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KISSIN’ DYNAMITE – ‘Generation Goodbye’

C’è stato un periodo in cui i Kissin’ Dynamite parevano avere il mondo in mano. I loro concerti erano sempre affollati, i magazine facevano a gara a intervistarli, e sembrava che la Germania avesse trovato i nuovi Edguy. I ragazzi di Reutlingen avevano debuttato giovanissimi – erano ancora minorenni – con ‘Steel Of Swabia’ per la allora gloriosa EMI, prima di passare alla più piccola ma competente AFM. Il secondo ‘Addicted To Metal’ sembrava il disco della consacrazione, complice la collaborazione con Udo Dirkschneider, invece la cose hanno preso una piega diversa. Il grande successo è stato solo sfiorato, con dischi comunque assolutamente piacevoli, che hanno evidenziato una disomogeneità compositiva che certo non ha aiutato. ‘Generation Goodbye’ arriva a due anni di distanza da ‘Megalomania’ e cerca di raddrizzare il tiro, mettendo in realtà in luce pregi e difetti di sempre per il cantante Hannes Braun e i suoi compagni. Tra i primi, la capacità di trovare melodie immediate e coinvolgenti, capaci di restare in testa già al primo ascolto; tra i secondi una eterogeneità compositiva fin troppo marcata, che dà appunto l’idea di una certa incertezza di fondo. ‘Generation Goodbye’ è un disco solido, che si apre con la tosta title-track per poi spostarsi su territori ben più moderni con ‘Hashtag Your Life’ – i ragazzi trattano volentieri temi legati al mondo digitale, come mostra la stessa copertina – e ‘She Came She Saw’. I suoni sono decisamente moderni, le chitarre crude e quasi industriali, anche se abbinate a melodie marcatamente hard rock. Quando le atmosfere si fanno più soft i Kissin’ Dynamite suonano più classici ancora, ed è il caso della malinconica ‘If Clocks Were Running Backwards’ e dell’orecchiabile ‘Masterpiece’, con le sue nemmeno troppo nascoste velleità commerciali con tanto di voce femminile aggiunta. La prima parte del disco è decisamente più convincente della seconda, che scorre un po’ anonima, fatta eccezione per la conclusiva ‘Utopia’ con le sue vivaci orchestrazioni, in cui i Kissin’ Dynamite giocano a fare i Rough Silk – per chi se li ricorda… Un disco che si lascia ascoltare, che mostra diverse buone idee, ma conferma l’idea di un potenziale non sfruttato fino in fondo…

Tracklist:
01. Generation Goodbye
02. Hashtag Your Life
03. If Clocks Are Running Backwards
04. Somebody To Hate
05. She Came She Saw
06. Hightlight Zone
07. Masterpiece
08. Flying Colours
09. Under Friendly Fire
10. Larger Than Life
11. Utopia

Line-up:
Hannes Braun – Voce
Jim Müller – chitarra
Ande Braun – chitarra
Steffen Haile – basso
Andreas Schnitzer – batteria

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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