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JOTNAR – ‘Connected/Condemned’

Qui è proprio il concetto di fondo ad essere sbagliato. Quando si legge “melodic death metal” la mente ci porta agli Edge Of Sanity, Eucharist, Hypocrisy, primi In Flames, Unanimated o anche ai Carcass di ‘Heartwork’ e ai vichinghi Amon Amarth. Voliamo negli States? Ci sovvengono gli Arsis, i derivativi e discontinui Devildriver, ai grandi e dimenticati Path Of Possession. Insomma a strutture indelebilmente death metal, a volte davvero brutali ma con un sound indiscutibilmente più avvicinabile, con partiture chitarristiche spesso mutuate dal metallo più classico. Ascoltiamo i Jotnar e capiamo che qualcosa è andato nel verso sbagliato. I Nostri propongono un pop rock appesantito da chitarre “strömbladiane” e vocal acide ed urlate che si alternano ad un cantato pulito e non gradevole. Peccato, perché quando la band proveniente dalle isole Canarie si ricorda che si propone come (melodic) death meatl band, si auto-convince a tal punto che suona davvero come tale. Pezzi come ‘I, The Paradox’ e ‘The Sentence’, se uscissero sotto il monicker In Flames, farebbero davvero sfaceli. Anche la bella ‘The Loneliness Legacy’ ci infastidisce, perché le idee ci sono, ma poi vengono diluite dalla voglia di piacere a tutti ed a tutti i costi, proponendo de facto un o sbiadito e stra-sentito metal core. Insomma il dualismo non è solo nei chiaro-scuri vocali, ma anche nel songwriting, che gioca tra continui brani pop metallizzati e brani realmente metal. Ecco che arriva anche una cover di Nelly Furtado a rinforzare la nostra idea che il gruppo (pur bravo) non abbia ben presente cosa significhi suonare death, per quanto melodico lo si voglia far suonare. Aggiungiamo che Mario Infantes quando canta pulito sembra una versione stonata di James Hetfield e che 14 brani – per una band che non ha ancora ben chiaro cosa suonare – sono davvero tanti. Qualche info? Il disco è prodotto e registrato da Ben Melero presso i Jotunheim Studios e vi partecipano ospiti quali Björn “Speed” Strid e Alessio NeroArgento (Disarmonia Mundi, NeroArgento). Ok, ora che si fa? Li si denuncia per pubblicità ingannevole?

Tracklist:
01. Connected/Condemned
02. Remaining Still
03. Missing Shadows
04. Broken Esteem
05. Suicidal Angel
06. Live Together Die Alone
07. Starved Of Guidance
08. I, The Paradox
09. The Sentence
10. Invisible Trace
11. The Loneliness Legacy
12. Say It Right (Nelly Furtado Cover)
13. Envy World
14. The Portrait

Line-up:
Mario Infantes – voce
Ben Melero – chitarra
Elhadji N’Diaye – chitarra
Octavio Santana – basso
Jose Rodriguez – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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