione e tutti i servizi che offre una label. Noi NON vogliano nessun tipo di introito dal guadagno di una band del proprio merchandising e curiamo tutto l’aspetto SIAE insieme a loro.”

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A chi aprite le porte? Mi spiego: esistono diverse etichette come Metal On Metal o Cruz Del Sur che trattano band dalle sonorità tradizionali. Vi sentite vicini a queste realtà?
“Essendo il primo anno devo ancora capire e ci sono sempre molte cose da imparare: la strada è lunga e ancora tortuosa. In ogni caso, al momento siamo aperti più o meno a tutti, certamente con un’attenta valutazione e selezione. Non ho mai apprezzato la chiusura mentale dei generi musicali, mi piace l’idea di avere una gamma di scelta piuttosto ampia e non mi piace fossilizzarmi solo su un genere in particolare. Una nuova Azienda deve crescere e deve migliorare costantemente oltre a ricercare e creare sempre novità, fermarsi su una sola tipologia di prodotto non porta a nulla di costruttivo.”

Stampate anche in vinile. Questo supporto, che fino ad una decina d’anni fa era quasi scomparso, è tornato prepotentemente in auge. Il tuo pensiero a riguardo…
“Mi riallaccio alla prima domanda di questa intervista. Credo moltissimo nel vinile. È un prodotto che offre prestazioni sonore davvero incredibili e con esso si possono fare molte cose. Abbiamo a disposizione uno dei migliori sound engineering in circolazione, che è anche mio socio prioritario: Domenico ‘Penthotal’ Musto uno dei primi che ha creduto nel mio progetto. Insieme abbiamo lavorato sulle nuove catene di registrazione in modalità analogica, con l’idea di offrire un prodotto che volge al vintage, ma che viene realizzato con strumentazione moderna: questo consente una maggiore conservazione originale del suono. Un nuovo approccio che trovo sensazionale e davvero molto interessante… disponiamo infatti della possibilità di registrazione in studi di alto livello in presa diretta, come facevano band culto del passato come ad esempio Pink Floyd e molte altre. Il vinile è un oggetto magnifico che tutte le band vorrebbero avere in mano ed insieme ad Angela Curriello, cureremo tutta la sezione dedicata alla promozione e ufficio stampa. Grazie al fatto che lei vive in Inghilterra, possiamo permetterci di avere visioni più ampie anche sul settore europeo. Ecco, noi offriamo tutto questo cercando di farlo sempre con molta professionalità, molta umiltà e tanta voglia di crescere.”

Il tuo giudizio sulla scena metal italiana: non credi che abbia perso di vista le origini, in favore di mercati portati avanti da trend modaioli?
“Domanda da un milione di dollari. Va detto in primis che la moda esiste da sempre, tuttavia con l’ingresso della nuova tecnologia sull’aspetto social e media si è fatta più pressante e costante nella vita di tutti i giorni. Sono dell’idea che la vita deve andare avanti e deve volgere sempre di più all’aspetto futuristico, ma senza dimenticare il valore delle origini di questo bellissimo genere che è il Metal, un concetto che troppo spesso viene dimenticato. Il mercato discografico Metal è in continua evoluzione, come possiamo vedere ogni giorno sulle nostre bacheche Facebook. Detto questo, in Italia si è però perso ultimamente il concetto di unione e ribellione che c’era agli inizi degli anni ’80, quando iniziò a prendere piega il VERO metal. Mi spiego meglio: il Metal nasce come una sorta di diversità rispetto appunto alle mode trend, una vera e propria ribellione, per questo motivo varrebbe la pena di mantenere i vecchi valori. Tuttavia, resta il fatto che comunque è un genere che viene ancora ascoltato e sul quale si possono ancora investire molte energie, facendo ancora tanto cercando di migliorare in continuazione. Resta il fatto che purtroppo la scena metal italiana in realtà non è mai esistita, fermo restando che ci sono ancora tante brave persone che vogliono dare il proprio contributo, affinché ci possa essere più unione che divisione. Ci sono ancora troppe persone ferme con le quattro frecce, nella propria cameretta davanti al computer ad aspettare un ‘like’ in più sotto al proprio commento oppure il momento ideale per poter fare polemica, piuttosto che alzare il culo e presentarsi ai concerti – soprattutto quelli GRATUITI – dove suonano gruppi emergenti…  i promoters e i locali si sono quindi dovuti adeguare anche a questo tristissimo aspetto. C’è molto da fare, ma da qui al fare ci passa un oceano in mezzo e in pochi hanno compreso il concetto di tirarsi su le maniche in silenzio ed iniziare a fare qualcosa di veramente concreto.”

