Loud Albums

KRAKOW – ‘Alive’

Per i poco avvezzi ai suoni dronici, ‘Alive’ potrebbe sembrare strano all’inizio a causa dei suoni minimali, delle lunghe note estese e dell’insolita timbrica vocale di Frode Kilvik. Per quanto sia difficile riportare su disco un’esperienza come può essere quella di un live, fatta di percezioni uditive, olfattive e visive, i Krakow riescono a donare comunque l’intensità e il pathos che si avvertirebbero presenziando a un loro concerto. Quindi, caricate gli mp3 sul vostro lettore oppure inserite il disco e premete “play”. Alzate il volume. Svuotate la mente da tutti i vostri pensieri; respirate profondamente e lasciatevi andare al flusso della musica. Vi sentirete talmente immersi che non vi accorgerete del cambio delle tracce, solo di una corrente continua di emozioni, pensieri, parole, suoni che tutti insieme formeranno immagini e visioni nella vostra mente. Nei 45 minuti dell’album ripercorrerete quasi tutta la carriera della band attraverso i quattro brani scelti per essere registrati durante la performance live all’USF Verftet di Bergen nel 2016: ‘Monolith’ (dall’omonimo album del 2009), ‘Vitriol’, ‘Of Earth’ (entrambi dall’album ‘Amaran’) e ‘Mound’ (dall’album ‘Diin’) colano l’una nell’allaltra come in un flusso di coscienza. L’opener ‘Monolith’, uno strumentale, per l’appunto monolitico, di quasi 14 minuti apre la strada agli altri pezzi: tutti e quattro i brani sono comunque più lunghi, più sperimentali, più dilatati e soprattutto molto più pesanti delle loro controparti in studio. L’ascolto del disco risulta terribilmente trascinante ed entusiasmante, anche e soprattutto grazie alle capacità tecniche dei musicisti coinvolti (tra cui la new entry Ask Ty dei Kampfar) che in sede live riescono a esprimere tutta la passione per la loro musica.

Tracklist:
01. Monolith
02. Vitriol
03. Of Earth
04. Mound

Line-up:
Frode Kilvik – voce, basso
René Misje – chitarra
Kjartan Grønhaug – chitarra
Ask Ty Arctander – batteria

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

Post precedente

ROYAL HUNT - Guarda il live video di 'A Life To Die For'

Post successivo

DAN SPITZ - Ecco perchè ha lasciato gli ANTHRAX dopo il reunion tour del 2006