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MARTYR – ‘You Are Next’

La scena olandese negli anni Ottanta era particolarmente ricca. Per qualche motivo, la NWOBHM era sbarcata in Europa continentale passando proprio per i Paesi Bassi, spinta da band come Picture, Emerald, Sad Iron, Dark Wizard e appunto Martyr. Originari di Utrecht, tra il 1982 e il 1986 hanno registrato due demo e due ottimi album, prima di prendersi una lunga pausa, interrotta solo nel 2005. ‘You Are Next’ è il terzo album dopo la reunion e, spiace notarlo ancora una volta, delle sonorità classiche di un tempo non è poi rimasto molto. I Martyr oggi viaggiano tra metal classico e thrash, entrambi in una accezione piuttosto moderna, evidente sia nelle ritmiche sincopate che nelle tonalità ribassate delle chitarre, abbinate a suoni particolarmente crudi. Se a tutto ciò aggiungiamo la prestazione decisamente incolore del vocalist Rop van Haren e un’ispirazione compositiva francamente non eccelsa, capiamo perché ‘You Are Next’ sia tutto meno un disco che lascerà il segno. Di certo non è un disco per defender, nè per chi è rimasto legato ai Martyr che furono. Come da dettami sonori moderni, l’impatto prevale nettamente sulla melodia, risultando in brani statici, aggressivi quanto si vuole ma abbastanza privi di mordente. Si salvano i frammenti più melodici, tipo l’opener ‘Into The Darkest Of All Realms’ ed il guitarwork, ma è poco per poter apprezzare questo disco.

Tracklist:
1. Into the Darkest of All Realms
2. Infinity
3. Inch By Inch
4. Souls Breathe
5. Unborn Evil
6. Monsters
7. Crawl
8. Mother’s Tear
9. In the End
10. Don’t Need Your Money

Line-up:
Rop Van Haren – voce
Rick Bouwman – chitarra
Marcel Heesakkers – chitarra
Jeffrey Bryan Rijnsburger – basso
Wilfried Broekman – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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