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LORENZO OTTOLENGHI, SIMONE VAVALÀ – ‘Black Metal Compendium Volume 2 – Europa E Regno Unito’

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Autori: Lorenzo Ottolenghi, Simone Vavalà
Editore: Tsunami Edizioni

Giungiamo al secondo attesissimo capitolo della trilogia enciclopedica dedicata al black metal e scritta da due cari amici e stimati colleghi: Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà, due personaggi che di metallo nero (come avete potuto leggere nel primo interessante capitolo dedicato alla Scandinavia) ne capiscono non poco. Ecco che allora si parla di come “il morbo si propaga”, di come in un circolo vizioso e satanico il seme piantato dagli inglesi Venom sia cresciuto nei cuori neri delle band scandinave (le maggiori protagoniste della seconda ondata) e di come a loro volta abbiamo influenzato molti sudditi della regina, che tra un tè e una pinta di birra al pub hanno saputo personalizzare il black metal fino a renderlo materia plasmabile nelle mani di un artista. Insomma, qui si parlerà di come il “tvue” black metal viaggiando per l’Europa e incontrando diverse culture sia diventato una ingrediente, una spezia, una eco. Si parte dalla Grecia, culla delle cultura e fucina di ogni tipo di aulica arte, anche quella musicalmente più nera. Si parla ovviamente dei Septic Flesh come dei Necromantia, dei Rotting Christ come dei minori (ma solo per notorietà) Zephyrous. I due bravissimi autori ci raccontano dei Varathron e del loro importante primato: il loro demo intitolato ‘Procreation Of The Unaltered Evil’ risulta essere la prima registrazione black metal avvenuta in Grecia. Era il 1989. Piccolo viaggio in Portogallo per gli immensi Moonspell dai sapori multietnici e dalla violenza iconoclasta, quando il grande Fernando Ribeiro era ancora Langsuyar. Casa nostra, la nostra bella e maltrattata Italia viene omaggiata forse dal capitolo più interessante. Lorenzo e Simone, senza paura di essere smentiti o bruciati come eretici, ammettono che tutti quegli atteggiamenti satanisti vennero adottate della band scandinave (o comunque dalla maggioranza di loro) per atteggiarsi, per emulazione dei chiaramente gigioni Venom e degli svedesi Bathory (dai quali le band della seconda ondata copiarono non solo pose, abbigliamento, grafiche e loghi, titoli e musica, ma anche la confusione tra paganesimo, satanismo, nazionalismo ed epicità vichinga). In Italia il discorso si faceva molto più serio. Qui il confine tra ritualità, credenze ancestrali e musica è davvero labile. Ce lo provano band come i Mortuary Drape, come gli Opera IX e come i Maldoror. Ascoltiamo le fascinazioni elettroniche di Aborym e ci scaldiamo il viso al sole del Mediterraneo mentre un demone chiamato Agghiastru ci maledice in dialetto siculo. In Italia il black metal era (ed è tutt’ora) un qualcosa di molto, molto serio. Una terra dalle tradizioni antiche, dalle mille influenze e mille leggende e credenze, non poteva che essere una precorritrice in ambito estremo ed esoterico. Molto affascinante la sezione dedicata alla Francia: qui ci viene raccontato delle Legioni Nere, Les Légions Noires o Black Legion. Un movimento musicale così underground e anti-umano da orbitare oggettivamente intorno ad un pugno di band, le quali si scambiavano in modo incestuoso gli stessi musicisti. De facto, Les Légions Noires era costituita da pochissimi “eletti” che incidevano audio-cassette con una qualità infima e che distribuivano solo di persona, di mano in mano, a coloro che ritenevano degni. Esagerato? Infantile? Affascinante? Mistico? Non sta a noi deciderlo. Succedeva questo in Francia. Succedeva in contrapposizione con band dall’ampio respiro musicale come gli Alcest (tra i “responsabili” della nascita del black-gaze) e da altre politicamente inquadrate e musicalmente quadrate come i Peste Noire. Lo so che state aspettando tutti che si parli dei controversi Cradle Of Filth, ed eccolo il capitolo sull’Inghilterra, dove la band di Dani è pluri-citata, insieme ai cugini poveri Hecate Enthroned e ai belligeranti Bal-Sagoth. Leggeremo dei grandissimi e innovatori Anaal Nathrakh, dei Fen e degli Altar Of Plague (tra i padri del post-black metal). Non è finita: si passa nelle terre teutoniche con gli spaventosi Absurd, paladini del NSBM e protagonisti della cronaca nera per l’omicidio di Sandro Beyer. Conosciamo i Samael prima che si elevassero a divinità spaziali e band non molto conosciute come gli Arkerdeel e Urfaust. Insomma… quanti nomi, e quanta voglia di correre su youtube alla fine di ogni capitolo per cercare le band che Simone e Lorenzo ci hanno appena raccontato. Un consiglio… fate proprio così. Leggete il nome della band, il nome del disco e cercatelo in rete. Mille colonne sonore per mille racconti. Apritevi qualche birra e godetevi tante belle serate di scoperte e antichi ricordi. Secondo libro, secondo centro. Bravi ragazzi, ora attendiamo il terzo!

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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