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LEYENDAS DEL ROCK – Un festival per tutti

A noi di Loud and Proud festival come il Leyendas Del Rock piacciono parecchio. Perché sono organizzati tenendo nella massima cura sia le band che gli spettatori. Perché offrono un programma ricco e variegato. E perché permettono di conoscere meglio una realtà, quella spagnola in questo caso, non per forza troppo nota in partenza. Per questo abbiamo iniziato a supportare il festival in tempi non sospetti – ben prima della nascita di questo magazine online… E per questo non si siamo fatti scappare l’opportunità di ribadire questo supporto una volta ancora. Oggi, a venti giorni circa dal festival, diamo la parola a Marcos Rubio, ideatore e organizzatore di questo appuntamento tanto ricco di spunti di interesse. E non stupitevi per le risposte, è tutto vero…

Panoramica Warcry

La prossima è la dodicesima edizione del festival. Quali sono le novità rispetto al passato?
“Innanzitutto ciao e grazie per l’interesse che dimostrate sempre nei confronti del Festival! La prossima edizione sarà la dodicesima e da quel lontano 2006 sono cambiate davvero molte cose. Le principali novità rispetto al passato riguardano non solo la quantità e il livello delle band ma anche la scelta del luogo (il bellissimo centro sportivo di Villena) che ha dovuto adattarsi alla sempre maggiore affluenza di pubblico. Basti pensare che siamo passati dalle 4000 presenza della prima edizione alle circa 50.000 complessive dello scorso anno. Ogni anno poi, cerchiamo di migliorare sempre qualcosa e quest’anno direi che con headliner del calibro di Megadeth, Blind Guardian, Amon Amarth e Sabaton siamo certi di avere fatto un buon lavoro.”

Il festival è nato incentrato sul metal spagnolo, e si è man mano aperto ai gruppi internazionali. Ora siamo su numeriche abbastanza equilibrate. E’ un mix che intendi mantenere?
“Il Leyendas era nato effettivamente con l’obiettivo principale di sostenere e far crescere la scena nazionale. Devo però purtroppo riconoscere che non c’è ancora stato quel deciso ricambio generazionale che mi auspicavo. A me piacerebbe che la percentuale di band spagnole fosse anche superiore ma fino a quando mancherà quell’aria di rinnovamento, credo che sarà difficile. Comunque non dispero perché in Spagna ci sono tante band di grande valore che si stanno facendo spazio.”

Man mano il pubblico internazionale è aumentato. Quanti ospiti avete ogni anno dall’estero?
“Sempre di più e ogni anno le presenze dall’estero sono sempre maggiori. Non posso darti un numero preciso ma posso dirti che secondo i dati di vendita del circuito Ticketmaster, l’anno scorso abbiamo venduto biglietti in più di 70 Paesi europei e non, tra cui Italia, Germania, Francia, Svezia, Messico, Argentina, Giappone, Russia, Nuova Zelanda e quest’anno le vendite stanno andando ancora meglio.”

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E’ più facile trattare con le band spagnole o con quelle internazionali?
“Con praticamente tutte le band spagnole si è instaurato ormai un rapporto di amicizia che rende le cose molto più semplici ma onestamente, a parte qualche raro e sporadico episodio, non ho mai avuto grossi problemi o complicazioni con gruppi internazionali. Magari giusto un po’ più di stress a livello organizzativo nel gestire il backstage quando hai a che fare con band con molti elementi come Avantasia o come i WarCry, l’anno scorso con tutta l’orchestra sinfonica, ma tutto alla fine è sempre filato liscio.”

Quali sono le band di questa edizione di cui sei più orgoglioso?
“Naturalmente tutte, anche se non posso nascondere la mia soddisfazione nell’essere riuscito a portare a Villena i Megadeth.”

Come lo scorso anno c’è una piscina nella zona del festival. Quanto è importante offrire agli spettatori qualcosa in più dell’aspetto prettamente musicale?
“Credo sia fondamentale: un festival secondo me non deve essere soltanto un susseguirsi di esibizioni. Ovvio che la musica è fondamentale ma penso debbano esserci anche altri spazi di aggregazione per ulteriori svaghi. La piscina del centro sportivo è spettacolare. Poi anche quest’anno ci saranno i tornei di soft combat e, novità, sarà allestito un vero campo vikingo! Ci sarà come sempre il mercatino con tantissime bancarelle oltre che una grandissima varietà di punti ristoro dove tutti i palati potranno essere accontentati hahaha.”

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Una cosa che mi colpisce sempre in Spagna è la presenza di molti bambini ai festival. perché?
“I bambini sono fondamentali al Leyendas del Rock. Tieni presente che molti fan di metal tradizionale sono ormai cinquantenni e sono ben contenti di poter venire al festival con figli e nipoti. A Villena poi le condizioni sono ideali per loro: piscina, prato, ludoteca, oltre al fatto che fino a 13 anni i bambini entrano gratis.”

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C’è una band che hai cercato e non sei mai riuscito ad avere?
“Te ne dico due: Savatage e Judas Priest, ma non si può mai dire…”

Ci sono band spagnole che consiglieresti a organizzatori internazionali potenzialmente interessati?
“Ci sono nomi interessanti in tutti gli stili: Angelus Apatrida, Noctem, WarCry, Vhaldemar, Saratoga, Tierra Santa, Lujuria, Saurom…”

Un’ultima cosa, quando ci riporti in Spagna i Rata Blanca?
“Ci stiamo lavorando, probabilmente li vedremo l’anno prossimo!”

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Testo di Sandro Buti con la collaborazione di Cesare ‘Metalshow’ Macchi.

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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