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LOCK UP – ‘Demonization’

Questa deposizione… scusate, recensione, sarà scritta in forma anonima. Chi vi scrive vi confesserà quello che ha scoperto: intrighi, macchinazioni, architetture machiavelliche per conquistare il mondo del grindcore. Esiste una “cupola”, composta da i “soliti nomi”, che tutti sanno ma nessuno osa nominare. Queste persone formano una sorta di “mafia musicale”, un organizzazione segreta pericolosissima, apparentemente caotica ma molto ben organizzata. I nomi sono: Shane Embury, Dan Lilker, Jeff Walker, Nick Barker, Kevin Sharp, Adrian Erlandsson, Dino Cazares, Bill Steer, Mark Greenway e pochi altri. Ora, per confondere le autorità queste loschi individui spesso si aggregano in modi differenti (in Messico alcuni di loro si fanno chiamare ‘Brujeria’ ad esempio) e pubblicano dischi che hanno il solo scopo di distruggere i nostri padiglioni auricolari. In questo caso, la “Cupola” ha deciso di inviare i Lock Up, con Kevin Sharp a guidare il “commando” al posto di “Tompa” (inutile dire che del povero cantante degli At The Gates non si sa più nulla!). Scherzi a parte, il supergruppo grindcore ci presenta un massiccio disco di splendida musica estrema (od un disco estremo di musica massiccia, od ancora, un disco musicale estremamente massiccio) suonata con professionalità da veterani che questo genere l’hanno letteralmente inventato decenni fa. I ritmi sono quasi sempre degli up-tempo che non raggiungono mai la velocità della luce, sfiorando di moltissimo il più puro death metal, dove spesso si sentono eco di Morbid Angel e Repulsion. Molto belli i riff, sempre musicali ed imponenti (nonostante la efferata violenza) e significativo il cambio di microfono. Kevin Sharp – che conosciamo bene – ha una vocalità meno acida e corrosiva rispetto a quella di Tomas Lindberg, offrendo forse (sempre parlando di un cantanto estremo) uno spettro più ampio di possibilità e soluzioni. Il disco è interessante ed eterogeneo, con un brano come ‘Demonization’, un mid-tempo potente, epico ed malvagiamente magniloquente. ‘Demons Raging’ è un proiettile di “satanic deathgrind” e ‘The Plague That Stalks The Darkness’ è un piccolo capolavoro di violenza. La batteria è sotto la responsabilità di Nick Barker, ormai un big (in tutti i sensi) quando si parla di drumming estremo. Caratteristiche le sue ormai celebri rullate ed i pattern di doppia cassa sempre fantasiosi e chirurgicamente letali. Anton Reisenegger si espone con un riffing dove la componente death è davvero preponderante e Shane Embury… beh, lui è Shane Embury. Vi saluto, perché chi vi scrive d’ora in poi sarà sotto protezione, perseguitato dalla “Cupola Del Grind”, ma per fortuna avrò dischi come questo a farmi compagnia. Una piacevolissima lezione di violenza.

Tracklist:
01. Blood And Emptiness
02. The Decay Within The Abyss
03. Locust
04. Demonization
05. Demons Raging
06. Desolation Architect
07. Instruments Of Armageddon
08. Sunk
09. The Plague That Stalks The Darkness
10. Foul From The Pure
11. Mind Fight
12. Void
13. Secret Parallel World
14. We Challenge Death

Line-up:
Kevin Sharp – voce
Anton Reisenegger – chitarra
Shane Embury – basso
Nick Barker – batteria

 

 

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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