E circa il pubblico? Come Metal Maniac prima ed ora Loud and Proud, abbiamo sempre notato che – nonostante noi gli si dia spazio – spesso l’underground è visto con diffidenza dal pubblico, in favore dei “soliti noti”. Problema tutto italiano secondo te? Come etichetta promuoverete eventi per spingere l’underground?
“Questo problema non è tutto italiano anzi, sono convinta che ci sono situazioni simili anche all’estero, con la differenza che all’estero l’underground è spinto a livelli molto superiori rispetto l’Italia. Da noi si è perso il valore della musica originale e purtroppo i tributi hanno preso una piega ampia rispetto ai gruppi emergenti. Ritengo che il tributo sia un pò un “cancro” della musica originale, con tutto il rispetto per chi lo fa, ma resto dell’idea che è limitativo. Penso che ci sia più soddisfazione ad ascoltare un prodotto nuovo piuttosto che un qualcosa di già sentito in un’altra versione talvolta anche troppo imbruttita. Il passato è passato, la musica deve andare avanti e trovare nuovi canali emotivi di composizione, non si può pretendere di fare successo con brani già suonati a ripetizione perché questo è un altro modo di far MORIRE chi invece vuole promuovere un prodotto inedito. Come etichetta abbiamo deciso per il momento di non lavorare sul booking, ma di curare le nuove uscite tra cui i genovesi thrasher LAST RITES che usciranno con il disco in versione fisica entro la fine dell’anno e prossimamente avremo il ventennale degli Hortus Animae che uscirà invece in febbraio e molte altre. Tuttavia non terremo fuori il discorso booking troppo a lungo, ne riparleremo sicuramente quando avremo un quadro più preciso della situazione.”

Abiti a Castiglioncello, Toscana. Da sempre una scena viva e pulsante. Oltre i Dark Quarterer che son da poco nel vostro roster, quale band locale ti piacerebbe “accalappiare”?
“La Toscana ha un grande potenziale, al momento abbiamo aperte diverse collaborazioni che dovremo finalizzare a breve, ma sicuramente mi piacerebbe arrivare sui locali livornesi e fiorentini. In realtà ho diverse band che mi piacerebbe avere in roster, in primis i romani HELLIGATORS, poi i SINPHOBIA, i RIUL DOAMNEI ed i DARK END. Sono tra le band che stimo e che seguo di più… e che hanno davvero molto talento: sarebbe una grande soddisfazione avere nel mio roster band di questo calibro.”

chiararovesti2017

Oltre l’agenzia di PR e la nuova etichetta, scrivi anche per Rock Hard Italia: il tempo per far la spesa lo trovi ancora?
“Rock Hard Italy è stato un altro tassello importante della mia carriera che sono riuscita a mettere nel puzzle dei miei obiettivi, in questa redazione ho potuto imparare moltissime cose e accrescere la mia cultura musicale. Con l’inizio di queste mie molteplici attività, ho dovuto lavorare molto anche sull’aspetto della mia vita privata. Non si può vivere di solo lavoro: in tutto questo ho un programma di vita molto serrato e a ritmi piuttosto elevati. Mi alzo alle cinque del mattino tutti i giorni e vado a dormire dopo mezzanotte riuscendo anche ad inserire attività fisica in palestra. Anzi, già che ci sono, ne approfitto per ringraziare in primis il mio compagno Lorenzo, il quale mi sostiene in tutte le mie scelte, i miei suoceri che mi hanno compreso fin da subito sostenendo fortemente la mia attività, mio fratello Andrea… nonchè parte della mia famiglia che mi aiuta ad affrontare le rogne – a livello burocratico – che comportano l’apertura di una nuova azienda. E infine un grazie immenso alla mia squadra di lavoro, Angela e Domenico, sempre al mio fianco come dei bodyguard. Grazie a tutte le mie bands che mi danno fiducia ogni giorno ed alla redazione di Loud and Proud Italy!”

Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Classe 1972, fotografo professionista rock-metal di matrice prettamente “old school”.
Come fotografo, ho collaborato con Metallus.it, Truemetal.it, Metal Hammer Italia e dal 2005 al 2015 sono stato fotografo ufficiale di Metal Maniac.
Il mio sito personale: www.lucabernasconi.com
La mia pagina FB: www.facebook.com/lucabernasconiphotographer

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