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LONEWOLF – ‘Raised On Metal’

Venticinque anni di heavy metal. E mai, dicesi mai, uno strappo alla regola. Mai un cedimento commerciale, mai l’apertura verso sonorità più moderne, o in qualche modo contaminate. Se si parla di tenere alto lo stendardo del metal classico nel mondo, i Lonewolf non sono secondi a nessuno. Se si parla di qualità, purtroppo le cose cambiano. La formazione di Grenoble è partita da un suono molto legato ai vecchi Running Wild, guadagnandosi un seguito importante tra i true metaller di scuola teutonica – non a caso il leader storico della band, Jens Börner, è francese ma di ascendenze tedesche. Dall’ombra di Rock’n’Rolf, i Lonewolf hanno deciso via via di allontanarsi, cercando una strada personale, che però restasse ovviamente su sonorità assolutamente tradizionali. Ce l’hanno fatta, c’è poco da dire. Ma in questo percorso il loro songwriting ha perso smalto, e i pezzi di ‘Raised On Metal’ ne sono purtroppo la prova evidente. Heavy metal compatto e potente, costruito spesso su ritmi serrati, con chitarre che rileggono armonie classiche di scuola veterometallica – che di per sé non sarebbe un male, anzi… Il problema nasce sulle melodie, spesso messe in secondo piano rispetto alla ricerca di impatto fine a se stesso, e comunque solo in pochi casi realmente memorizzabili. La voce cruda e monodimensionale di Börner non aiuta, ed il risultato finale è un disco sì potente ma anche fondamentalmente ripetitivo, per non dire monotono. Per amanti della band.

Tracklist:
01. Unleash The Wolf
02. Souls Of Black
03. Through Fire, Ice And Blood
04. Raised On Metal
05. Flight 19
06. Extinction Of The Stars
07. Evil
08. Skinless Smile
09. No God, No Master
10. Dark World Order
11. Swansong (Digipack Bonus)
12. Demon’s Call (Digipack Bonus)

Line-up:
Jens Börner – voce, chitarra
Michael Hellström – chitarra
Rikki Mannhard – basso
Bubu Brunner – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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