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LORD OF THE LOST – ‘Swangsong Vol. II’

Quanto sono belli i Lord Of The Lost. Mamma mia. Sono così belli e sexy che chi vi scrive è quasi costretto a digitare con una mano sola, e presto dovrò anche muovermi per ottenere un cane guida. Ma è quello che vuole la band. Non certo il sesso solitario ma sicuramente piacere a tutti. Cosa propone allora il combo teutonico? Prima di tutto un impatto estetico sicuramente impressivo, studiato a tavolino per sussurrare sogni bagnati nelle orecchie delle giovani fan. E poi? E poi quella trasgressione plastificata “made in Marilyn Manson”, quell’industrial lascivo e perverso dei Rammstein e sopratutto quella decadente poesia che passando dai The Mission e dai Sisters Of Mercy è arrivata a band come HIM e To/Die/For. Quindi capiamoci: si parla di voci baritonali? Di sospiri e gemiti? Di sussurri e genitali? Di ritornelli strappa-perizoma? Di chitarre elettriche finto-cattive e iper prodotte e sound danzereccio “queltantochebasta”? Si. Ma in questo secondo capitolo del canto del cigno si torna in acustico. Quindi rifacciamo tutto dall’inizio. Sorry. Non ci sono solo chitarre acustiche questa volta ad accompagnare la splendida voce di Chris Harms, ma archi e arrangiamenti che valorizzano al massimo le belle linee melodiche delle canzoni. Ovviamente i protagonisti sono la tristezza, il mal di cuore, quello vero e profondo, quello fatto di sentimenti e non di atrii e ventricoli. Ovviamente è la malinconia a regnare, insieme al romanticismo più nero e decadente. Molto belle le canzoni, poco da dire. Una ‘Waiting For You To Die’ struggente e strappata dalle mani di Ville Valo apre il disco, così come degna di nota è l’interessante ‘Ribcages’, una canzone che se immaginata con la voce di Tony Hadley non avrebbe sfigurato in un disco degli Spandau Ballet. Alcuni brani sono oggettivamente trascurabili, come la pomposa ‘Wander In Sable’ o l’insipida ‘The Devil You Know’, ma dobbiamo dire che la qualità delle composizioni è sicuramente alta. Un pizzico dei mitici e teatrali Devil Doll lo possiamo trovare nella bella e dark ‘We Were Divine’, mentre il disco si chiude con le cinematografiche ed epicamente decadenti ‘From The Brink Of The Other World’ e ‘Fall Asleep’. Un disco che piacerà a chi ama la poesia più malinconica e romanticamente deprimente. Io sono tra questi. Bello.

Tracklist:
01. Waiting For You To Die
02. Lighthouse
03. The Broken Ones
04. My Better Me
05. Ribcages
06. Wander In Sable
07. The Devil You Know
08. We Were Divine
09. From The Brink Of The Other World
10. Fall Asleep

Line-up:
Chris Harms – voce, chitarra
π – chitarra
Gared Dirge – chitarra, piano, synth, percussioni.
Class Grenayde – basso

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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