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LUX PERPETUA – ‘The Curse Of The Iron King’

C’era una volta il power metal. Quello melodico, classicamente europeo intendiamo. C’è ancora ovviamente, ma band come Lost Horizon e Metalium sono ormai storia passata, a vantaggio di sonorità spostate verso lidi più progressivi, sinfonici, o magari rockeggianti. Nel loro debutto, i Lux Perpetua paiono rendere omaggio a quella stagione musicale – mettiamoci anche Nocturnal Rites o certi Hammerfall: il loro è un metal melodico, estremamente diretto, costruito su ritmi mediamente veloci e linee vocali immediate e “cantabili”. Due chitarre e tastiere, quelle di Meg, che però si limitano ad accompagnare, lasciando il lavoro portante alle sei – o meglio dodici – corde, che sotto ogni aspetto si rivelano uno dei punti di forza della band. Non memorabile la prestazione vocale di Artur Rosinski, di certo non un fuoriclasse del microfono ma comunque all’altezza, soprattutto nei frangenti più lineari. ‘The Curse Of The Iron King’ – anche il titolo è un omaggio ai temi eroici del classico power melodico di fine Nineties – scorre via piacevole. I nostri sanno trovare melodie azzeccate, e sanno anche costruire pezzi non banali, come l’incalzante title-track e la più variegata ‘An Old Bard’, anche se ogni tanto cadono nel banale – la ripetitiva ‘Rebellion’, che invita davvero a schiacciare il tasto Skip. Spicca la ballad folkeggiante ‘Eversong’, omaggio esplicito che i Lux Perpetua rivolgono ai Blind Guardian, con risultati non disprezzabili. Non un capolavoro, ma un disco per molti versi gradevole oltre che alla fine fuori da molti schemi attuali.

Tracklist:
01. Celebration
02. The Curse Of The Iron King
03. The Legend
04. Army Of Salvation
05. An Old Bard
06. Eversong
07. Riders Of The Dead
08. Rebellion
09. The Werewolf
10. Desert Of Destiny
11. Consolation
12. Straight Back To Hell

Line-up:
Artur Rosinski – voce
Tomasz Salacinski – chitarra
Mateusz Uscilowski – chitarra
Magdalena Tararuj – tastiere
Krzysztof Direwolf – basso
Pawel Zasadzki – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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