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LABYRINTH – ‘Architecture Of A God’

Ci sono tanti modi per ascoltare un album, tanti approcci diversi e spesso e volentieri chi ascolta tonnellate di dischi per scrivere delle recensioni, dimentica che la musica ha uno scopo primario, quello di toccare il cuore. Possiamo discutere fino allo sfinimento di tecnicismi e perfezionismi, ma se un album non va a far vibrare certe corde seppellite nel profondo di chi ascolta, allora non ha raggiunto l’obiettivo. Partendo da questo assunto un po’ banale, ma fondamentale, ecco che ci ritroviamo davanti al nuovo album dei Labyrinth, emblematico già nel titolo e nell’elegante artwork: ‘Architecture Of A God’. Sette anni sembrano un’eternità per chi, come chi vi scrive, attende il ritorno affatto scontato di un gruppo che ha segnato inesorabilmente la storia del power metal con alcuni episodi capitali, uno su tutti ‘Return to Heaven Denied’ del 1998. Galeotta fu una telefonata da parte della casa discografica ai due membri storici della band, Andrea Cantarelli ed Olaf Thorsen, che accettano di ricreare una magia forse perduta negli anni. Roberto Tiranti è un tassello imprescindibile, ma serve anche una ventata di aria fresca ed ecco Oleg Smirnoff, Nik Mazzucconi e John Macaluso (rispettivamente tastiere, basso e batteria). Ed è questa formazione nuova di zecca a far riemergere gli antichi fasti del passato, ma con un tocco di energia e di modernità che è la vera spinta di tutto il lavoro. L’energia straripante di ‘Bullets’ basterebbe da sola per tenerci inchiodati a questo disco, delineando quella che è la carica e la genuinità che attraversa tutti i pezzi della tracklist. Il marchio Labyrinth è ben stampigliato in tutti i pezzi, riconoscibile dalle prime note e dai primi acuti di Tiranti: se avete amato i primi album della band, qui vi sentirete a casa e troverete l’ispirazione originaria del gruppo, unita all’esperienza e alla crescita individuale dei singoli. ‘Still Alive’ e soprattutto ‘Take On My Legacy’, sono l’esempio solare di quel power semplice e diretto, senza inutili orpelli, che arriva direttamente dal periodo d’oro di fine anni Novanta. Le tastiere di Smirnoff si rivelano spina dorsale dell’album, basti ascoltare ‘A New Dream’ per credere, così come ‘Someone Says’, uno degli highlights del disco con i sapienti intrecci degli inossidabili Cantarelli-Thorsen. Ci sono così tante sfumature in questa release che è difficile quantificare gli ascolti che occorrerebbero per identificarle tutte, passando dall’ironia e fantasia della rivisitazione di ‘Children’, cover del famoso pezzo trance del compositore svizzero Robert Miles, alla struttura funambolica e raffinatissima della title-track, per chi vi scrive vera e propria perla del disco nella sua eleganza prog metal. Il respiro leggero dell’emozionante ‘Stardust And Ashes’ condiziona inesorabilmente il giudizio verso questo disco, che non accetta sentimenti tiepidi: o si ama, o no. E si torna al concetto espresso nelle prime righe di questa recensione, dopo aver considerato una produzione davvero ottima (con mix ad opera di Simone Mularoni): dove arriva questo disco? Da queste parti, abbiamo sentito un colpo dritto al cuore.

Tracklist:
01. Bullets
02. Still Alive
03. Take On My Legacy
04. A New Dream
05. Someone Says
06. Random Logic
07. Architecture Of A God
08. Children
09. Those Days
10. We Belong To Yesterday
11. Stardust And Ashes
12. Diamond

Line-up:
Roberto Tiranti – voce
Olaf Thorsen – chitarra
Andrea Cantarelli – chitarra
Oleg Smirnoff – tastiere
Nik Mazzucconi – basso
John Macaluso – batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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