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LEPROUS – ‘Malina’

Ci sono delle recensioni che potrebbero limitarsi a poche, semplici parole per rendere l’idea di un disco. Nel caso di ‘Malina’, nuova fatica dei norvegesi Leprous, ne basterebbero tre: “un grande album”, ma vista la complessità della materia trattata, non possiamo accontentarci di tanta laconicità e dobbiamo addentrarci più a fondo in un lavoro di una ricchezza incredibile, pieno di sfumature e dotato di sconfinato coraggio. Sì, ci vuole coraggio per fare esattamente la musica che si vuole, tirando fuori il proprio puro talento senza paura di presentarsi ad un pubblico che spesso e volentieri s’incendia al solo uso della parola progressive accanto a nomi che difficilmente si fanno imprigionare nella trappola dei generi. I Leprous sono proprio uno di questi gruppi, nati e conosciuti come progressive metal, si sono evoluti così tanto che riusciamo a stento a stargli dietro con le definizioni. A loro piace definirsi semplicemente una rock band e con questo ‘Malina’ non potevano autocollocarsi meglio, che sia il gusto eccezionale per la melodia e per il ritmo oppure per la vena romantica e sognante che pulsa lungo tutte le tracce. Introdotto anche il violoncello, affidato alle illustri e delicate mani del canadese Raphael Weinroth-Browne, tutto sembra incastrarsi perfettamente nell’universo di un disco profondissimo: ‘Bonneville’ è subito prova di quel coraggio di cui vi parlavo poche righe fa, rappresenta infatti un inizio claustrofobico e stridente che pochi avrebbero scelto come punto di partenza per il proprio viaggio. E invece striscia e s’insinua, lenta, disturbante, con la voce di un Einar Solberg ispirato e alla continua ricerca di limiti da travalicare. Ed eccolo qui il rock, che in ‘Stuck’ straripa e ci regala un pezzo catchy senza essere banale, linee semplicissime ma intersecate ad arte. Non c’è un attimo di respiro dalle sincopi di ‘From The Flame’ all’ipnotica ‘Illuminate’, dove il progressive emerge e torna ad inabissarsi, blandito da mille altre sfumature. In ‘Mirage’ non manca nemmeno quel tocco di metal di cui forse qualcuno sentirà la mancanza, ma sarà solo una sensazione fuggevole perchè ‘Malina’ è un vortice e bisogna solo lasciarsi andare. ‘The Weight Of Disaster’ e la splendida ‘The Last Milestone’ chiudono un cerchio magico, un’esperienza da assaporare ascolto dopo ascolto, perchè ogni volta scoprirete qualcosa di nuovo. ‘Malina’ non è un disco progressive metal, ma ne porta segni inconfondibili e si presenta come un lavoro complesso, a tratti forse ostico, ma assolutamente riuscito. I Leprous crescono ancora e lo fanno nella totale sicurezza di una line-up solida, perfettamente amalgamata ed unita nella direzione da seguire: sempre più in alto.

Tracklist:
01. Bonneville
02. Stuck
03. From The Flame
04. Captive
05. Illuminate
06. Leashes
07. Mirage
08. Malina
09. Coma
10. The Weight Of Disaster
11. The Last Milestone

Line-up:
Einar Solberg – voce, synth
Tor Oddmund Suhrke – chitarra
Robin Ognedal – chitarra
Simen Børve – basso
Baard Kolstad – Batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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